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La qualità in odontoiatria (III parte)
La
qualità in odontoiatria (III parte)
“Quando
devono giudicare la qualità delle prestazioni
odontoiatriche, pazienti e dentisti usano criteri diversi”,
concludono Ayers e Petterson nel 1986. In altri termini, i
pazienti sono soddisfatti quando non avrebbero ragione di
esserlo, e viceversa. Dieci anni dopo Mindak scrive che:
“I pazienti giudicano le prestazioni odontoiatriche sulla
base dell'interazione con il dentista e il suo staff, perché
non sono in grado di valutare la qualità tecnica del
servizio”. E da ultimo, Vouri (1987) afferma che:
“In parole povere, le prestazioni sanitarie non possono
essere di qualità elevata a meno che il paziente sia
soddisfatto”. Tra apparenti contraddizioni e irrazionalità,
qualche elemento per riflettere sull'annosa questione della qualità
in odontoiatria.
C'è
paziente e paziente...
La
percezione della qualità del servizio odontoiatrico dipende
anche da alcune variabili indipendenti, soprattutto dai
fattori sociodemografici: età, condizioni economiche, e
altri elementi soggettivi quali la paura del dentista
condizionano la soddisfazione dei pazienti. I risultati
degli studi analizzati sono contraddittori, “senza dubbio
perché i fattori non operano isolatamente, ma interagiscono tra
di loro”. (Newsome,
Wright – Nature).
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Età:
da uno studio specifico risulta che i pazienti di età
superiore ai 60 anni tendono a essere più soddisfatti
delle cure odontoiatriche rispetto a quelli più giovani,
ma meno soddisfatti di loro riguardo alla comunicazione
dentista-paziente. Per contro, da un altro studio emerge
la minor soddisfazione dei pazienti più anziani, forse
perché “in genere la salute orale dei pazienti più
giovani è migliore di quella degli anziani, e ciò può
portare a una migliore esperienza”.
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Genere:
Le donne esprimono maggiori livelli di soddisfazione
rispetto agli uomini; gli autori dello studio
attribuiscono questa differenza al fatto che le donne
vanno dal dentista più spesso e perciò probabilmente
hanno aspettative più moderate e quindi più facili da
soddisfare.
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Condizioni
socioeconomiche:
in confronto ai “non-poveri”, i soggetti con reddito
basso mostrano più percezioni negative rispetto alle cure
odontoiatriche e minori intenzioni di farsi curare. Lo
studio di Golletz rivela che gli individui che non
ritengono di avere una buona salute orale mostrano spesso
un minor grado di soddisfazione verso i trattamenti
ricevuti rispetto a persone che invece ritengono di avere
una buona salute orale.
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Esperienze
odontoiatriche precedenti:
numerosi studi riferiscono che la soddisfazione con le
cure odontoiatriche è pesantemente influenzata dalla
esperienze che il paziente ha avuto in passato e che a un
dentista che si è sempre “comportato bene” il
paziente è in grado di “perdonare” una performance di
scarso livello perché tende ad attribuire le
manchevolezze a “elementi incontrollabili o
sporadici”.
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Paziente
regolare e irregolare.
Mentre alcuni studi segnalano una maggiore soddisfazione
con le cure nei pazienti che frequentano regolarmente il
dentista, altri studi sembrano invece non rilevare alcuna
differenza.
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Ansia.
I soggetti più ansiosi, quelli che hanno più paura del
dentista, sono più insoddisfatti dei trattamenti ricevuti
rispetto ai soggetti meno ansiosi.
Concludendo...
Per il paziente odontoiatrico è particolarmente difficile
valutare la competenza del professionista cui si è rivolto.
Un paziente medico che non guarisce o che soffre di ricadute
periodiche o di effetti avversi delle cure può dubitare del
suo curante, diversamente dal paziente odontoiatrico che si
aspetta comunque di vedere i suoi denti ammalarsi o cadere a
mano a mano che invecchia, e perciò può non essere in
grado di riconoscere un servizio odontoiatrico di scarsa
qualità. Tuttavia, i criteri con i quali i pazienti
scelgono il dentista possono essere in aperta contraddizione
con ciò che contraddistingue l'odontoiatria di qualità: il
paziente può infatti pretendere che il trattamento sia
completamente indolore, veloce, poco costoso, e che non lo
impegni al di fuori degli appuntamenti in studio. La
“buona” odontoiatria è invece spesso basata su
trattamenti di lungo corso, può essere poco confortevole e
costosa, e può richiedere che il paziente continui a
prendersi cura dei denti a casa propria per prevenire futuri
problemi. Forse più che in qualsiasi altra area della
salute, in odontoiatria
si ottiene in genere ciò per cui si paga, e può accadere
che il denaro risparmiato oggi finisca per costare molto di
più domani.
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La qualità in ondontoiatria: Parte
I, Parte
II
ultimo aggiornamento: 07/07/2009
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