Il trattamento parodontale

Il trattamento parodontale come controllo di un’infezione cronica
La malattia parodontale cronica può essere descritta come un’infezione cronica, il cui trattamento passa quindi per il controllo dell’infezione stessa. Per ottenere questo risultato bisogna riuscire a tenere sotto controllo la quantità dei batteri e la loro aggressività.

Per definizione non si guarisce da una malattia cronica, che si può però stabilizzare. La stabilizzazione viene ricercata con una strategia terapeutica specifica che passa da un trattamento iniziale a seguito di un bilancio specifico, i cui risultati vengono poi rivalutati periodicamente e corretti, se necessario, con azioni complementari che pongono il paziente in una situazione di stabilizzazione grazie a una manutenzione meticolosa e regolare.

Il controllo della quantità dei batteri
L’eccesso di batteri orali è legato a un’igiene dentale scarsa o insufficiente e alla presenza di tartaro. Basterà perciò tenere sotto controllo questi due parametri per arrivare a controllare la quantità di batteri ed evitarne la proliferazione incontrollata, in altre parole, per fare un grande passo in avanti.

Il controllo dell’aggressività dei batteri
La presenza di una forte proporzione di batteri aggressivi è indotta dalla presenza delle tasche parodontali, zone di scollamento dalla gengiva nelle quali i batteri proliferano più facilmente. Se quindi si potesse “riattaccare” la gengiva, sarebbe allora possibile controllare la proporzione dei batteri aggressivi.

Il trattamento parodontale può seguire percorsi precisi:

  • Antibiotici. In un certo numero di casi l’antibioterapia viene associata al trattamento topico (locale). La scelta è dettata dal carattere acuto o specifico dell’infezione
  • Sciacqui antimicrobici. L’efficacia di questi lavaggi dipende innanzitutto dal prodotto utilizzato, anche se perfino i prodotti più efficaci, a base di clorexidina, hanno un’efficacia limitata alla superficie dei denti, là dove uno spazzolamento regolare e ben fatto è quasi altrettanto efficace. Non bastano quindi gli sciaqui per guarire da una parodontite, infatti essi possono essere utilizzati solo come complementi, per esempio nel caso in cui sia indispensabile per qualche ragione sospendere la normale igiene orale a casa
  • Miglioramento dell’igiene orale in linea di massima, poche persone lavano i denti correttamente, ancora meno usano il filo interdentale. L’igiene interdentale deve essere praticata invece tutti i giorni, prima dello spazzolino e del dentifricio ripristino dell’attacco gengivale. La capacità delle gengive di attaccarsi saldamente ai denti è dovuta alla presenza di fibrille che formano l’attacco epiteliale. Queste piccole fibre sono le prime a essere distrutte da un’infiammazione delle gengive, mentre per contro, se è possibile curare in maniera durevole l’infiammazione, si può sperare che le fibrille ricompaiano e che si ripristini così l’attacco epiteliale. Una volta ottenuto questo risultato è sufficiente disinfettare correttamente la porzione di radice dalla quale la gengiva si è staccata:
    • Disinfezione meccanica. La disinfezione di questa porzione della radice può essere eseguita in modo meccanico cercando di rendere la sua superficie più liscia possibile. In effetti, la levigatura di qualunque superficie porta all’eliminazione del materiale che si cerca di lisciare: in questo consiste l’ablazione di una pellicola della superficie radicolare dai siti infetti che provoca una disinfezione che a sua volta promuove il ripristinarsi dell’attacco gengivale. Il trattamento consiste dunque in un curretage (eliminazione del tartaro) della porzione di radice dove la gengiva si è scollata, seguito da una lisciatura della stessa porzione radicolare. Questa tappa terapeutica si chiama “pulizia sottogengivale
    • Levigatura delle radici. Spesso eseguito in anestesia locale, questo trattamento avviene per la maggior parte dei casi per via non chirurgica. Quando invece le lesioni sono profonde o la loro complessità le rende inaccessibili al trattamento convenzione si interviene per via chirurgica sollevando i lembi delle gengive. Questo trattamento può essere effettuato in genere in più di una seduta in funzione dell’estensione del problema. Il post-operatorio è molto accettabile.

Controllo e rivalutazione
Alla fine delle fasi descritte viene effettuato un nuovo controllo, durante il quale ci si aspetta che l’80% dei siti trattati non presenti più segni di infezione, mentre il restante 20% deve mostrare almeno un progresso che deve proseguire lungo i mesi successivi. Per promuovere questo miglioramento  e per mantenere i risultati ottenuti il paziente entra in un protocollo di cure parodontali specifiche, chiamato “manutenzione parodontale”.

La manutenzione parodontale
Sarà applicata a una frequenza variabile in funzione sia della qualità di controllo della placca di cui è capace il paziente nella sua igiene domiciliare, sia del suo stato di salute, e infine del numero e dell’estensione delle lesioni residue.

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