|
Fase
4:
La scelta del colore
La tinta prescelta per le faccette di
porcellana, e quindi il grado di
miglioramento desiderato, sono il
risultato di un’intesa tra dentista e
paziente.
Prima di addentrarci nella scelta del colore
delle faccette, forse è utile spiegare alcune
delle proprietà ottiche associate ai denti e
la loro capacità di dar vita a quello che si
ritiene comunemente l’aspetto normale di un
dente. I denti non sono fatti solo di smalto,
al contrario lo smalto ne è solo il
rivestimento esterno. Quando la luce colpisce
un dente, essa penetra nello strato di smalto
trasparente del dente e viene poi riflessa
quando raggiunge la struttura dentale
sottostante (dentina), che è più opaca. Il
tipico splendore dei denti, in altre parole,
dipende da come viene manipolata la luce.
La natura simil-vetrosa delle faccette di
porcellana, la loro estrema trasparenza,
permettono di imitare esattamente questo tipo
di processo. Proprio perché la faccetta di
porcellana è trasparente la luce la può
attraversare esattamente come attraverserebbe
lo smalto di un dente, per venire poi riflessa
quando colpisce lo strato opaco di cemento
sottostante. L’effetto finale è che la
faccetta di porcellana genera un aspetto
luminoso e scintillante identico a quello di
un bel sorriso naturale. Le faccette che
invece che essere in porcellana sono
costituite di materiali compositi non
riflettono la luce con la stessa intensità
perché il composito è solo semitrasparente:
quando la luce lo colpisce, la maggior parte
di essa viene riflessa direttamente, la
penetrazione interna diminuisce e con lei la
riflessione della luce, con un effetto finale
meno luminoso.
Il giusto rapporto tra trasparenza e opacità
In linea di massima, dalle faccette di
porcellana si pretende la massima
trasparenza possibile, perché solo in
questo modo è possibile garantire la loro
estrema naturalezza; tuttavia, le faccette
devono anche essere opache a sufficienza da
mascherare in modo adeguato il colore della
struttura dentale sottostante, poiché è
questo l’unico modo di cambiare colore alla
dentatura originale del paziente. Il colore
desiderato viene comunicato al laboratorio,
insieme a un valore che rappresenta il colore
della struttura dentale originaria, che deve
essere mascherato. Il grado di differenza
tra questi due colori determinerà, in
laboratorio, quanta opacità sarà richiesta
perché la faccetta possa davvero produrre il
cambiamento cromatico desiderato.
Il colore del cemento
La tinta del cemento che viene impiegato per
cementare al dente la faccetta di porcellana
condiziona il colore complessivo del lavoro.
Come abbiamo detto prima, la luce attraversa
la faccetta di porcellana e poi viene riflessa
a partire dal più opaco strato di cemento
sottostante. Quando la luce colpisce il
cemento alcune porzioni dello spettro
luminoso, ovvero alcune lunghezze d’onda
della luce, vengono assorbite. Le porzioni che
non vengono assorbite dal cemento sono
riflesse in uscita dalla faccetta, e
rappresentano la luce che i nostri occhi
vedono e interpretano come colore del dente.
La fisica opera in questo modo, e questa è la
ragione per la quale vediamo oggetti diversi
in colori diversi. Quando il dentista fissa la
faccetta definitiva, indipendentemente dal suo
colore è ancora possibile modificare il
colore finale semplicemente cambiando la tinta
del cemento, sempre supponendo che la faccetta
stessa non sia però troppo opaca. In altre
parole, la valutazione delle diverse tinte del
cemento ha un impatto sul colore di una
faccetta, e perciò è una parte critica e
importante dell’intero processo di
applicazione di una faccetta di porcellana.
|
clicca
sull'immagine
per aprire l'animazione
clicca
sull'immagine
per aprire l'animazione
|