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Con le faccette si possono ottenere questi risultati:
che
uniranno a un aspetto assolutamente naturale un
ancoraggio tenace, resistente e duraturo ai denti
originali del paziente.
In
numerose situazioni le faccette rappresentano una
valida alternativa alle corone e garantiscono
risultati migliori delle cosiddette otturazioni
bianche (in materiale composito): non solo
richiedono un approccio molto meno invasivo per modificare
il colore, la forma o la dimensione di un
dente, ma al pari delle corone possono mascherare
una serie di difetti indesiderabili quali le macchie
dovute all’uso di tetraciclina, fumo, bevande, gli
inestetismi dovuti a traumi, carie, trattamenti canalari,
otturazioni che nel tempo sono diventate scure e
antiestetiche, spazi interdentali troppo ampi, denti
fratturati, usurati, troppo corti o di forma inadatta
(conoidi), leggermente storti o sovrapposti.
Le
faccette hanno visto la luce negli anni ’80, ma solo
in tempi recenti i sostanziali miglioramenti nei
materiali e negli adesivi ne hanno fatto una tecnica
sicura e sempre più diffusa. Le faccette durano in
media più di 10 anni, è possibile sostituirle, sono
resistentissime, non si macchiano neppure se il paziente
è un forte fumatore e non richiedono una manutenzione
particolare: l’uso quotidiano di spazzolino e
dentifricio, filo interdentale, scovolino e sciacqui –
ossia la normale routine di igiene orale – sono
sufficienti a garantirne la durata.
Nelle
prossime settimane ci occuperemo delle faccette entrando
nel dettaglio della procedura di applicazione e delle
varie tipologie di faccette disponibili, e mostrando
alcuni casi interessanti.
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