Mal di schiena? Controlliamo la bocca

La scienza medica ha ormai identificato con chiarezza le cause di moltissime patologie e ha spesso trovato la cura per vincerle. Questo consente, almeno nel mondo occidentale, un’attesa e una qualità di vita prima sconosciute.

Basta però una postura scorretta per causare una serie di malesseri che la medicina ufficiale non riesce ancora a valutare. Il benessere è infatti basato sull’equilibrio tra struttura fisica, alimentazione e psiche. Se questo equilibro si altera, l’intero organismo ne risente.

In particolare, tutto il nostro corpo è regolato da un insieme considerevole di muscoli capaci di tenerci in posizione eretta senza affaticarsi troppo, permettendo alle articolazioni ossee di funzionare regolarmente. Ciò accade, tuttavia, quando i muscoli lavorano in totale armonia.

Quando invece per vari motivi l’armonia si perde, una parte della muscolatura si contrae inutilmente, mentre l’altra si rilascia in misura eccessiva, forzando le articolazioni interessate e provocando i più disparati e misteriosi dolori: continue cefalee o emicranie, noiosi mal di schiena, strani formicolii a una gamba, frequenti torcicolli, dolori all’articolazione di una spalla o della bocca, malesseri alla zona dell‘orecchio, sensazioni di spossatezza. Insomma, tutti sintomi potenziali di uno squilibrio della postura risolvilbili, semplicemente, mediante il suo riequilibrio.

Oggi, nell’era delle specializzazioni, la preparazione di un medico è spesso dedicata a un organo o a una zona del corpo specifici col risultato di perdere di vista il paziente nel suo insieme psicofisico. In assenza di patologie serie, incapace di riconoscere l’origine indiretta di un malessere, il medico finisce dunque per consigliare una qualsiasi terapia antidolorifica, anche per lunghi periodi. Non avendo gli strumenti per individuare la causa, si limita a curare il sintomo.

Che cosa accade in realtà? Accade che il cervello interpreta, armonizza, reagisce agli impulsi nervosi che arrivano dal corpo: valuta come appoggiamo i piedi, la salute degli organi interni, il modo stesso in cui chiudiamo la bocca. Esempio: chiudere la bocca contraendo troppo i muscoli masticatori può scatenare una serie di reazioni muscolari dal collo al bacino, alle gambe, causando malesseri anche in zone molto lontane dalla bocca: cefalee, periartriti alle articolazioni della spalla, dolori cervicali, alla schiena, alle piante dei piedi.

In questi casi tocca al dentista intervenire realizzare un cosiddeetto bite, un dispositivo temporaneo ed economico, da portare in bocca la notte, capace di far cessare “miracolosamente” ogni disturbo. Ci vuole invece un chiropratico o un osteopata per ristabilire l’equilibrio quando sono in gioco la posizione della colonna vertebrale e la ridotta mobilità di qualche articolazione o delle viscere. Quanto al podologo, interviene con la realizzazione di una apposita soletta quando si tratta di modificare il modo con cui il piede poggia a terra. Molto spesso, tutte queste terapie sono necessarie in contemporanea. Fino a quando? Finché il paziente non ritrova l’equilibrio, ossia finché non guarisce.

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