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Carico immediato su impianti ruvidi trattati con
acido nelle selle posteriori della mandibola e mascella: controllo
a un anno in uno studio multicentrico di tre anni... continua |
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Impianto osteointegrato per
la sostituzione del singolo dente: uno studio multicentrico
retrospettivo sull'uso routinario nella pratica privata... continua
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Home / Impianti
Dentali / Come si sceglie l'impianto: indicazioni
Come
si sceglie l’impianto: le indicazioni generali
Quando
si decide di sostituire un dente mancante con un impianto
si deve anche
scegliere tra
molte possibili procedure chirurgiche e diversi
tipi di impianti dentali. Occorre dunque fare un po’
di chiarezza sulle
nuove tecniche a disposizione.
I materiali
Intanto, occorre sapere che gli impianti dentali sono
stati realizzati con diversi materiali. Metalli come
l’acciaio, le leghe auree, il titanio e ceramiche di
vario tipo. Oggi il materiale di prima scelta è il
titanio. Secondo numerosi studi è il più accettato
dall’organismo. Di fatto stabilisce un legame forte e
stabile anche con le cellule dell’osso e della gengiva.
Le forme
Varie sono invece le forme disponibili per le
nuove radici. Storicamente sono stati usati piccoli
aghi, griglie, lame, viti e cilindri. La forma oggi più
usata oggi è sicuramente la
vite. Sono disponibili vari calibri, dai 3 ai 6
millimetri, e varie lunghezze, dai 6 ai 20 millimetri, a
seconda dell’osso disponibile e della larghezza del
dente da sostituire.
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Alcuni studiosi sostengono che più
la nuova radice in titanio è lunga,
più è stabile e capace di resistere ai carichi
masticatori. Altri, invece, dimostrano che una volta
raggiunti i 12 millimetri di lunghezza i risultati sono
identici: stesso successo dell’impianto, stessa mancanza
di complicazioni. Il chirurgo, dopo un attento esame del
paziente, deve proporre la propria scelta.
Liscio o rugoso?
In ogni caso, la parete esterna dell’impianto dentale
viene a contatto con l’osso e con esso interagisce. Sono
utilizzati impianti sia con superficie liscia, sia con
superficie rugosa. Quest’ultima è ottenuta con
trattamenti chimici e fisici del metallo, o con
rivestimento di materiale ceramico. Difatti, una
superficie rugosa interagisce meglio con l’osso, si
incastra con più forza e quindi facilita la saldatura
dell’impianto. Attenzione però. La superficie rugosa
presenta alcune controindicazioni. Con le sue asperità
accoglie più facilmente i batteri e rende così più
complicato pulire ed evitare infezioni. La
scelta deve quindi tenere conto di entrambi i fattori.
Conviene dunque affidarsi ai consigli e all’esperienza
del dentista di fiducia e del chirurgo.
ultimo aggiornamento: 07/07/2009
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