|
In
presenza di una carie si può scegliere di sorvegliarne
l’evoluzione (se la cavità è piccola) oppure di
procedere immediatamente alla riparazione
del dente. Se trascurata, una cavità di grandi
dimensioni può estendersi ulteriormente e provocare
dolore, portando presto o tardi a dover sostituire il
dente con uno artificiale. Ogni carie viene curata
singolarmente, e si può scegliere tra materiali
e trattamenti diversi.
La
formazione della carie
La
carie è un piccolo forellino che si forma nella
superficie del dente quando lo zucchero contenuto negli
alimenti si miscela ai batteri presenti nella bocca,
formando un acido
dolce che può attaccare lo smalto, lo strato esterno
e duro dei denti. Più frequenti nei bambini, negli adulti
le carie si dividono in due categorie:
carie ricorrenti
— sono quelle che si formano intorno a
un’otturazione. La superficie di un dente riparato non
è liscia come quella di un dente naturale, e ciò
consente a piccole particelle di cibo e ai batteri
naturalmente presenti nella bocca di annidarsi al bordo
dell’otturazione, favorendo così la formazione di una
nuova carie. Inoltre, la parte esposta di un dente la cui
otturazione è rovinata o rotta è più esposta alla
formazione di una nuova carie
carie radicolari
— sono quelle che si formano alla radice
dei denti: anni di pulizia troppo vigorosa o il naturale
invecchiamento possono far ritirare le gengive lasciando
esposte le radici dei denti, che non essendo protette
dallo smalto sono più soggette a cariarsi
Il
restauro
Consiste
nel rimuovere tutte le tracce di carie, e successivamente
nel preparare la cavità che verrà riempita dal materiale
di otturazione:
materiali
di restauro diretto — questi prodotti si
inseriscono direttamente nella cavità preparata dal
dentista, e induriscono rapidamente. Di questa categoria
fanno parte le riparazioni con amalgama o argento, e in
plastica bianca. In genere, per questo tipo di restauro
è sufficiente una sola visita
materiali
di restauro indiretto — questi materiali servono a
produrre in laboratorio restauri su misura, che poi
vengono posizionati e cementati dal dentista. Di questo
gruppo fanno parte le corone e gli inlays, che
richiedono in genere due o più visite
L’amalgama
è il più noto materiale per il restauro diretto, mentre
nell’ambito di quello indiretto la
ceramica (porcellana) è oggi molto diffusa sia per la
sua durata, superiore a quella di altri materiali, sia
perché può avere lo stesso identico colore dei denti.
L'amalgama
A causa della sua tinta
argentea, è in genere impiegato per l’otturazione dei
denti posteriori. È una miscela di diversi metalli come
il mercurio, l’argento, il rame e lo stagno. Tra i vantaggi: è il materiale di restauro meno costoso in assoluto, dura
nel tempo ed è facile e veloce da applicare. Tra gli inconvenienti: la sua colorazione non piace a chi ama avere un
sorriso dall’aspetto naturale, lascia sfuggire infime
quantità di mercurio durante la masticazione (anche se
nessuno studio ha mai dimostrato scientificamente che
questo sia nocivo), e non è adatto al trattamento della
carie durante la gravidanza
L’oro
Il restauro in oro si effettua
a partire da un modello del dente del paziente. Il
materiale è composto da una lega di oro e di altri
metalli come l’argento e il rame, che ne accrescono la
durata. Il restauro in oro viene prodotto in laboratorio e
poi posizionato e cementato dal dentista in due o più
visite successive. Durante il primo incontro vengono
rimosse tutte le tracce di carie e si prepara il dente
prendendo un’impronta, seguita da un’otturazione
temporanea; nell’incontro successivo, a due o tre
settimane di distanza, il restauro viene cementato e
diventa definitivo. Tra i vantaggi:
l’oro è più solido dell’amalgama e dura più a
lungo. Tra gli inconvenienti:
l’oro è più costoso degli altri materiali di restauro,
e la sua tinta può non piacere a chi ama un sorriso
dall’aspetto naturale
Le resine composite
Non sono adatte a qualsiasi
dente, e in genere sono sconsigliate per il trattamento
dei molari che nella masticazione esercitano una grande
pressione. Dopo aver rimosso ogni traccia di carie e dopo
l’applicazione di un sigillante nella cavità, la resina
composita viene inserita per piccoli strati che si fanno
indurire in successione esponendoli a una luce speciale.
Quando anche l’ultimo strato è indurito, il restauro
viene ritoccato per conferirgli un aspetto il più
possibile naturale. Tra i vantaggi:
le resine composite hanno lo stesso colore dei denti
naturali, sono più economiche rispetto all’oro, si
applicano in genere in una sola visita. Tra gli inconvenienti: si rompono più facilmente dell’amalgama e
dell’oro e rischiano di durare di meno, sono più
costose dell’amalgama, e le carie ricorrenti sono più
frequenti con questo tipo di restauro rispetto a quello
con amalgama od oro
I vetroionomeri
Vengono impiegati
esclusivamente per i denti che non esercitano una grande
pressione masticatoria, anche se i materiali attualmente
disponibili sono più solidi e duraturi che in passato.
Tra i vantaggi:
hanno lo stesso colore dei denti naturali, contengono
fluoro che aiuta a prevenire le carie ricorrenti, non si
applicano per strati successivi come le resine composite,
in genere richiedono una sola seduta e sono relativamente
poco costosi. Tra gli inconvenienti:
sono meno solidi e resistenti degli altri materiali da
restauro, e sono più costosi dell’amalgama
Le
ceramiche
Il materiale ceramico più
usato è la porcellana, dura ma relativamente fragile.
Porcellana e metallo possono venire combinati per produrre
in laboratorio una corona solida e dalla tinta
assolutamente naturale, così come avviene per un restauro
o una corona in oro eseguita a partire dal modello del
dente del paziente. Controindicata solo per chi ha la
brutta abitudine di digrignare i denti o ha qualche altro
particolare problema, la corona in ceramica e metallo è
adatta a qualunque parte della bocca. Tra i vantaggi:
la ceramica ha lo stesso colore dei denti naturali e dura
nel tempo. Tra gli inconvenienti: richiede almeno due visite ed è più costosa di
altri materiali da restauro.
Endodonzia
Il
trattamento dei canali
In endodonzia,
il trattamento del canale consiste nell’eliminare
dal dente la
polpa infetta, rovinata o senza vita. Ricordiamo che i
denti sono composti da tre strati duri:
-
lo smalto
-
la dentina
-
il cemento
Lo
spazio all’interno di questi strati si chiama canale.
Il canale contiene la
polpa,
un tessuto molle che circonda i nervi e i vasi sanguigni e
consente al dente di svilupparsi. Quando la crescita è
terminata il dente può sopravvivere senza polpa, ma se la
polpa è infetta deve essere eliminata. Questo trattamento
di rimozione si chiama trattamento
del canale,
o endodontico.
La polpa del dente può venire danneggiata dalla
fessurazione dello smalto, da una carie profonda o da un
trauma: in questi casi i batteri penetrano nel dente e
infettano la polpa, provocando infiammazione e talvolta
anche dolore. Tuttavia, la polpa si può infettare e può
morire anche senza causare alcun male. Il dentista che
esamina il paziente potrà osservare alcune variazioni
nella tinta del dente, nell’aspetto delle gengive oppure
nell’osso o alla radice del dente, grazie a una
radiografia.
Talvolta, se il dente è molto
danneggiato è possibile che la polpa non sopravviva, ma quasi
sempre il trattamento del canale può ridurre o
addirittura impedire ai sintomi di manifestarsi, permettendo
di salvare il dente.
|
la
procedura
|
|
1
|
attorno al dente da trattare
viene posta una protezione, per impedire l’accesso ai
batteri contenuti nella saliva
|
|
2
|
eventualmente si può
praticare l’anestesia locale
|
|
3
|
viene praticata una piccola
apertura nel dente per accedere al canale e alla polpa
danneggiata
|
|
4
|
la polpa viene rimossa, il
canale viene pulito e allargato con strumenti di
precisione
|
|
5
|
il canale viene riempito e
sigillato con materiale di aspetto simile alla gomma
|
|
6
|
il dente viene otturato con
una chiusura temporanea o definitiva
|
Il
trattamento del canale può richiedere una o più visite,
in funzione della complessità anatomica e
dell’estensione del danno presente nella polpa.
Talvolta, se l’infezione si è estesa passando dal dente
all’osso provocando un ascesso, l’infezione
deve venire drenata prima dell’otturazione.
Il dente può restare sensibile per 1-2 settimane, ma è
molto raro provare dolore intenso o infiammazione. Per
assomigliare a un dente naturale, il
dente trattato deve venire restaurato
con un’otturazione o con una corona. Un dente posteriore
sarà più adatto a una corona, perché esercita una
grande pressione durante la masticazione. Se quanto rimane
del dente naturale non è sufficiente, si può ricorrere a
un perno per mantenere in posizione la corona. Un dente
decolorato può esser sbiancato o ricoperto da una corona
o da una faccetta.
Anche se nella maggior parte
dei casi il trattamento del canale non richiede ulteriori
interventi, è possibile che si imponga la necessità di
una seconda fase. In questo caso viene rimossa
l’otturazione per pulire nuovamente il canale, che verrà
preparato e otturato. Se invece il trattamento del canale
non può essere praticato o non ha prodotto i risultati
sperati bisognerà ricorrere alla chirurgia,
che serve a verificare che all’estremità del canale non
vi siano fessurazioni o fratture, a rimuovere le parti del
canale che non è possibile pulire durante un trattamento
convenzionale, e infine a eliminare i residui di
un’infezione che non può essere convenzionalmente
curata.
Igiene
L’igiene
professionale eseguita dal dentista o dall’igienista
dentale a intervalli regolari di 6 mesi è fondamentale
per rimuovere la placca e il tartaro che si possono
sviluppare anche in presenza di un’igiene personale
corretta, specialmente in zone della bocca dove è
difficile far arrivare spazzolino e filo interdentale, e
nei punti
difficili come
sotto
la gengiva,
dove si annidano i batteri che possono provocare gengiviti
e parodontiti. Per l’igiene orale il dentista può
impiegare sia strumenti manuali, sia strumenti a
ultrasuoni; questi ultimi sono attrezzati con speciali
punte, che attraverso un movimento vibratorio consentono
la rimozione del tartaro anche sotto la gengiva. Una volta
eliminati placca e tartaro, i grandi nemici della salute
dei denti, si procede in genere all’eliminazione delle
macchie con una speciale punta di gomma che ruotando ad
alta velocità, insieme a una apposita pasta abrasiva,
esercita una notevole azione
smacchiante.
Odontoiatria
estetica
I trattamenti estetici
migliorano non solo l’aspetto dei denti
ma anche l’autostima, perché ridanno
al sorriso
tutto il suo splendore. Grazie a questi trattamenti è
possibile migliorare l’aspetto dei denti sani che si
sono scheggiati o decolorati, e dei denti macchiati,
disallineati
o troppo spaziati.
L’estetica di un sorriso
è dovuta:
1)
alla qualità dei denti
2)
alla loro posizione e al loro allineamento
3)
alla qualità delle gengive
La
tinta naturale dei denti è dovuta alla trasparenza
e
alla tinta dell’insieme dei suoi costituenti: smalto,
dentina, polpa. Non tutti i denti hanno la stessa tinta né
la stessa forma, e l’invecchiamento si accompagna sempre
a una demineralizzazione che contribuisce a scurirne il
colore; a questo si possono aggiungere altri elementi
negativi come il tartaro e la nicotina. Le diverse opzioni
terapeutiche agiscono sia sulla forma e la tinta dei
denti, sia sulla loro posizione e sul loro ambiente, con
l’obiettivo di:
-
restituire
la funzionalità dei denti e l’aspetto naturale del
sorriso
-
modificare
l’aspetto di
un sorriso naturale originariamente sgraziato
Cosa può fare il dentista per
migliorare il tuo sorriso?
-
migliorare la pulizia dei denti, con paste e
spazzole apposite
-
schiarire i denti con trattamenti speciali
-
riparare
tutti i piccoli difetti
-
quando il dente è inesistente o troppo rovinato,
aggiungere una protesi: faccetta o corona in ceramica
-
modificare la forma grazie alla
coronoplastica
|
migliorare la tinta dei denti
|
lo sbiancamento
|
|
migliorare la tinta e
l’aspetto dei denti
|
le faccette
|
|
migliorare la tinta e la
struttura dei denti
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le corone
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|
migliorare l’allineamento
dei denti
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l’ortodonzia
|
|
sostituire i denti mancanti
|
l’implantologia
|
Odontoiatria
estetica: lo sbiancamento
Nella maggior parte delle persone il colore naturale dei
denti varia dai toni grigiastri al giallo; inoltre i denti
cambiano naturalmente colore con l’età, con il fumo e
il consumo di determinati alimenti e bevande che li
macchiano in superficie. Per rispondere al bisogno di un
sorriso brillante e luminoso, oggi sono disponibili più
opzioni: i prodotti di sbiancamento della superficie dei denti, e i prodotti sbiancanti. I prodotti della prima categoria contengono
agenti abrasivi speciali che consentono al prodotto di
eliminare le macchie alla superficie dei denti: dentrifici
e gomme da masticare. Poiché gli agenti abrasivi
contenuti in questi prodotti sono quasi sempre solo
versioni più raffinate degli abrasivi contenuti nei
dentifrici comuni, questi prodotti sbiancanti non
dovrebbero provocare un’usura eccessiva dei denti.
Tuttavia, la loro
efficacia è limitata alle macchie superficiali, ed
essi non possono in
alcun caso sostituire la pulizia
professionale.
I
prodotti sbiancanti
La maggior parte dei prodotti
sbiancanti è a base di perossido
di idrogeno e può efficacemente modificare la tinta
dei denti. Oggi sono disponibili molte tecniche e prodotti
sbiancanti, distinti in due trattamenti principali:
lo
sbiancamento vitale si esegue sui denti “vivi”: se
i denti sono macchiati dagli alimenti o dalla nicotina, o
se sono ingialliti naturalmente con l’età, lo
sbiancamento vitale può restituire loro tutto lo
splendore originale
lo
sbiancamento non vitale si esegue sui denti che non
sono più “vivi”: se il dente è annerito per esempio
a causa di un trattamento del canale, lo sbiancamento non
vitale gli restituirà tutta la sua brillantezza, dall’interno
del dente verso l’esterno
Lo
sbiancamento dal dentista
Oggi esistono vari sistemi che cambiano veramente il
colore dei denti, mediante mascherine notturne da mettere
sui denti, oppure attivazioni con luce alogena o laser di
varie sostanze sbiancanti. Questi ultimi sono da eseguire
presso lo studio del dentista. Deve essere il dentista di
fiducia a consigliare il trattamento più idoneo in base
alle caratteristiche del caso.
Uno dei sistemi ritenuti tra i
più efficaci è a base di perossido di idrogeno, le cui
proprietà schiarenti furono scoperte molti anni fa. A
contatto dei denti il perossido sviluppa l’ossigeno che
elimina le macchie e schiarisce la tinta dei denti, fino a
più di 9 gradi di tonalità media di miglioramento in
un'unica seduta. La più avanzata tecnologia studiata
per sbiancare i denti sfrutta una speciale sorgente di
luce e le particolari proprietà di un gel sbiancante.
Questo sistema:
-
non crea alcuna modifica strutturale dei denti
-
non ha un impatto nocivo sulle otturazioni
-
non intacca lo smalto dei denti
-
non è nocivo per il tessuto gengivale
La procedura di sbiancamento è
davvero efficace: test clinici dimostrano che con
questo processo sbiancante si ottiene mediamente un
miglioramento del colore di nove gradi della scala colori
"Vita"
che i dentisti usano per stabilire i colori dei
denti. La percentuale di perossido di idrogeno contenuta
nel gel sbiancante è solamente del 15%, molto più bassa
degli altri gel usati in altre metodiche di sbiancamento
professionale, che hanno concentrazioni di perossido di
idrogeno comprese tra il 35% e il 50%. Il gel è
delicato: con un pH uguale a 6, tutta la procedura di
sbiancamento risulta essere neutra senza alcun problema di
acidità. Ma soprattutto, questa procedura è molto più
veloce rispetto agli altri metodi di sbiancamento dentale
oggi disponibili: l'intero trattamento infatti dura
meno di un'ora e mezza e i risultati sono duraturi:
regolari pulizie condotte dal dentista o dall’igienista
dentale insieme con l'uso di dentifrici sbiancanti
aiuteranno a mantenere i buoni esiti del trattamento per
almeno 2-3 anni.
Odontoiatria
estetica: le faccette
Le faccette sono piccole
conchiglie molto sottili, in acrilico o
preferibilmente in porcellana, che si
fissano sulla superficie dei denti. Servono a ricoprire i denti molto macchiati o
scheggiati, le grosse otturazioni o i denti dalla forma
irregolare.
|
la
procedura
|
|
1
|
in anestesia locale, il
dentista rimuove una minima parte dello smalto dei denti
per potervi poi applicare le faccette. Viene presa
l’impronta dei denti che viene inviata al laboratorio,
dove verranno prodotte le faccette su misura
|
|
2
|
durante la visita successiva,
viene applicata ai denti una soluzione blandamente
abrasiva per renderli rugosi e facilitare così
l’aderenza delle faccette
|
|
3
|
ogni faccetta viene applicata
singolarmente con un cemento in resina composita
|
Le faccette in porcellana
durano più di quelle in acrilico, tuttavia qualsiasi
faccetta è soggetta a staccarsi se non si presta un
minimo di attenzione: non mangiarsi le unghie, non usare i
denti per aprire oggetti, non avventarsi sui cibi più
duri. In media, le faccette durano più di 10 anni e devono venire considerate come
un trattamento irreversibile, poiché si è eliminato uno
strato di smalto dai denti. Le faccette sbeccate o
scollate devono venire sostituite, soprattutto se sotto la
resina composita si è formata una carie.
Mangiare,
bere e fumare
Caffè,
tè, nicotina, succo d’uva, ciliegie e vino rosso
possono macchiare i denti sbiancati o restaurati
esattamente come quelli naturali. Le faccette sono più
resistenti alle macchie, ma si possono sbeccare se non si
presta attenzione quando si mangiano alimenti duri o
collosi.
Odontoiatria
estetica: le corone
Le corone
La corona serve a coprire
la parte danneggiata del dente e a proteggere
quella sana da ulteriori danni. Alle corone si ricorre
in questi casi:
-
dopo il trattamento di un canale
-
a seguito di una grossa otturazione
-
se un dente è rotto
-
se un dente è decolorato, di forma
inadeguata o è disallineato
Le corone sono fatte di
diversi tipi di metallo, di porcellana o di una lega
ceramico-metallica, sono solide e durano anni se vengono curate adeguatamente: spazzolino da denti e
filo interdentale, con la stessa meticolosità e frequenza
riservate ai denti naturali. Tuttavia, le corone e i denti
artificiali non sono mai solidi come quelli naturali,
perciò è necessario prestare un minimo di attenzione -
per esempio evitare di usare i denti per aprire o tagliare
qualcosa.
|
la
procedura
|
|
|
|
1
|
si prende l’impronta del
dente per modellare una corona provvisoria, che proteggerà
il dente fino a quando viene inserita la corona
definitiva. Probabilmente la sua forma e il suo colore non
saranno identici a quelli della corona permanente
|
|
2
|
viene scolpita (fresata) una
parte del dente naturale per far posto alla corona
|
|
3
|
si prende l’impronta del
dente modellato e dei denti vicini. La corona provvisoria
viene inserita sul dente scolpito
|
|
4
|
l’impronta viene inviata al
laboratorio dove la corona definitiva verrà prodotta su
misura con estrema precisione. L’impronta serve perciò
da modello
|
|
5
|
in una visita successiva, la
corona provvisoria viene sostituita da quella definitiva,
della quale si verificano l’aggiustamento, la forma e il
colore. La corona viene cementata, restituendo al dente la
sua funzione e il suo aspetto originale
|
Questo è in genere il modo in
cui la corona viene abitualmente posta sul dente, tuttavia
è possibile che sia richiesto un trattamento particolare,
per esempio un trattamento ortodontico o gengivale.
Ortodonzia
L’ortodonzia
I denti sovrapposti,
sporgenti
(protrusi) o disallineati
non solo non sono esteticamente gradevoli, ma possono
nuocere anche all’occlusione (il modo in cui i denti si
articolano) e rendere difficile la pulizia. Se l’aspetto
e il funzionamento dei denti non sono ottimali, un
trattamento ortodontico è la soluzione ideale a
qualsiasi età.
Il
trattamento ortodontico
Il trattamento ortodontico
serve ad allineare i denti per migliorarne l’aspetto e la funzionalità, e
per migliorare l’estetica del viso e il funzionamento
dei muscoli della mascella. I denti possono essere portati
alla posizione desiderata per mezzo di una leggera
pressione esercitata per diversi mesi o anni da ferretti o
altri tipi di apparecchi. I denti disallineati possono
avere una causa familiare o ereditaria o essere provocati
dall’abitudine infantile di succhiare i pollici;
inoltre, con perdita di uno o più denti quelli restanti
rischiano di spostarsi. Indipendentemente dalla causa, il
dentista è in grado di trattare:
E’ importante curare
questo tipo di problemi perché i denti disallineati,
sovrapposti o sporgenti non solo nuocciono all’aspetto,
ma possono causare problemi di articolazione, rendono
difficile masticare alcuni alimenti,
e patiscono un’usura prematura.
In alcuni casi, possono anche provocare una tensione
muscolare dolorosa. I denti disallineati o sovrapposti
sono difficili da pulire, e questo favorisce
l’insorgenza della carie e delle malattie delle gengive;
i denti sporgenti possono scheggiarsi o rompersi più
facilmente. Idealmente, il trattamento di alcuni problemi
ortodontici dovrebbe cominciare prima della
comparsa di tutti i denti definitivi.
L’ortodonzia in
età adulta e durante l’infanzia
I denti storti si possono allineare senza più
“ferretti”. Una metodica americana rivoluziona la
terapia ortodontica dell‘adulto mediante delle mascherine
trasparenti fatte con il computer. Oggi è
disponibile un modo invisibile per riallineare i denti
senza ferretti ma con una serie di mascherine
trasparenti rimuovibili che riallineano i denti senza
fili metallici e senza attacchi fissi. Il risultato è
efficace sotto il profilo terapeutico, come provano
numerosi studi clinici, e il sistema ha il vantaggio di
essere invisibile - nessuno si accorge che si sta
indossando un apparecchio ortodontico e si può parlare e
sorridere senza imbarazzo durante e dopo il
trattamento; rimuovibile - per lavarsi i denti e
durante i pasti, si potrà perciò mangiare e bere tutto
ciò che si desidera; e infine è confortevole,
perché proprio l’assenza di fili metallici e di
attacchi previene qualsiasi irritazione.
Le
procedure
I
problemi ortodontici possono venire trattati in diversi
modi:
1. gli
attacchi ortodontici
L’attacco è il più diffuso
strumento di trattamento ortodontico, ed è composto da
quattro elementi:
-
l’attacco (banda metallica) che si fissa a
ciascun dente
-
il cemento che fissa l’attacco a ciascun dente
-
i fili a forma d’arco che si attaccano a tutti i
punti di attacco
-
gli elastici o i tiranti metallici con mantengono
l’arco in posizione
La maggior parte degli
attacchi, delle bande e degli archi è fatta di metallo,
ma alcuni attacchi ed elastici sono trasparenti
2. la
trazione extraorale
La trazione extraorale guida i
denti e la mascella di un bambino in piena crescita. La si
può portare fino all’inserimento degli attacchi
o in qualsiasi momento del trattamento ortodontico.
Esistono diversi tipi di trazione. Il paziente indossa lo
strumento in genere la sera e durante la notte, e sarà
sempre il dentista a decidere per quanto tempo va
indossato ogni giorno
3. gli
apparecchi mobili
Gli
apparecchi mobili non sono precisi come gli attacchi, ma
sono in grado di spostare uno o più denti. Vengono
installati dal dentista, e
possono essere indossati prima dell’inserimento
degli attacchi, contemporaneamente agli attacchi o
indipendentemente, per trattare problemi ortodontici
specifici
4. gli
apparecchi di ritenzione
Servono a mantenere in
posizione i denti prima dell’inserimento degli attacchi.
Possono essere mobili o fissati ai denti. Il dentista
stabilirà se devono essere indossati tutto il giorno
oppure solo per qualche ora
5. la
chirurgia
Se uno o più denti si
sovrappongono oppure si trovano in una posizione critica,
può rendersi necessaria l’estrazione. Quando il volume
o la posizione delle arcate mascellari superiore e
inferiore non concordano, la
chirurgia maxillo-faciale può migliorare la
situazione ottimizzando la relazione tra le mascelle.
Il trattamento ortodontico richiede tempo:
la sua durata dipende dall’età del paziente, dalla
natura e dalla gravità del problema, e dalla tecnica
utilizzata. Di solito il trattamento richiede una visita
ogni 4-7 settimane per un periodo variabile tra 6 mesi e
2-3 anni. In genere, il trattamento è più lungo negli
adulti rispetto ai bambini e agli adolescenti. L’igiene è importantissima, e richiede l’utilizzo costante di
spazzolino e filo interdentale con particolare cura perché
gli alimenti tendono a incollarsi agli attacchi. Meglio
non mordere gli oggetti duri come i cubetti di ghiaccio,
le noci o le matite o le penne, e non mangiare alimenti
appiccicosi come le caramelle morbide e le gomme da
masticare, con o senza zucchero, che rischiano di spostare
gli attacchi
allungando i tempi del trattamento. I genitori
dovranno prestare particolare attenzione all’igiene dei
bambini, e fare in modo che vengano seguiti
scrupolosamente tutti i consigli dati dal dentista
Restauro
e sostituzione dei denti
Per ogni dentista niente vale
quanto i denti naturali, ecco perché si fa di tutto per
conservarli. Tuttavia, quando un dente è gravemente
danneggiato o mancante, è possibile rimediare in molti
modi con le corone, i ponti, le protesi, gli impianti.
(1)
Le corone
La corona serve a coprire
la parte danneggiata del dente e a proteggere
quella sana da ulteriori danni. Alle corone si ricorre
in questi casi:
-
dopo il trattamento di un canale
-
a seguito di una grossa otturazione
-
se un dente è rotto
-
se un dente è decolorato, di forma
inadeguata o è disallineato
Le corone sono fatte di
diversi tipi di metallo, di porcellana o di una lega
ceramico-metallica, sono solide e durano anni se vengono curate adeguatamente: spazzolino da denti e
filo interdentale, con la stessa meticolosità e frequenza
riservate ai denti naturali. Tuttavia, le corone e i denti
artificiali non sono mai solidi come quelli naturali,
perciò è necessario prestare un minimo di attenzione -
per esempio evitare di usare i denti per aprire o tagliare
qualcosa.
|
la
procedura
|
|
1
|
si prende l’impronta del
dente per modellare una corona provvisoria, che proteggerà
il dente fino a quando viene inserita la corona
definitiva. Probabilmente la sua forma e il suo colore non
saranno identici a quelli della corona permanente
|
|
2
|
viene scolpita una parte del
dente naturale per far posto alla corona
|
|
3
|
si prende l’impronta del
dente modellato e dei denti vicini. La corona provvisoria
viene inserita sul dente scolpito
|
|
4
|
l’impronta viene inviata al
laboratorio dove la corona definitiva verrà prodotta su
misura con estrema precisione. L’impronta serve perciò
da modello
|
|
5
|
in una visita successiva, la
corona provvisoria viene sostituita da quella definitiva,
della quale si verificano l’aggiustamento, la forma e il
colore. La corona viene cementata, restituendo al dente la
sua funzione e il suo aspetto originale.
|
Questo è in genere il modo in
cui la corona viene abitualmente posta sul dente, tuttavia
è possibile che sia richiesto un trattamento particolare,
per esempio un trattamento ortodontico o gengivale.
(2)
I ponti
Un dente mancante può essere
sostituito da un dente artificiale, impedendo così agli
altri denti di disallinearsi provocando ulteriori
problemi. Il ponte, detto anche “ponte fisso” o
“protesi parziale fissa” viene ancorato in maniera
permanente ai denti sani vicini, e sostituisce
uno o più denti.
|
la
procedura
|
|
1
|
i due denti adiacenti al dente
mancante vengono preparati in modo da ricevere una corona
|
|
2
|
il dente sostitutivo e le due
corone vengono prodotti su misura, in un unico pezzo
|
|
3
|
il ponte viene posizionato in
maniera permanente cementandolo ai due denti sani
adiacenti
|
Un ponte curato correttamente dura per anni:
spazzolino e filo interdentale intorno al dente
artificiale al centro del ponte
(3)
Le protesi
Esistono due tipi di protesi
– le protesi parziali e le protesi
complete. Entrambe vengono prodotte in laboratorio con
l’aiuto di un modello (impronta) della bocca. La protesi
parziale (o protesi parziale mobile) viene trattenuta da
speciali ganci che si ancorano ai denti sani vicini,
sostituisce uno o più denti e deve venire rimossa per la
notte e dopo ogni pasto per le operazioni di pulizia. A
questo tipo di protesi si può ricorrere quando i denti
vicini non sono sufficientemente solidi per supportare un
ponte o quando mancano molti denti. La protesi
completa (dentiera) sostituisce tutti i denti naturali
mancanti. Alla protesi, qualunque sia il tipo, va dedicata
la stessa attenzione e la stessa cura che si riserva ai
denti naturali.
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come
fare
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1
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pulire la protesi ogni giorno
con la stessa facilità con cui si accumula sui denti
naturali, la placca si deposita anche sulle protesi, e
deve venire rimossa. L’accumulo può infatti estendersi
ai denti naturali e alle gengive, rendendoli più
suscettibili di carie e di malattie gengivali
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2
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togliere la protesi tutte le sere
spazzolare denti e gengive con uno spazzolino morbido,
pulire e massaggiare le gengive. Se lo spazzolino risulta
irritante, passarlo sotto l’acqua calda per ammorbidire
le setole, o usare un telo umido pulito avvolto intorno al
dito
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3
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lasciarla a bagno tutta la notte
lasciare la protesi a bagno tutta la notte in acqua e
detergente specifico per protesi. Questa operazione
ammorbidisce la placca e il tartaro, che risultano così
più facili da rimuovere. Pulire la protesi con lo
spazzolino e risciacquarla con cura prima di inserirla
nuovamente in bocca
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4
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farsi visitare regolarmente dal dentista
poiché la bocca cambia continuamente, la protesi deve
venire modificata di tanto in tanto per adattarsi sempre
alla bocca nel modo migliore. In caso di protesi parziale,
la visita dal dentista serve anche a verificare se ci si
prende correttamente cura dei propri denti naturali e
delle gengive
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(4)
Gli impianti
Gli impianti servono a sostituire
le radici mancanti e a tenere al proprio posto i denti
sostitutivi che possono esservi ancorati in modo
permanente o mobile. Gli impianti non sono per tutti:
bisogna essere in buona salute, avere gengive sane, e
avere una base ossea abbastanza solida da supportare
l’impianto. Inoltre, l’impianto richiede un’igiene
ineccepibile ed è più costoso degli altri tipi di denti
sostitutivi, ma poiché si integra all’ossatura, aiuta
la base ossea a non ritirarsi e perciò a conservare i
denti più a lungo. Per contro, se i denti mancano da
molto tempo è possibile che la massa ossea sia diminuita:
in questo caso si rende necessario un trapianto
di tessuto osseo, che aggiunge osso dove necessario a
supportare al meglio l’impianto.
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la
procedura
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1
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nella mascella viene inserito
un piccolo perno in metallo
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2
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in qualche mese il perno si
integra all’ossatura vicina
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3
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il perno (impianto) forma la
solida base necessaria a ricevete uno o più denti
artificiali
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Poiché l’impianto si integra all’ossatura, lo
si può trattare praticamente come un dente naturale,
ma con più cura per pulire con spazzolino e filo
interdentale tutte le sue superfici. Lo spazzolino ideale
ha le setole più lunghe, per raggiungere anche la parte
posteriore dell’impianto. Almeno una volta al giorno è
necessario passare il filo interdentale o lo scovolino tra
la giuntura dell’impianto e la gengiva.
Sigillatura
dei solchi molari per la prevenzione della carie
L’uso quotidiano dello spazzolino e del
dentifricio al fluoro rappresenta il requisito minimo
dell’igiene orale e è il passo base nella lotta alle
malattie dentali. Oggi i dentisti possono proteggere
ulteriormente dalla carie i denti dei bambini attraverso
uno speciale procedimento, chiamato sigillatura dei
solchi. Il sigillante è un materiale plastico molto
resistente progettato per legarsi allo smalto dei denti.
La barriera invisibile rappresentata dal sigillante riduce
di rischi di carie perché tiene lontani cibo e placca
dalle zone dei denti inclini al formarsi di carie.
Durante il normale sviluppo dei denti si possono produrre,
nella parte posteriore, dei solchi che incrociandosi
formano delle fosse dalle quali residui alimentari
e batteri non possono venire facilmente rimossi dallo
spazzolino, dal filo interdentale o dagli sciacqui. Lo
strato protettivo di smalto è particolarmente sottile
nelle fosse e nei solchi, perciò i batteri possono
agevolmente agire sul cibo formando acidi molto potenti
che indeboliscono e distruggono lo smalto dentale. La
carie ha inizio proprio in questo modo, e diventa evidente
con la formazione delle cavità.
Anche se l’uso sempre più esteso del fluoro ha senza
dubbio ridotto di molto l’incidenza della carie, questo
elemento è più efficace nel proteggere le superfici
morbide del dente piuttosto che le parti dure; proprio per
questo, e per la difficoltà oggettiva a far arrivare il
dentifricio al fluoro e gli altri strumenti di pulizia
orale nel posto giusto, i sigillanti forniscono la
protezione adeguata proprio là dove richiesto. La
carie si sviluppa molto più velocemente nei bambini
rispetto agli adulti, ecco perché i sigillanti devono
essere applicati appena possibile, naturalmente prima che
la carie abbia avuto la possibilità di manifestarsi. La
sigillatura dei solchi è un’operazione semplice,
veloce e indolore, e non richiede l’anestesia.
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la
procedura
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il dentista pulisce con molta
cura i denti per rimuovere eventuali residui alimentari e
batteri
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le superfici da sigillare
vengono trattate chimicamente per facilitare la presa del
sigillante
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il sigillante liquido viene
pennellato sulla superficie del dente, dove si deposita
nei solchi e nelle fosse
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alcuni sigillanti si
induriscono con l’esposizione all’aria, altri
richiedono l’applicazione di luce visibile o
ultravioletta
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il sigillante fa ora da
barriera agli agenti cariogeni nei punti della dentatura
più difficili da raggiungere
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In genere la sigillatura dura per molti anni, tuttavia la
sua durata può essere ridotta dalla natura abrasiva o
collosa di alcuni cibi; in questo caso, la procedura viene
ripetuta dove il sigillante è stato danneggiato o
dislocato. Se il processo cariogeno è già iniziato, è
invece troppo tardi per applicare i sigillanti come misura
preventiva. La carie non ha mai inizio sotto il
sigillante, perché i batteri che la provocano vengono
deprivati, proprio grazie alla presenza del sigillante,
del cibo e dell’ossigeno di cui hanno bisogno per vivere
e moltiplicarsi.
ultimo aggiornamento: 07/07/2009
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