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faccetta di
porcellana si
è rotta, anche se questo intervento deve
essere considerato semipermanente e non può
rappresentare una soluzione a lungo termine.
Infatti, nel tempo il materiale composito
tende a scurirsi, diventando sempre più
visibile. Infine, poiché la porcellana e il
cemento hanno trasparenze diverse, qualsiasi
applicazione di composito risulterà, da
vicino, più o meno antiestetica
L’estetica
A volte può rendersi necessario sostituire le
faccette per ragioni estetiche. Le faccette in
porcellana sono molto dure e resistenti alle
macchie, ma purtroppo non si può dire lo
stesso del cemento sottostante, soprattutto
quello presente lungo i margini della
faccetta. Questa è la ragione per la quale si
cerca in genere di agire sulla forma della
faccetta per mascherarne per quanto possibile
i bordi. Tuttavia, quando il sottile strato di
cemento posto tra faccetta e dente si macchia
e questa macchia diventa visibile, non resta
altra soluzione che sostituire la faccetta. Un
altro problema di natura estetica è
rappresentato dalla recessione delle gengive,
che può aver luogo per varie ragioni, tra le
quali l’inadeguata rimozione della placca
che circonda i denti. Se le gengive si
ritraggono, la porzione di dente che diventa
visibile compromette l’aspetto complessivo
del dente e bisogna sostituire la faccetta
esistente con una nuova faccetta in porcellana
che copre tutta la superficie dentale rivelata
dalla recessione gengivale.
Quanto
durano le faccette
Il
grande vantaggio della porcellana rispetto
agli altri materiali da restauro odontoiatrico
è la sua immutabilità: la porcellana
non si macchia e non scurisce, e i materiali
impiegati per cementarla al dente la rendono
molto forte e difficilmente soggetta a
rottura. Le
faccette in porcellana possono restare
esteticamente attraenti e strutturalmente
integre per molti anni, ma non per sempre. La
tecnica delle faccette è in uso in
odontoiatria dal lontano 1983 e da allora
molti studi sono stati condotti per valutare
la durata media di vita di una faccetta. Come
spesso accade, gli studi non sono uniformi,
nel senso che ciascuno tende a scegliere una
definizione diversa di cosa rappresenta il
“fallimento” di una faccetta in
porcellana, e questo comporta una difficoltà
aggiuntiva nel confrontare tra di loro i
risultati dei singoli studi per raggiungere un
consenso generale. Per esempio: se una
faccetta si sbecca, questo fatto deve venire
considerato un “fallimento” anche se il
difetto può essere eliminato senza
compromettere in maniera significativa
l’aspetto del dente? Tra gli studi più
recenti, citiamo Fradeani (2005), che riporta
un tasso di sopravvivenza delle faccette in
porcellana a 12 anni del 94% e Peumans (2004),
che riporta una
sopravvivenza a 10 anni pari al 96%
anche se il 28% delle faccette valutate ha
richiesto, nell’arco di questo periodo,
qualche tipo di intervento riparativo. In base
ai dati statistici disponibili è sensato
prevedere una vita media delle faccette in
porcellana superiore ai 10 anni.
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