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L'impianto
pterigoideo è un impianto dentale che viene
inserito, posteriormente al primo molare
dell'arcata superiore (mascellare), all'interno
del piatto pterigoideo. Per lungo tempo in ambito
odontoiatrico si è ritenuto che il distretto
pterigomascellare fosse inadatto a ospitare gli
impianti dentali a causa delle sue caratteristiche
anatomiche. In tempi più recenti, un'abbondante
evidenza clinica ha invece dimostrato che questa zona non solo è adatta all'osteointegrazione
degli impianti dentali in titanio, ma che al
contrario di quanto si pensava, la densità ossea
di alcune strutture pterigomascellari offre una
stabilità di ancoraggio degli impianti
addirittura superiore a quella di qualsiasi altra
parte della mascella.
Le
strutture di questo distretto anatomico più adatte a
sostenere gli impianti dentali sono la tuberosità
dell'osso mascellare, il processo piramidale dell'osso
palatale, e il processo pterigoideo dell'osso sfenoide.
L'impianto può a volte essere inserito direttamente
nella tuberosità del mascellare, in funzione della
dimensione e della qualità dell'osso presente; in altri
casi, quando altezza, lunghezza e/o spessore della
tuberosità si rivelano inadeguati, l'impianto può
essere inclinato in modo tale da venire inserito nel
processo pterigoideo. Molti studi hanno dimostrato la
vantaggiosità di questo posizionamento, che consente
l'ancoraggio di varie soluzioni protesiche.
Operare
nella parte posteriore della bocca richiede notevole
perizia tecnica e molta esperienza. Questa è infatti
l'area intraorale più difficile e problematica sia a
causa delle sue caratteristiche anatomiche, sia a
causa delle dinamiche masticatorie. Tra le
caratteristiche anatomiche che rappresentano una sfida
all'inserimento degli impianti dentali, ricordiamo la
ridotta quantità di osso alveolare disponibile,
riscontrata soprattutto nei pazienti più anziani
con
pochi denti o nessun dente. In termini di
qualità, inoltre, l'osso della parte posteriore del
mascellare è spesso più morbido e qualitativamente
inadeguato. Non va inoltre dimenticata la difficoltà
di accesso a questa parte della bocca. Infine, tra i
fattori che possono condizionare la stabilità a lungo
termine degli impianti inseriti nella mascella
posteriore troviamo le forze masticatorie, che se
nella regione degli incisivi sono di 155N, in quella
dei premolari e dei molari raggiungono rispettivamente
288N e 565N. Le parafunzioni, come per esempio il
bruxismo, il dannoso digrignamento involontario dei
denti, può aumentare ulteriormente queste forze. E'
evidente, quindi, che nel calcolo del tipo e della
dimensione degli impianti dentali, nella scelta della
posizione in cui inserirli, e ancora nel disegno della
parte protesica, è imperativo ripartire il carico
masticatorio in modo corretto e bilanciato.
Esattamente come gli impianti zigomatici, anche quelli
tuberali sono impianti trans-sinusali. In altre
parole, entrambi gli impianti attraversano e superano
il seno mascellare (la cui qualità e quantità
diventano a questo punto ininfluenti), per inserirsi
rispettivamente nell'osso dello zigomo e nel processo
pterigoideo. Grazie alla chirurgia guidata dal
computer, questi impianti possono essere inseriti senza
incidere chirurgicamente i lembi gengivali.
Se
esistono le condizioni, la protesi provvisoria fissa può
essere ancorata entro le 24 ore successive
all'inserimento degli impianti (carico immediato),
che emergono dalla cresta alveolare. Al termine del
periodo di osteointegrazione, la protesi provvisoria
viene sostituita dalla protesi fissa definitiva metallo
ceramica. Nei casi di edentulia totale, la
riabilitazione dell'intera arcata superiore si effettua
ovviamente combinando gli impianti tuberali-pterigoidei
con impianti di altro tipo, distribuiti in altre aree
della bocca, per fornire alla protesi fissa più punti
di ancoraggio.
La
selezione del paziente per gli impianti dentali
tuberali-pterigoidei si fa sulla base della storia
medica e dell'analisi della radiografia panoramica e
della TAC. Le indicazioni sono quelle usuali per
gli impianti dentali in genere, ossia un buono stato di
salute generale. Alcune malattie sistemiche, se
controllate, non sono controindicazioni assolute, così
come non lo è il tabagismo. Il bruxismo non è una
controindicazione assoluta. Sono invece
controindicazioni assolute la chemioterapia e la
radioterapia, e la presenza di patologie del sangue come
leucemia ed emofilia o di malattie del sistema
immunitario.
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