Ricordiamoci infatti che è molto importante curare anche
i dentini di latte. Questo non solo per evitare mal di
denti ed infezioni, ma anche per mantenere un buon
allineamento dei denti. Infatti i dentini di latte hanno
anche la funzione di mantenere la
giusta distanza tra i denti. Spazio che sarà
prezioso per poter accogliere i futuri denti permanenti
nella giusta posizione. Perdendo precocemente un dentino
di latte si può avere la chiusura dello spazio tra i
denti vicini e quindi la impossibilità del futuro dente
permanente di uscire correttamente in arcata.
Inoltre
si può utilizzare il laser al neodimio o il laser al
diodo quando sono necessari piccoli interventi sulla
gengiva o sulle mucose dei bambini. Nel caso per esempio
si debba tagliare il frenulo labiale cioè quel legamento
che talvolta unisce in modo troppo rigido il labbro
all’ arcata dentaria. Oppure se deve essere
“scappucciato” un dente con difficoltà di eruzione,
cioè un dente permanente che non riesce spontaneamente ad
affiorare dalla gengiva, o che deve essere collegato ad un
attacco ortodontico per essere
dolcemente trascinato nella giusta posizione. Anche
in questo caso senza bisogno di eseguire punture, al
massimo passando un gel sulla zona da operare, un minuto
prima di iniziare. E senza che poi ci sia sanguinamento
perché il laser utilizzato in questi casi, taglia
eseguendo nello stesso tempo la cosiddetta emostasi,
insomma taglia “seccando” nello stesso tempo la
ferita.
Il
sanguinamento dopo un intervento tradizionale infatti
talvolta spaventa il bambino più dell’ intervento
stesso! Esistono vari tipi di laser in commercio, ognuno
come visto con una specifica indicazione. Il laser
all’erbium agisce sul contenuto acquoso dei tessuti,
il laser al neodimio e quello al diodo agiscono sui
tessuti colorati di rosso o di scuro, quindi sul sangue.
La profondità di azione è molto diversa tra uno e l’
altro. Più superficiale è l’effetto del laser all’
erbium, più profondo quello dei laser al neodimio e al
diodo. Anche la quantità di energia rilasciata sui
tessuti deve essere ben calibrata, sia per durata dell’
impulso luminoso che per intensità.
Con
un uso attento però è possibile eseguire cure pressoché
indolori, molto ben sopportate sia dai bambini, che anche
dagli adulti che non sopportano l’idea di subire neppure
una piccola puntura anestetica. Attenzione però: non
esistono apparecchi magici in medicina. Ma solo strumenti
utili che devono essere usati con attenzione da medici
scrupolosi e preparati. Capaci anche di informare il
paziente delle varie possibilità di cura e delle
indicazioni ma anche dei limiti delle varie terapie.