Una
parte di queste “reliquie” del grande maestro sono state da
allora conservate fino ai giorni nostri e precocemente custodite
a Firenze (un dito) e a Padova (la vertebra). Delle altre due
dita e del dente, però, si erano perse le tracce da oltre un
secolo, dopo successivi e continui passaggi di mano, finchè un
giorno qualcuno fece una telefonata..
Nell’ottobre
del 2009 il collezionista Alberto
Bruschi, ben conosciuto nel mondo dell’antiquariato
fiorentino, esperto di araldica, medievalista e da sempre
collaboratore delle soprintendenze, si era recato ad un’asta
accompagnato dalla figlia appassionata di collezionismo. Il suo
occhio attento ed esercitato non esitò a notare un piccolo
busto in legno che
sembrava Galileo. Pochi giorni dopo padre e figlia
leggevano avidamente il saggio sulla riesumazione delle spoglie
dello scienziato ed il loro enigma veniva risolto.
Dopo
l’accertamento di autenticità dei “celestiali resti” da
parte dei ricercatori, restava il problema dell’ identificazione
del dente. Ed è qui che ho potuto scoprire, proprio
esaminando il dente, alcune particolarità della vita di
Galileo. Benchè molto consunto, posso affermare con certezza
che il dente sia un premolare,
probabilmente il secondo di sinistra dell’arcata superiore. Il
dente presenta delle superfici erose, probabilmente dovute a
episodi di riflusso gastrico. Sone lesioni infatti che si
spiegano con l’ effetto di contatti frequenti dei succhi
gastrici con la superficie dei denti. Spesso sono presenti negli
anoressici che vomitano dopo i pasti.
Analizzando
la radice del dente attentamente, risulta anche evidente una
perdita dell’attacco osseo con segni di una profonda tasca
parodontale su di un lato della radice (parodontite),. Il dente
doveva fargli piuttosto male e dalla gengiva doveva uscire
sangue e pus.
Ma
le curiosità non finiscono qui. Le ampie superfici usurate
denunciano una tendenza al bruxismo cioè l’abitudine di digrignare i denti. Questa attività
è presente soprattutto durante il sonno, soprattutto nei
periodi di maggiore stress o tensione. In alcuni casi può
essere presente anche durante il giorno rendendo il suo
trattamento più difficile. Insomma questo grande uomo che avevo
studiato al liceo, scopritore di strumenti raffinati e che tanto
ha dato alla stessa definizione del metodo scientifico,
improvvisamente lo potevo immaginare nel suo letto, mentre
digrignava i denti e si doleva del mal di denti.
| identificato
dente di Galileo bruxismo Alberto Bruschi museo Galileo
firenze Cesare Paoleschi |
ultimo aggiornamento: 14/06/2010