Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per gestire i login, la navigazione e altre funzioni. Cliccando 'Accetto' permetti l'uso dei cookie. Continuando nella navigazione accetti l'uso dei cookies.

Cookie Policy

Hai rifiutato i cookies. Questa decisione è reversibile.

Avete accettato l'utilizzo dei cookies sul Vs. computer. Questa decisione è reversibile.

Il bruxismo

Digrigni i denti? Occhio alle medicine!
Il bruxismo, caratterizzato dal digrignamento non necessario dei denti, è un problema che riguarda circa l’8-21% della popolazione del mondo occidentale. I sintomi che provoca possono essere diversi, e vanno da un lieve a un forte mal di testa e dalla tensione muscolare, fino alla disfunzione del giunto temporomandibolare e al danno permanente ai denti se il fenomeno non viene trattato.

Ritratto del bruxismo
Il termine bruxismo deriva dal verbo greco brykein che significa mordere, divorare, digrignare. Nella definizione generale, il bruxismo è il digrignamento non necessario dei denti, cioè avviene al di fuori della masticazione degli alimenti. Quando ha luogo durante il sonno, viene chiamato bruxismo notturno per distinguerlo dalla condizione del bruxismo diurno, che ha luogo durante la veglia. L’elemento che distingue le due forme di bruxismo è la fase della giornata – il sonno o la veglia – in cui il fenomeno ha luogo, e non la sua consapevolezza da parte del soggetto. Tutte le forme di bruxismo provocano il contatto forzato tra le superfici dei denti superiori e inferiori non accompagnato dal movimento della mandibola, con un risvolto sonoro che può essere talmente forte da disturbare il sonno. La differenza tra chi è affetto da bruxismo e chi non lo è, è rappresentata dal grado del bruxismo, e non dal bruxismo in sé; infatti, non solo la maggior parte delle persone digrigna i denti, ma alcuni soggetti sono in grado di resistere alle forze generate dal bruxismo apparentemente senza alcun danno alla dentatura. Perciò, si parla di bruxismo quando il fenomeno è sufficientemente persistente, frequente, durevole e intenso da provocare un danno ai denti e da indurre altre complicazioni.

Quando il bambino digrigna i denti: la teoria del “wait and see”
In alcuni casi il bruxismo si risolve spontaneamente, mentre in altri il fenomeno può essere talmente raro, o talmente poco intenso, da non giustificare alcuna reazione. In particolare, i bambini possono richiedere approcci terapeutici diversi da quelli indicati per un adulto. Infatti, il danno prodotto ai denti dei bambini è per la maggior parte transitorio in quanto riguarda i dentini di latte e non quelli definitivi. In uno studio condotto negli Stati Uniti, per esempio, a 126 bambini tra i 6 e i 9 anni era stato diagnosticato il bruxismo, ma un riesame effettuato a cinque anni di distanza ha rilevato che solo 17 bambini presentavano ancora la condizione. Il bruxismo giovanile è perciò ritenuto da alcuni autori “una condizione autolimitante che non evolve nel bruxismo adulto e che appare non correlata alla sindrome della giuntura temporomandibolare (TMJ). Ciò suggerisce perciò che il trattamento è d’obbligo se nel bambino il danno è grave, ma che se il bruxismo è occasionale o intermittente, l’attesa vigile è la strategia più indicata. Se per contro la condizione non scompare spontaneamente nell’arco di qualche mese, tende a ripresentarsi o è accompagnata da effetti preoccupanti, l’azione terapeutica deve essere immediata.

Il bruxismo è antico quanto il genere umano e ne parla persino la Bibbia nel Vecchio Testamento, dove digrignare i denti è una condanna che si augura a peccatori ed eretici e il bruxismo sembra sempre accompagnarsi agli stati emotivi estremi come l’odio, l’ansia, la paura e la possessione demoniaca. L’eziologia (la causa) del bruxismo è controversa e incerta, e si ritiene che le cause siano plurime, spesso in sovrapposizione l’una con l’altra e variabili tra le persone. Le cause “putative” comprendono lo stress, il tipo di personalità, le allergie, i deficit nutrizionali, la malocclusione, l’introduzione di sostanze estranee nella bocca, l’errato funzionamento del sistema nervoso centrale, la propriocezione (nell’autopercezione del corpo, il senso della propria posizione) orale inadeguata, i fattori genetici, e l’assunzione di alcune classi di farmaci. Il bruxismo provoca una grave usura dei denti e può causare molti altri sintomi, come il mal di testa e il dolore orofacciale. Secondo alcuni studi, i sintomi possono essere talmente gravi da intaccare la qualità di vita del soggetto, il suo benessere psicofisico e il suo rendimento professionale.

Uno studio pubblicato negli Stati Uniti nel mese di gennaio 2005 fa luce sui farmaci che possono indurre il bruxismo come effetto secondario, e tra questi troviamo gli psicotropi, per esempio gli inibitori del riassorbimento (reuptake) della serotonina o SSRI, gli antipsicotici e in generale tutti i farmaci antidepressivi.

I farmaci che possono indurre il bruxismo

Molecola classe del farmaco
fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina SSRI (inibitori del riassorbimento della serotonina), antidepressivi
aloperidolo, butirrofenone antipsicotici
venlafaxina antidepressivo

Rompere una noce con i denti
Il bruxismo notturno spesso esercita sui denti, le gengive e le giunture temporomandibolari delle forze veramente notevoli, stimate da alcuni autori (Castaneda, 1992) tre volte maggiori di quelle generate durante la masticazione, da altri fino a 10 volte maggiori, sufficienti per esempio a rompere il guscio di una noce. I sintomi sospettati del bruxismo, e le conseguenze del bruxismo cronico sono:

  • il bruxismo può aumentare la sensibilità e l’usura dei denti, fratturandoli o minandone la saldezza fino a provocarne la caduta (McGuire e Nunn, 1996), e la situazione continua a peggiorare fino a quando persiste la condizione. All’età di 40 o 50 anni, la maggior parte dei pazienti avrà usurato i propri denti fino al punto di necessitare di un restauro estensivo della dentatura;

  • il bruxismo di vecchia data provoca spesso modificazioni nell’aspetto dei denti in almeno tre modi diversi: in linea generale, i denti usurati o danneggiati non sono esteticamente gradevoli come i denti sani; inoltre, man mano che i denti si usurano diventano più corti. Come risultato, quando la bocca è chiusa le mandibole sono più ravvicinate del normale, e nei casi estremi si verifica il cedimento delle guance che conferisce al soggetto un aspetto più vecchio della norma (Schlott, 1997). Infine, il bruxismo provoca un uso eccessivo della muscolatura che può causare a sua volta ipertrofia (ingrandimento) dei muscoli facciali, conferendo al soggetto la tipica “mascella quadrata”;

  • il bruxismo di lungo periodo può provocare tensioni e dolore alla mandibola, affaticamento dei muscoli facciali, mal di testa, male al collo, male alle orecchie;

  • occasionalmente, il bruxismo può causare infiammazione e blocco di alcune ghiandole salivari perché lo sviluppo sproporzionato del muscolo massetere blocca l’apertura delle ghiandole parotidi, che interferiscono con il flusso della saliva nella bocca spingendola ad accumularsi all’interno delle ghiandole. I sintomi più comuni associati a questo fenomeno sono gonfiore, dolore, infiammazione locale e secchezza della bocca;

  • il bruxismo è ritenuto da molti ricercatori una delle cause principali dei disturbi delle giunture temporomandibolari.

Anche se non è noto il meccanismo che spiega come gli psicotropi indicati (specialmente gli SSRI) possono indurre il bruxismo, molte teorie puntano verso lo squilibrio di alcune attività cerebrali (dopaminergiche e serotonergiche) che possono provocare vari disturbi del movimento come distonia (disturbo del tono muscolare) e discinesia (movimento anormale e scoordinato dei muscoli volontari o involontari), tra i quali può essere classificato il bruxismo. Alcuni studi riportano invece come l’uso di alcuni farmaci (il buspirone, un ansiolitico, il propanololo, un betabloccante non selettivo, la gabapentina, un antiepilettico, e infine la tossina botulinica, un colinergico periferico) non indicati per il trattamento del bruxismo possa contribuire sia a diminuirne, sia a eliminarne completamente i sintomi. Concludendo, se a causa dell’indisponibilità di farmaci per curarlo, il bruxismo farmaco-indotto è stato affrontato in passato solo sospendendo l’assunzione della molecola ritenuta responsabile, oggi la disponibilità di farmaci non specificamente indicati per questa patologia ma capaci di alleviarla fornisce ai professionisti nuove opzioni terapeutiche.

Dove Siamo

Puoi contattare il dentista dr. Cesare Paoleschi e la sua équipe per qualunque problema di implantologia, impianti dentali e zigomatici e tutti gli altri problemi di odontoiatria, nei seguenti studi:

  • Prato

  • via Filippo Brunelleschi, 1 - 59100, Prato
    Tel: +39 0574.571098

  • ICON

Il dentista dr. Cesare Paoleschi, fondatore di Iris Compagnia Odontoiatrica, opera come consulente di implantologia, impianti zigomatici e dentali, implantologia all on 4, presso i centri Iris Compagnia a:

  • Firenze

  • via A. Gramsci, 12 - 50121, Firenze
    Tel: +39 055.289891

  • ICON
  • Novoli Firenze

  • via O. Vecchi, 105 - 50127, Novoli Firenze
    Tel: +39 055.4223940

  • ICON
  • La Spezia

  • via Persio Aulo Flacco, 15 - 19121, La Spezia

  • ICON
  • Montelupo Fiorentino (FI)

  • piazza dell'Unione Europea 9/10 - 50056, Montelupo Fiorentino (FI)
    Tel: +39 0571.542791

  • ICON
  • Scandicci (FI)

  • via A. Manzoni, 41 - 50018, Scandicci (Fi)
    Tel: +39 055.2579404

  • ICON
  • Viareggio (LU)

  • via Vittorio Veneto, 34 - 55049, Viareggio (Lu)
    Tel: +39 0584.941670

  • ICON
  • San Giovanni Valdarno (AR)

  • via Sante Tani, 15 - 52027, San Giovanni Valdarno (Ar)
    Tel: +39 055.940753

  • ICON
  • Pontedera (PI)

  • via G. Mazzini, 95- 56025, Pontedera (Pi)
    Tel: +39 0587.58314

  • ICON
  • Borgo San Lorenzo (FI)

  • Via 11 Settembre 1944 n. 10, Angolo P.zza Vittorio Veneto, Borgo San Lorenzo (FI)
    Tel: +39 055.8456584

  • ICON
  • Arezzo

  • Via Monte Falco 10
    Tel: +39 0575.1830947

  • ICON
  • Cecina (LI)

  • Corso Matteotti 256, Cecina (LI)
    Tel: +39 0586.1732290

  • ICON
  • Poggibonsi (SI)

  • Via Fratelli Bandiera 27, Poggibonsi (SI)
    Tel: +39 0577.981280

  • ICON
  • Per emergenze edontoiatriche
  • telefonare al numero
  • 348.2719607