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Bambini piccoli, problemi piccoli?
Un corretto allineamento dei denti in arcata e dei giusti rapporti tra la grandezza della mandibola e della mascella non è solo una ricerca di miglioramento estetico. Tanto meno rappresenta  la ricerca di  un modello estetico proposto-imposto, standardizzato, di bellezza e armonia…

I motivi che devono spingere i genitori alla cura e alla prevenzione dei disallineamenti dei denti e delle arcate dentarie dei loro bambini sono soprattutto motivi di salute. I problemi a cui possono andare incontro sono sia locali, cioè riferiti ai denti stessi o alle gengive che li circondano, sia a organi, strutture o funzioni distanti quali l‘articolazione temporo mandibolare, il setto nasale, le adenoidi, la funzione respiratoria, la postura. Non solo possono essere già presenti o imminenti, ma possono scatenarsi anche molti anni dopo.

I denti affollati non permettono una buona detersione e facilitano l’accumulo di placca batterica. Sarà perciò più facili lo sviluppo di carie, soprattutto ai colletti dei denti e nei piccoli spazi tra i denti adiacenti. 

Da adulti poi saranno più probabili ed insidiose le infiammazioni gengivali con i subdoli danni che le caratterizzano: sanguinamento gengivale, denti che si allungano e poi vacillano, cattivo alito. Ma esiste anche il rischio di malattie apparentemente  poco “dentistiche “ eppure così correlate con i denti. La prima riflessione che dobbiamo fare è che un mascellare stretto rende difficile una corretta e piena respirazione.

Infatti il mascellare non solo ospita i denti ma costituisce il pavimento e ne determina la larghezza della cavità dove passa l ‘aria che respiriamo dal naso: le fosse nasali. Se il mascellare è troppo stretto la respirazione diventerà quindi più facile dalla bocca, ma non sarà così efficiente né per quantità di aria che passa, né per qualità. La quantità sarà inferiore quindi si avrà meno ossigeno ai polmoni e di conseguenza in tutto il corpo. Il bambino sarà sempre stanco e svogliato, spesso pallido e con vere e proprie “occhiaie “ scure sotto gli occhi. La qualità inoltre sarà scadente perché nella bocca non ci sono quelle speciali e delicate cellule che tappezzano la superficie delle fosse nasali, ripulendo l‘aria che penetra dai corpuscoli presenti. Le tonsille pertanto tenderanno ad infiammarsi e assieme a loro le adenoidi, il bambino tenderà a russare ed a dormire male. Spesso avrà febbre e mal di gola per lunghi periodi e talvolta si renderà necessaria l’asportazione chirurgica delle adenoidi.

Ristabilendo un corretto diametro del mascellare con un apparecchio ortodontico, l’aria tornerà a passare dal naso, il bambino smetterà di russare e riprenderà colorito e vitalità, i mal di gola diventeranno molto più rari. Talvolta è sufficiente un apparecchio ortodontico da portare solo la notte, altre volte è necessario anche quello fisso: infatti ogni caso va valutato con molta attenzione e mediante calcoli precisi sopra le radiografie laterali e frontali del cranio. Certamente una diagnosi precoce rende più semplice ed economica la terapia necessaria.

L’età giusta per la visita è interno ai sette, otto anni, ma un’occhiatina anche prima può rivelarsi spesso utile, magari semplicemente portando il bambino con sé quando si va dal proprio dentista per un controllo. Quando invece le ossa sono formate e si è raggiunta l‘età adulta, molte discrepanze della chiusura della bocca facilitano l‘insorgenza di dolori nella zona della articolazione temporo mandibolare, al collo e alla schiena. I disturbi di chiusura infatti facilitano contratture dei muscoli masticatori e da essi per un gioco di catene muscolari si hanno dolorose contratture di muscoli lontani.

Il modo di camminare potrà essere influenzato, la capacità di piegarsi o di girare il collo diminuire: spesso i dolori al collo e alla schiena o certi feroci mal di testa scompaiono o si attenuano curando i problemi  della chiusura della bocca. Naturalmente una visita posturale dovrà tenere conto  di molti  fattori ben diversi tra loro ma tutti capaci di influenzarsi reciprocamente, da valutare talvolta assieme al dentista, al chiropratico, all‘osteopata, al reumatologo, allo psicologo.

Tra questi fattori vi è infatti la chiusura della bocca, la corretta struttura e funzione della colonna vertebrale e delle varie articolazioni, l‘appoggio plantare dei piedi, il modo di camminare nonché le condizioni generali di salute, l‘alimentazione, la corretta idratazione dei tessuti, lo stato emotivo del paziente.

ultimo aggiornamento: 07/07/2009

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ultimo aggiornamento: 14/06/2010

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