In
entrambi i casi, si usa spesso un artificio straordinario
studiato e applicato in tutto il mondo. Nel sangue, come
noto, sono presenti varie sostanze (proteine) che
stimolano la guarigione delle ferite. Nel nostro caso, si
ha una guarigione più rapida ed efficace prelevando
queste sostanze dal sangue del paziente prima
dell’intervento, concentrandole e poi
applicandole sulle ferite e sugli innesti (plasma
ricco di piastrine).
Molti
chirurghi preferiscono usare il laser
all’erbium che stimola la guarigione della
ferita e sterilizza l’area operata dove aumenta la
circolazione del sangue. Nei casi ancora più difficili si
può ricorrere a una tecnica inventata da un chirurgo
russo: la distrazione osteogenetica. Consiste nel separare un frammento
dell’osso della mandibola dall’osso circostante con
una minuscola sega: una piccola vite provvede poi ad
allontanarlo molto lentamente. All’interno della
piccola breccia
ossea che si forma tra mandibola e frammento si forma il callo osseo di
guarigione. Questo viene però stirato e allungato dal
graduale spostamento del frammento. Si forma così un
nuovo e abbondante tessuto osseo su cui collocare le
nuove radici in titanio.
In alternativa
sono possibili interventi altrettanto efficaci, che
richiedono però un breve ricovero ospedaliero. Infatti,
si può prelevare un grosso tassello dall’anca e
avvitarlo nella bocca riottenendo tutto il tessuto di cui
si ha bisogno. Naturalmente ogni intervento chirurgico,
dal più piccolo al più importante, richiede una esame
attento e accurato del paziente. Le indicazioni
per l’intervento, le controindicazioni, le
possibili complicazioni devono essere ben valutate,
spiegate e capite.
ultimo aggiornamento: 07/07/2009