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Zoom sui trattamenti

Chirurgia maxillo-faciale
Si definisce maxillo-faciale la chirurgia dello scheletro facciale; essa può far parte di un trattamento ortodontico nell’adulto o nel bambino. Serve a migliorare l’estetica facciale, e il trattamento è sempre doppio: ortodontico e chirurgico.

applicazioni:

  • mascella inferiore avanzata (prognatia)

  • mascella inferiore arretrata (retrognatia)

  • asimmetrie facciali

  • disarmonie facciali

Cura della carie
Durante l’esame dei denti, oltre a cercare i segni e i sintomi della carie come le macchie marroni o nerastre, si controlla anche lo stato di eventuali otturazioni per decidere se sostituire quelle mobili o deteriorate, e se procedere a una radiografia per esaminare meglio le zone problematiche.

In presenza di una carie si può scegliere di sorvegliarne l’evoluzione (se la cavità è piccola) oppure di procedere immediatamente alla riparazione del dente. Se trascurata, una cavità di grandi dimensioni può estendersi ulteriormente e provocare dolore, portando presto o tardi a dover sostituire il dente con uno artificiale. Ogni carie viene curata singolarmente, e si può scegliere tra materiali e trattamenti diversi.

La formazione della carie
La carie è un piccolo forellino che si forma nella superficie del dente quando lo zucchero contenuto negli alimenti si miscela ai batteri presenti nella bocca, formando un acido dolce che può attaccare lo smalto, lo strato esterno e duro dei denti. Più frequenti nei bambini, negli adulti le carie si dividono in due categorie:

carie ricorrenti — sono quelle che si formano intorno a un’otturazione. La superficie di un dente riparato non è liscia come quella di un dente naturale, e ciò consente a piccole particelle di cibo e ai batteri naturalmente presenti nella bocca di annidarsi al bordo dell’otturazione, favorendo così la formazione di una nuova carie. Inoltre, la parte esposta di un dente la cui otturazione è rovinata o rotta è più esposta alla formazione di una nuova carie

carie radicolari — sono quelle che si formano alla radice dei denti: anni di pulizia troppo vigorosa o il naturale invecchiamento possono far ritirare le gengive lasciando esposte le radici dei denti, che non essendo protette dallo smalto sono più soggette a cariarsi

Il restauro
Consiste nel rimuovere tutte le tracce di carie, e successivamente nel preparare la cavità che verrà riempita dal materiale di otturazione:

materiali di restauro diretto — questi prodotti si inseriscono direttamente nella cavità preparata dal dentista, e induriscono rapidamente. Di questa categoria fanno parte le riparazioni con amalgama o argento, e in plastica bianca. In genere, per questo tipo di restauro è sufficiente una sola visita

materiali di restauro indiretto — questi materiali servono a produrre in laboratorio restauri su misura, che poi vengono posizionati e cementati dal dentista. Di questo gruppo fanno parte le corone e gli inlays, che richiedono in genere due o più visite

L’amalgama è il più noto materiale per il restauro diretto, mentre nell’ambito di quello indiretto la ceramica (porcellana) è oggi molto diffusa sia per la sua durata, superiore a quella di altri materiali, sia perché può avere lo stesso identico colore dei denti.

L'amalgama
A causa della sua tinta argentea, è in genere impiegato per l’otturazione dei denti posteriori. È una miscela di diversi metalli come il mercurio, l’argento, il rame e lo stagno. Tra i vantaggi: è il materiale di restauro meno costoso in assoluto, dura nel tempo ed è facile e veloce da applicare. Tra gli inconvenienti: la sua colorazione non piace a chi ama avere un sorriso dall’aspetto naturale, lascia sfuggire infime quantità di mercurio durante la masticazione (anche se nessuno studio ha mai dimostrato scientificamente che questo sia nocivo), e non è adatto al trattamento della carie durante la gravidanza

L’oro
Il restauro in oro si effettua a partire da un modello del dente del paziente. Il materiale è composto da una lega di oro e di altri metalli come l’argento e il rame, che ne accrescono la durata. Il restauro in oro viene prodotto in laboratorio e poi posizionato e cementato dal dentista in due o più visite successive. Durante il primo incontro vengono rimosse tutte le tracce di carie e si prepara il dente prendendo un’impronta, seguita da un’otturazione temporanea; nell’incontro successivo, a due o tre settimane di distanza, il restauro viene cementato e diventa definitivo. Tra i vantaggi: l’oro è più solido dell’amalgama e dura più a lungo. Tra gli inconvenienti: l’oro è più costoso degli altri materiali di restauro, e la sua tinta può non piacere a chi ama un sorriso dall’aspetto naturale

Le resine composite
Non sono adatte a qualsiasi dente, e in genere sono sconsigliate per il trattamento dei molari che nella masticazione esercitano una grande pressione. Dopo aver rimosso ogni traccia di carie e dopo l’applicazione di un sigillante nella cavità, la resina composita viene inserita per piccoli strati che si fanno indurire in successione esponendoli a una luce speciale. Quando anche l’ultimo strato è indurito, il restauro viene ritoccato per conferirgli un aspetto il più possibile naturale. Tra i vantaggi: le resine composite hanno lo stesso colore dei denti naturali, sono più economiche rispetto all’oro, si applicano in genere in una sola visita. Tra gli inconvenienti: si rompono più facilmente dell’amalgama e dell’oro e rischiano di durare di meno, sono più costose dell’amalgama, e le carie ricorrenti sono più frequenti con questo tipo di restauro rispetto a quello con amalgama od oro

I vetroionomeri
Vengono impiegati esclusivamente per i denti che non esercitano una grande pressione masticatoria, anche se i materiali attualmente disponibili sono più solidi e duraturi che in passato. Tra i vantaggi: hanno lo stesso colore dei denti naturali, contengono fluoro che aiuta a prevenire le carie ricorrenti, non si applicano per strati successivi come le resine composite, in genere richiedono una sola seduta e sono relativamente poco costosi. Tra gli inconvenienti: sono meno solidi e resistenti degli altri materiali da restauro, e sono più costosi dell’amalgama

Le ceramiche
Il materiale ceramico più usato è la porcellana, dura ma relativamente fragile. Porcellana e metallo possono venire combinati per produrre in laboratorio una corona solida e dalla tinta assolutamente naturale, così come avviene per un restauro o una corona in oro eseguita a partire dal modello del dente del paziente. Controindicata solo per chi ha la brutta abitudine di digrignare i denti o ha qualche altro particolare problema, la corona in ceramica e metallo è adatta a qualunque parte della bocca. Tra i vantaggi: la ceramica ha lo stesso colore dei denti naturali e dura nel tempo. Tra gli inconvenienti: richiede almeno due visite ed è più costosa di altri materiali da restauro.

Endodonzia
Il trattamento dei canali
In endodonzia, il trattamento del canale consiste nell’eliminare dal dente la polpa infetta, rovinata o senza vita. Ricordiamo che i denti sono composti da tre strati duri:

  • lo smalto

  • la dentina

  • il cemento

Lo spazio all’interno di questi strati si chiama canale. Il canale contiene la polpa, un tessuto molle che circonda i nervi e i vasi sanguigni e consente al dente di svilupparsi. Quando la crescita è terminata il dente può sopravvivere senza polpa, ma se la polpa è infetta deve essere eliminata. Questo trattamento di rimozione si chiama trattamento del canale, o endodontico. La polpa del dente può venire danneggiata dalla fessurazione dello smalto, da una carie profonda o da un trauma: in questi casi i batteri penetrano nel dente e infettano la polpa, provocando infiammazione e talvolta anche dolore. Tuttavia, la polpa si può infettare e può morire anche senza causare alcun male. Il dentista che esamina il paziente potrà osservare alcune variazioni nella tinta del dente, nell’aspetto delle gengive oppure nell’osso o alla radice del dente, grazie a una radiografia.

Talvolta, se il dente è molto danneggiato è possibile che la polpa non sopravviva, ma quasi sempre il trattamento del canale può ridurre o addirittura impedire ai sintomi di manifestarsi, permettendo di salvare il dente.

la procedura

1

attorno al dente da trattare viene posta una protezione, per impedire l’accesso ai batteri contenuti nella saliva

2

eventualmente si può praticare l’anestesia locale

3

viene praticata una piccola apertura nel dente per accedere al canale e alla polpa danneggiata

4

la polpa viene rimossa, il canale viene pulito e allargato con strumenti di precisione

5

il canale viene riempito e sigillato con materiale di aspetto simile alla gomma

6

il dente viene otturato con una chiusura temporanea o definitiva

Il trattamento del canale può richiedere una o più visite, in funzione della complessità anatomica e dell’estensione del danno presente nella polpa. Talvolta, se l’infezione si è estesa passando dal dente all’osso provocando un ascesso, l’infezione deve venire drenata prima dell’otturazione. Il dente può restare sensibile per 1-2 settimane, ma è molto raro provare dolore intenso o infiammazione. Per assomigliare a un dente naturale, il dente trattato deve venire restaurato con un’otturazione o con una corona. Un dente posteriore sarà più adatto a una corona, perché esercita una grande pressione durante la masticazione. Se quanto rimane del dente naturale non è sufficiente, si può ricorrere a un perno per mantenere in posizione la corona. Un dente decolorato può esser sbiancato o ricoperto da una corona o da una faccetta.

Anche se nella maggior parte dei casi il trattamento del canale non richiede ulteriori interventi, è possibile che si imponga la necessità di una seconda fase. In questo caso viene rimossa l’otturazione per pulire nuovamente il canale, che verrà preparato e otturato. Se invece il trattamento del canale non può essere praticato o non ha prodotto i risultati sperati bisognerà ricorrere alla chirurgia, che serve a verificare che all’estremità del canale non vi siano fessurazioni o fratture, a rimuovere le parti del canale che non è possibile pulire durante un trattamento convenzionale, e infine a eliminare i residui di un’infezione che non può essere convenzionalmente curata.

Igiene
L’igiene professionale eseguita dal dentista o dall’igienista dentale a intervalli regolari di 6 mesi è fondamentale per rimuovere la placca e il tartaro che si possono sviluppare anche in presenza di un’igiene personale corretta, specialmente in zone della bocca dove è difficile far arrivare spazzolino e filo interdentale, e nei punti difficili come sotto la gengiva, dove si annidano i batteri che possono provocare gengiviti e parodontiti. Per l’igiene orale il dentista può impiegare sia strumenti manuali, sia strumenti a ultrasuoni; questi ultimi sono attrezzati con speciali punte, che attraverso un movimento vibratorio consentono la rimozione del tartaro anche sotto la gengiva. Una volta eliminati placca e tartaro, i grandi nemici della salute dei denti, si procede in genere all’eliminazione delle macchie con una speciale punta di gomma che ruotando ad alta velocità, insieme a una apposita pasta abrasiva, esercita una notevole azione smacchiante.

Odontoiatria estetica
I trattamenti estetici
migliorano non solo l’aspetto dei denti ma anche l’autostima, perché ridanno al sorriso tutto il suo splendore. Grazie a questi trattamenti è possibile migliorare l’aspetto dei denti sani che si sono scheggiati o decolorati, e dei denti macchiati, disallineati  o troppo spaziati.

L’estetica di un sorriso è dovuta:

1) alla qualità dei denti

2) alla loro posizione e al loro allineamento

3) alla qualità delle gengive

La tinta naturale dei denti è dovuta alla trasparenza e alla tinta dell’insieme dei suoi costituenti: smalto, dentina, polpa. Non tutti i denti hanno la stessa tinta né la stessa forma, e l’invecchiamento si accompagna sempre a una demineralizzazione che contribuisce a scurirne il colore; a questo si possono aggiungere altri elementi negativi come il tartaro e la nicotina. Le diverse opzioni terapeutiche agiscono sia sulla forma e la tinta dei denti, sia sulla loro posizione e sul loro ambiente, con l’obiettivo di:

- restituire la funzionalità dei denti e l’aspetto naturale del sorriso

- modificare l’aspetto di un sorriso naturale originariamente sgraziato

Cosa può fare il dentista per migliorare il tuo sorriso?

  • migliorare la pulizia dei denti, con paste e spazzole apposite

  • schiarire i denti con trattamenti speciali

  • riparare tutti i piccoli difetti

  • quando il dente è inesistente o troppo rovinato, aggiungere una protesi: faccetta o corona in ceramica

  • modificare la forma grazie alla coronoplastica

estetica e funzionalità:

migliorare la tinta dei denti

lo sbiancamento

migliorare la tinta e l’aspetto dei denti

le faccette

migliorare la tinta e la struttura dei denti

le corone

migliorare l’allineamento dei denti

l’ortodonzia

sostituire i denti mancanti

l’implantologia

Odontoiatria estetica: lo sbiancamento
Nella maggior parte delle persone il colore naturale dei denti varia dai toni grigiastri al giallo; inoltre i denti cambiano naturalmente colore con l’età, con il fumo e il consumo di determinati alimenti e bevande che li macchiano in superficie. Per rispondere al bisogno di un sorriso brillante e luminoso, oggi sono disponibili più opzioni: i prodotti di sbiancamento della superficie dei denti, e i prodotti sbiancanti. I prodotti della prima categoria contengono agenti abrasivi speciali che consentono al prodotto di eliminare le macchie alla superficie dei denti: dentrifici e gomme da masticare. Poiché gli agenti abrasivi contenuti in questi prodotti sono quasi sempre solo versioni più raffinate degli abrasivi contenuti nei dentifrici comuni, questi prodotti sbiancanti non dovrebbero provocare un’usura eccessiva dei denti. Tuttavia, la loro efficacia è limitata alle macchie superficiali, ed essi non possono in alcun caso sostituire la pulizia professionale.

I prodotti sbiancanti
La maggior parte dei prodotti sbiancanti è a base di perossido di idrogeno e può efficacemente modificare la tinta dei denti. Oggi sono disponibili molte tecniche e prodotti sbiancanti, distinti in due trattamenti principali:

lo sbiancamento vitale si esegue sui denti “vivi”: se i denti sono macchiati dagli alimenti o dalla nicotina, o se sono ingialliti naturalmente con l’età, lo sbiancamento vitale può restituire loro tutto lo splendore originale

lo sbiancamento non vitale si esegue sui denti che non sono più “vivi”: se il dente è annerito per esempio a causa di un trattamento del canale, lo sbiancamento non vitale gli restituirà tutta la sua brillantezza, dall’interno del dente verso l’esterno

Lo sbiancamento dal dentista
Oggi esistono vari sistemi che cambiano veramente il colore dei denti, mediante mascherine notturne da mettere sui denti, oppure attivazioni con luce alogena o laser di varie sostanze sbiancanti. Questi ultimi sono da eseguire presso lo studio del dentista. Deve essere il dentista di fiducia a consigliare il trattamento più idoneo in base alle caratteristiche del caso.

Uno dei sistemi ritenuti tra i più efficaci è a base di perossido di idrogeno, le cui proprietà schiarenti furono scoperte molti anni fa. A contatto dei denti il perossido sviluppa l’ossigeno che elimina le macchie e schiarisce la tinta dei denti, fino a più di 9 gradi di tonalità media di miglioramento in un'unica seduta. La più avanzata tecnologia studiata per sbiancare i denti sfrutta una speciale sorgente di luce e le particolari proprietà di un gel sbiancante.

Questo sistema:

  • non crea alcuna modifica strutturale dei denti

  • non ha un impatto nocivo sulle otturazioni

  • non intacca lo smalto dei denti

  • non è nocivo per il tessuto gengivale

La procedura di sbiancamento è davvero efficace: test clinici dimostrano che con questo processo sbiancante si ottiene mediamente un miglioramento del colore di nove gradi della scala colori  "Vita"  che i dentisti usano per stabilire i colori dei denti. La percentuale di perossido di idrogeno contenuta nel gel sbiancante è solamente del 15%, molto più bassa degli altri gel usati in altre metodiche di sbiancamento professionale, che hanno concentrazioni di perossido di idrogeno comprese tra il 35% e il 50%. Il gel è delicato: con un pH uguale a 6, tutta la procedura di sbiancamento risulta essere neutra senza alcun problema di acidità. Ma soprattutto, questa procedura è molto più veloce rispetto agli altri metodi di sbiancamento dentale oggi disponibili: l'intero trattamento infatti dura meno di un'ora e mezza e i risultati sono duraturi: regolari pulizie condotte dal dentista o dall’igienista dentale insieme con l'uso di dentifrici sbiancanti aiuteranno a mantenere i buoni esiti del trattamento per almeno 2-3 anni.

Odontoiatria estetica: le faccette
Le faccette sono piccole conchiglie molto sottili, in acrilico o preferibilmente in porcellana, che si fissano sulla superficie dei denti. Servono a ricoprire i denti molto macchiati o scheggiati, le grosse otturazioni o i denti dalla forma irregolare.

la procedura

1

in anestesia locale, il dentista rimuove una minima parte dello smalto dei denti per potervi poi applicare le faccette. Viene presa l’impronta dei denti che viene inviata al laboratorio, dove verranno prodotte le faccette su misura

2

durante la visita successiva, viene applicata ai denti una soluzione blandamente abrasiva per renderli rugosi e facilitare così l’aderenza delle faccette

3

ogni faccetta viene applicata singolarmente con un cemento in resina composita

Le faccette in porcellana durano più di quelle in acrilico, tuttavia qualsiasi faccetta è soggetta a staccarsi se non si presta un minimo di attenzione: non mangiarsi le unghie, non usare i denti per aprire oggetti, non avventarsi sui cibi più duri. In media, le faccette durano più di 10 anni e devono venire considerate come un trattamento irreversibile, poiché si è eliminato uno strato di smalto dai denti. Le faccette sbeccate o scollate devono venire sostituite, soprattutto se sotto la resina composita si è formata una carie.

Mangiare, bere e fumare
Caffè, tè, nicotina, succo d’uva, ciliegie e vino rosso possono macchiare i denti sbiancati o restaurati esattamente come quelli naturali. Le faccette sono più resistenti alle macchie, ma si possono sbeccare se non si presta attenzione quando si mangiano alimenti duri o collosi.

Odontoiatria estetica: le corone
Le corone

La corona serve a coprire la parte danneggiata del dente e a proteggere quella sana da ulteriori danni. Alle corone si ricorre in questi casi:

  • dopo il trattamento di un canale

  • a seguito di una grossa otturazione

  • se un dente è rotto

  • se un dente è decolorato, di forma inadeguata o è disallineato

Le corone sono fatte di diversi tipi di metallo, di porcellana o di una lega ceramico-metallica, sono solide e durano anni se vengono curate adeguatamente: spazzolino da denti e filo interdentale, con la stessa meticolosità e frequenza riservate ai denti naturali. Tuttavia, le corone e i denti artificiali non sono mai solidi come quelli naturali, perciò è necessario prestare un minimo di attenzione - per esempio evitare di usare i denti per aprire o tagliare qualcosa.

la procedura

 

1

si prende l’impronta del dente per modellare una corona provvisoria, che proteggerà il dente fino a quando viene inserita la corona definitiva. Probabilmente la sua forma e il suo colore non saranno identici a quelli della corona permanente

2

viene scolpita (fresata) una parte del dente naturale per far posto alla corona

3

si prende l’impronta del dente modellato e dei denti vicini. La corona provvisoria viene inserita sul dente scolpito

4

l’impronta viene inviata al laboratorio dove la corona definitiva verrà prodotta su misura con estrema precisione. L’impronta serve perciò da modello

5

in una visita successiva, la corona provvisoria viene sostituita da quella definitiva, della quale si verificano l’aggiustamento, la forma e il colore. La corona viene cementata, restituendo al dente la sua funzione e il suo aspetto originale

Questo è in genere il modo in cui la corona viene abitualmente posta sul dente, tuttavia è possibile che sia richiesto un trattamento particolare, per esempio un trattamento ortodontico o gengivale.

Ortodonzia
L’ortodonzia

I denti sovrapposti, sporgenti (protrusi) o disallineati non solo non sono esteticamente gradevoli, ma possono nuocere anche all’occlusione (il modo in cui i denti si articolano) e rendere difficile la pulizia. Se l’aspetto e il funzionamento dei denti non sono ottimali, un trattamento ortodontico è la soluzione ideale a qualsiasi età.

Il trattamento ortodontico

Il trattamento ortodontico serve ad allineare i denti per migliorarne l’aspetto e la funzionalità, e per migliorare l’estetica del viso e il funzionamento dei muscoli della mascella. I denti possono essere portati alla posizione desiderata per mezzo di una leggera pressione esercitata per diversi mesi o anni da ferretti o altri tipi di apparecchi. I denti disallineati possono avere una causa familiare o ereditaria o essere provocati dall’abitudine infantile di succhiare i pollici; inoltre, con perdita di uno o più denti quelli restanti rischiano di spostarsi. Indipendentemente dalla causa, il dentista è in grado di trattare:

  • i denti sovrapposti

  • i denti disallineati

  • sovraocclusioni, sottocclusioni

  • spaziatura eccessiva

  • le conseguenze dei denti in soprannumero o mancanti

E’ importante curare questo tipo di problemi perché i denti disallineati, sovrapposti o sporgenti non solo nuocciono all’aspetto, ma possono causare problemi di articolazione, rendono difficile masticare alcuni alimenti, e patiscono un’usura prematura. In alcuni casi, possono anche provocare una tensione muscolare dolorosa. I denti disallineati o sovrapposti sono difficili da pulire, e questo favorisce l’insorgenza della carie e delle malattie delle gengive; i denti sporgenti possono scheggiarsi o rompersi più facilmente. Idealmente, il trattamento di alcuni problemi ortodontici dovrebbe cominciare prima della comparsa di tutti i denti definitivi.

L’ortodonzia in età adulta e durante l’infanzia
I denti storti si possono allineare senza più “ferretti”. Una metodica americana rivoluziona la terapia ortodontica dell‘adulto mediante delle mascherine trasparenti fatte con il computer. Oggi è disponibile un modo invisibile per riallineare i denti senza ferretti ma con una serie di mascherine trasparenti rimuovibili che riallineano i denti senza fili metallici e senza attacchi fissi. Il risultato è efficace sotto il profilo terapeutico, come provano numerosi studi clinici, e il sistema ha il vantaggio di essere invisibile - nessuno si accorge che si sta indossando un apparecchio ortodontico e si può parlare e sorridere senza imbarazzo durante e dopo il trattamento; rimuovibile - per lavarsi i denti e durante i pasti, si potrà perciò mangiare e bere tutto ciò che si desidera; e infine è confortevole, perché proprio l’assenza di fili metallici e di attacchi previene qualsiasi irritazione.


Le procedure
I problemi ortodontici possono venire trattati in diversi modi:

1. gli attacchi ortodontici
L’attacco è il più diffuso strumento di trattamento ortodontico, ed è composto da quattro elementi:

  1. l’attacco (banda metallica) che si fissa a ciascun dente

  2. il cemento che fissa l’attacco a ciascun dente

  3. i fili a forma d’arco che si attaccano a tutti i punti di attacco

  4. gli elastici o i tiranti metallici con mantengono l’arco in posizione

La maggior parte degli attacchi, delle bande e degli archi è fatta di metallo, ma alcuni attacchi ed elastici sono trasparenti

2. la trazione extraorale

La trazione extraorale guida i denti e la mascella di un bambino in piena crescita. La si può portare fino all’inserimento degli attacchi o in qualsiasi momento del trattamento ortodontico. Esistono diversi tipi di trazione. Il paziente indossa lo strumento in genere la sera e durante la notte, e sarà sempre il dentista a decidere per quanto tempo va indossato ogni giorno

3. gli apparecchi mobili

Gli apparecchi mobili non sono precisi come gli attacchi, ma sono in grado di spostare uno o più denti. Vengono installati dal dentista, e  possono essere indossati prima dell’inserimento degli attacchi, contemporaneamente agli attacchi o indipendentemente, per trattare problemi ortodontici specifici

4. gli apparecchi di ritenzione

Servono a mantenere in posizione i denti prima dell’inserimento degli attacchi. Possono essere mobili o fissati ai denti. Il dentista stabilirà se devono essere indossati tutto il giorno oppure solo per qualche ora

5. la chirurgia

Se uno o più denti si sovrappongono oppure si trovano in una posizione critica, può rendersi necessaria l’estrazione. Quando il volume o la posizione delle arcate mascellari superiore e inferiore non concordano, la chirurgia maxillo-faciale può migliorare la situazione ottimizzando la relazione tra le mascelle.

Il trattamento ortodontico richiede tempo: la sua durata dipende dall’età del paziente, dalla natura e dalla gravità del problema, e dalla tecnica utilizzata. Di solito il trattamento richiede una visita ogni 4-7 settimane per un periodo variabile tra 6 mesi e 2-3 anni. In genere, il trattamento è più lungo negli adulti rispetto ai bambini e agli adolescenti. L’igiene è importantissima, e richiede l’utilizzo costante di spazzolino e filo interdentale con particolare cura perché gli alimenti tendono a incollarsi agli attacchi. Meglio non mordere gli oggetti duri come i cubetti di ghiaccio, le noci o le matite o le penne, e non mangiare alimenti appiccicosi come le caramelle morbide e le gomme da masticare, con o senza zucchero, che rischiano di spostare gli attacchi allungando i tempi del trattamento. I genitori dovranno prestare particolare attenzione all’igiene dei bambini, e fare in modo che vengano seguiti scrupolosamente tutti i consigli dati dal dentista

Restauro e sostituzione dei denti
Per ogni dentista niente vale quanto i denti naturali, ecco perché si fa di tutto per conservarli. Tuttavia, quando un dente è gravemente danneggiato o mancante, è possibile rimediare in molti modi con le corone, i ponti, le protesi, gli impianti.

(1) Le corone

La corona serve a coprire la parte danneggiata del dente e a proteggere quella sana da ulteriori danni. Alle corone si ricorre in questi casi:

  • dopo il trattamento di un canale

  • a seguito di una grossa otturazione

  • se un dente è rotto

  • se un dente è decolorato, di forma inadeguata o è disallineato

Le corone sono fatte di diversi tipi di metallo, di porcellana o di una lega ceramico-metallica, sono solide e durano anni se vengono curate adeguatamente: spazzolino da denti e filo interdentale, con la stessa meticolosità e frequenza riservate ai denti naturali. Tuttavia, le corone e i denti artificiali non sono mai solidi come quelli naturali, perciò è necessario prestare un minimo di attenzione - per esempio evitare di usare i denti per aprire o tagliare qualcosa.

la procedura

1

si prende l’impronta del dente per modellare una corona provvisoria, che proteggerà il dente fino a quando viene inserita la corona definitiva. Probabilmente la sua forma e il suo colore non saranno identici a quelli della corona permanente

2

viene scolpita una parte del dente naturale per far posto alla corona

3

si prende l’impronta del dente modellato e dei denti vicini. La corona provvisoria viene inserita sul dente scolpito

4

l’impronta viene inviata al laboratorio dove la corona definitiva verrà prodotta su misura con estrema precisione. L’impronta serve perciò da modello

5

in una visita successiva, la corona provvisoria viene sostituita da quella definitiva, della quale si verificano l’aggiustamento, la forma e il colore. La corona viene cementata, restituendo al dente la sua funzione e il suo aspetto originale.

Questo è in genere il modo in cui la corona viene abitualmente posta sul dente, tuttavia è possibile che sia richiesto un trattamento particolare, per esempio un trattamento ortodontico o gengivale.

(2) I ponti

Un dente mancante può essere sostituito da un dente artificiale, impedendo così agli altri denti di disallinearsi provocando ulteriori problemi. Il ponte, detto anche “ponte fisso” o “protesi parziale fissa” viene ancorato in maniera permanente ai denti sani vicini, e sostituisce uno o più denti.

la procedura

1

i due denti adiacenti al dente mancante vengono preparati in modo da ricevere una corona

2

il dente sostitutivo e le due corone vengono prodotti su misura, in un unico pezzo

3

il ponte viene posizionato in maniera permanente cementandolo ai due denti sani adiacenti

Un ponte curato correttamente dura per anni: spazzolino e filo interdentale intorno al dente artificiale al centro del ponte

(3) Le protesi

Esistono due tipi di protesi – le protesi parziali e le protesi complete. Entrambe vengono prodotte in laboratorio con l’aiuto di un modello (impronta) della bocca. La protesi parziale (o protesi parziale mobile) viene trattenuta da speciali ganci che si ancorano ai denti sani vicini, sostituisce uno o più denti e deve venire rimossa per la notte e dopo ogni pasto per le operazioni di pulizia. A questo tipo di protesi si può ricorrere quando i denti vicini non sono sufficientemente solidi per supportare un ponte o quando mancano molti denti. La protesi completa (dentiera) sostituisce tutti i denti naturali mancanti. Alla protesi, qualunque sia il tipo, va dedicata la stessa attenzione e la stessa cura che si riserva ai denti naturali.

come fare

1

pulire la protesi ogni giorno
con la stessa facilità con cui si accumula sui denti naturali, la placca si deposita anche sulle protesi, e deve venire rimossa. L’accumulo può infatti estendersi ai denti naturali e alle gengive, rendendoli più suscettibili di carie e di malattie gengivali

2

togliere la protesi tutte le sere
spazzolare denti e gengive con uno spazzolino morbido, pulire e massaggiare le gengive. Se lo spazzolino risulta irritante, passarlo sotto l’acqua calda per ammorbidire le setole, o usare un telo umido pulito avvolto intorno al dito

3

lasciarla a bagno tutta la notte
lasciare la protesi a bagno tutta la notte in acqua e detergente specifico per protesi. Questa operazione ammorbidisce la placca e il tartaro, che risultano così più facili da rimuovere. Pulire la protesi con lo spazzolino e risciacquarla con cura prima di inserirla nuovamente in bocca

4

farsi visitare regolarmente dal dentista
poiché la bocca cambia continuamente, la protesi deve venire modificata di tanto in tanto per adattarsi sempre alla bocca nel modo migliore. In caso di protesi parziale, la visita dal dentista serve anche a verificare se ci si prende correttamente cura dei propri denti naturali e delle gengive

(4) Gli impianti

Gli impianti servono a sostituire le radici mancanti e a tenere al proprio posto i denti sostitutivi che possono esservi ancorati in modo permanente o mobile. Gli impianti non sono per tutti: bisogna essere in buona salute, avere gengive sane, e avere una base ossea abbastanza solida da supportare l’impianto. Inoltre, l’impianto richiede un’igiene ineccepibile ed è più costoso degli altri tipi di denti sostitutivi, ma poiché si integra all’ossatura, aiuta la base ossea a non ritirarsi e perciò a conservare i denti più a lungo. Per contro, se i denti mancano da molto tempo è possibile che la massa ossea sia diminuita: in questo caso si rende necessario un trapianto di tessuto osseo, che aggiunge osso dove necessario a supportare al meglio l’impianto.

la procedura

1

nella mascella viene inserito un piccolo perno in metallo

2

in qualche mese il perno si integra all’ossatura vicina

3

il perno (impianto) forma la solida base necessaria a ricevete uno o più denti artificiali

Poiché l’impianto si integra all’ossatura, lo si può trattare praticamente come un dente naturale, ma con più cura per pulire con spazzolino e filo interdentale tutte le sue superfici. Lo spazzolino ideale ha le setole più lunghe, per raggiungere anche la parte posteriore dell’impianto. Almeno una volta al giorno è necessario passare il filo interdentale o lo scovolino tra la giuntura dell’impianto e la gengiva.

Sigillatura dei solchi molari per la prevenzione della carie
L’uso quotidiano dello spazzolino e del dentifricio al fluoro rappresenta il requisito minimo dell’igiene orale e è il passo base nella lotta alle malattie dentali. Oggi i dentisti possono proteggere ulteriormente dalla carie i denti dei bambini attraverso uno speciale procedimento, chiamato sigillatura dei solchi. Il sigillante è un materiale plastico molto resistente progettato per legarsi allo smalto dei denti. La barriera invisibile rappresentata dal sigillante riduce di rischi di carie perché tiene lontani cibo e placca dalle zone dei denti inclini al formarsi di carie.

Durante il normale sviluppo dei denti si possono produrre, nella parte posteriore, dei solchi che incrociandosi formano delle fosse dalle quali residui alimentari e batteri non possono venire facilmente rimossi dallo spazzolino, dal filo interdentale o dagli sciacqui. Lo strato protettivo di smalto è particolarmente sottile nelle fosse e nei solchi, perciò i batteri possono agevolmente agire sul cibo formando acidi molto potenti che indeboliscono e distruggono lo smalto dentale. La carie ha inizio proprio in questo modo, e diventa evidente con la formazione delle cavità.

Anche se l’uso sempre più esteso del fluoro ha senza dubbio ridotto di molto l’incidenza della carie, questo elemento è più efficace nel proteggere le superfici morbide del dente piuttosto che le parti dure; proprio per questo, e per la difficoltà oggettiva a far arrivare il dentifricio al fluoro e gli altri strumenti di pulizia orale nel posto giusto, i sigillanti forniscono la protezione adeguata proprio là dove richiesto. La carie si sviluppa molto più velocemente nei bambini rispetto agli adulti, ecco perché i sigillanti devono essere applicati appena possibile, naturalmente prima che la carie abbia avuto la possibilità di manifestarsi. La sigillatura dei solchi è un’operazione semplice, veloce e indolore, e non richiede l’anestesia.

la procedura

il dentista pulisce con molta cura i denti per rimuovere eventuali residui alimentari e batteri

le superfici da sigillare vengono trattate chimicamente per facilitare la presa del sigillante

il sigillante liquido viene pennellato sulla superficie del dente, dove si deposita nei solchi e nelle fosse

alcuni sigillanti si induriscono con l’esposizione all’aria, altri richiedono l’applicazione di luce visibile o ultravioletta

il sigillante fa ora da barriera agli agenti cariogeni nei punti della dentatura più difficili da raggiungere

In genere la sigillatura dura per molti anni, tuttavia la sua durata può essere ridotta dalla natura abrasiva o collosa di alcuni cibi; in questo caso, la procedura viene ripetuta dove il sigillante è stato danneggiato o dislocato. Se il processo cariogeno è già iniziato, è invece troppo tardi per applicare i sigillanti come misura preventiva. La carie non ha mai inizio sotto il sigillante, perché i batteri che la provocano vengono deprivati, proprio grazie alla presenza del sigillante, del cibo e dell’ossigeno di cui hanno bisogno per vivere e moltiplicarsi.

ultimo aggiornamento: 07/07/2009

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