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Il segreto di una protesi fatta bene
La preparazione di una protesi dentaria è un’arte che
richiede pazienza, precisione e molta, molta esperienza. Il
dentista procederà in primo luogo a prendere un’impronta
delle vostre gengive, poi registrerà l’articolazione, cioè
la relazione tra la gengiva superiore e quella inferiore. Il
modello è in genere fatto da una striscia di cera sulla quale
il dentista sposta a volontà i denti artificiali fino a
raggiungere un’estetica ideale che permette di riprodurre i
vostri denti naturali con la maggior esattezza possibile. Si
tratta in questo caso di una protesi di prova, concepita per
essere adattata direttamente nella bocca; il margine di errore
tra la protesi di prova e quella definitiva è così ridotto al
minimo. Non è possibile fabbricare una protesi senza passare
per la tappa essenziale della protesi di prova, solo la protesi
su misura confezionata a regola d’arte può garantire
l’estetica, il confort e soprattutto la salute.
L’adattamento della protesi
L’esperienza di milioni di persone portatrici di una
protesi dentaria mobile conferma che è del tutto normale
aspettarsi un periodo di adattamento di almeno 1-2 settimane
dopo una nuova dentiera.
La masticazione
I primi pasti consumati dopo la prima dentiera saranno con ogni
probabilità abbastanza critici. Non abbiate timore,
gradualmente vi abituerete alla nuova protesi. Masticate
lentamente e a lungo, di tanto in tanto masticate una gomma
senza zucchero che non si attacca ai denti, vi procurerà una
gradevole sensazione di freschezza e favorirà una migliore
masticazione accelerando il processo di adattamento.
Gli alti e bassi della protesi inferiore
Vi renderete conto abbastanza in fretta che la protesi inferiore
è meno confortevole di quella superiore, ma ancora una volta,
è un fenomeno normale. Il fastidio è dovuto soprattutto a due
inconvenienti, la mancanza di stabilità dovuta allo stato della
vostra gengiva inferiore, e il movimento costante della lingua,
particolarmente sensibile a tutte le variazioni che avvengono
nella bocca. L’adattamento, come sempre, è solo una questione
di tempo.
La
nausea
In alcuni casi l’inserimento di una protesi mobile può
provocare una sensazione di nausea, che in linea di principio
dovrebbe scomparire entro qualche ora dall’inserimento della
dentiera o al più tardi entro qualche giorno. Se le nausee
persistono, tornate dal dentista e segnalate il problema.
La
protesi di notte
In generale, di notte la protesi viene tolta per consentire alle
gengive di distendersi e di ossigenarsi, ma se fate parte di
quelle persone che non vogliono togliere la dentiera prima di
andare a dormire, inserite nella vostra giornata qualche momento
in cui togliere la protesi, è molto importante!
L’igiene
orale, una questione di amor proprio
Chi dice protesi dentaria dice igiene orale. Ecco
qualche regola di base da osservare sempre per evitare problemi
imbarazzanti dovuti a un’igiene negligente o distratta:
-
sciacquare
spesso la bocca per eliminare i batteri e favorire la
freschezza dell’alito;
-
dopo
ogni pasto, pulire perfettamente la protesi con lo speciale
spazzolino e un dentifricio apposito;
-
non
utilizzare detergenti inappropriati, perché possono
rovinare irreparabilmente la protesi.
L’estetica:
niente è troppo bello…
Al momento di creare la vostra protesi dentaria, il dentista
osserva attentamente e scrupolosamente gli elementi di ordine
estetico e morfologico peculiari della vostra personalità;
vengono così analizzati i vostri tratti, la forma del vostro
viso, la tinta degli occhi e dei capelli perché la protesi
contribuisca a conservare l’aspetto armonioso e naturale della
bocca in rapporto all’insieme del viso.
La
fonazione
All’inizio,
è indubbio che la protesi dentaria procurerà un certo
fastidio, e perfino parlare diventa un po’ complicato. In
particolare, le “s” avranno un suono diverso. Non
preoccupatevi, ancora una volta tutto tornerà a posto entro
qualche giorno, giusto il tempo di permettere ai muscoli di
adattarsi al cambiamento.
Quando cambiare la protesi
L’uso della protesi dentaria può comportare un insieme di
cambiamenti morfologici dei quali è abbastanza difficile
rendersi conto. In linea di principio, la protesi deve essere
cambiata ogni 5 anni, soprattutto a causa del riassorbimento
e dell’usura. Chi porta una protesi dentaria deve farla
controllare dal dentista almeno una volta all’anno.
Ecco i segni inequivocabili che è ora di cambiare la
protesi:
-
la
dentiera aderisce con minore precisione alle gengive;
-
si
muove;
-
la
masticazione è fortemente compromessa;
-
il
viso ha un aspetto più vecchio e ingiallito;
-
la
dentiera provoca occasionalmente dolore o fastidio.
Come
abbiamo detto, la protesi dentaria ha in media un’attesa di
vita di circa 5 anni, ma solo il dentista, grazie a una visita
almeno annuale, è in grado di prevenire i problemi o di porvi
rimedio. Tra l’altro, le cattive abitudini che spesso i
portatori di protesi dentaria sviluppano possono portare sia a
un adattamento della dentiera, sia alla sostituzione della base,
sia infine a un cambiamento completo della protesi. Il dentista
è in grado di minimizzare l’impatto del cambiamento tra una
protesi e quella successiva, e ogni nuova protesi comporterà un
nuovo periodo di adattamento. Non bisogna dimenticare che
portare protesi
vecchie di 10 o 15 anni provoca inevitabilmente delle
trasformazioni spesso irreversibili della fisionomia. Più viene
ritardato il momento del cambiamento, più l’aspetto e il
confort saranno gradualmente compromessi. Infine, chi porta la
stessa protesi da più di cinque anni e non l’ha mai fatta
esaminare dal dentista, espone la propria salute a dei rischi
inutili. La protesi mobile è infatti costituita da una materia
solida non malleabile, mentre il viso, la bocca e le mascelle si
trasformano col passare del tempo. Poiché la protesi non ha la
possibilità di adattarsi a questi cambiamenti, e poiché i
denti artificiali si usurano con il tempo, la protesi non può
più svolgere efficacemente il suo compito al di là dei 5 anni.
Questa realtà, troppo spesso ignorata, comporta delle conseguenze
negative, tra le quali:
-
le
gengive tendono a diventare più molli;
-
le
gengive sono irritate, dolenti;
-
la
masticazione i più ardua, la digestione più difficile;
-
compaiono
mal di testa e di orecchi, tensioni al collo e problemi
articolari;
-
la
bocca si riempie di rughe e il viso invecchia
prematuramente;
-
il
riassorbimento della gengiva è accelerato.
Purtroppo,
poche persone si prendono cura regolarmente della propria
protesi, alcuni trascurano perfino di toglierla la notte. Non
giocate con la vostra salute, rivolgetevi regolarmente al
dentista per un esame delle condizioni della vostra bocca.
Dolori alle gengive? Opzione “base morbida”
Quando la protesi provoca dolore o ferisce malgrado sia stata
minuziosamente controllata, la gengiva si sta ritirando e sta
assumendo una forma più stretta, anche se a occhio nudo tutto
sembra invariato. La protesi diventa sempre più fastidiosa e
si muove sempre di più. È il fenomeno detto “atrofia della
gengiva”. In questo caso, un tipo di protesi può risolvere
il problema grazie a una base morbida. Utilizzata soprattutto
per la protesi inferiore, la base morbida è un cuscinetto che
fa parte della dentiera; porosa, la base aderisce meglio a ciò
che resta della gengiva, migliora la stabilità della protesi
e irrita molto meno le mucose. La base morbida non è i grado
però di arrestare il processo di ritiro della gengiva, la cui
forma e spessore si modificano in continuazione. Perché la
base morbida apporti un confort costante nel tempo, la protesi
dovrà essere controllata tutti gli anni, e la base sostituita
secondo necessità. Data la sua consistenza porosa, tuttavia,
la base morbida è meno facile da pulire, e anche in questo
caso la visita periodica dal dentista previene i problemi
collegati all’igiene.
La protesi si muove? Pensate agli impianti
Fate fatica a masticare? Le gengive non tollerano più le
verdure crude? La protesi si muove e vi provoca dei
microtraumi? Le vostre gengive diventano sempre più
atrofiche? Può darsi che siate i candidati ideali alle
protesi su impianto. Gli impianti non sono altro che radici
artificiali, sulle quali viene fissata la vostra protesi
dentaria che può a questo punto farvi ritrovare una
masticazione efficace e confortevole. Inseriti da un dentista
specializzato in implantologia, i pochi impianti
che servono da punto di ancoraggio della vostra
protesi le garantiscono tutta la stabilità desiderata.
Consigli
igienici
La placca dentaria è una pellicola batterica invisibile
che si forma gradualmente non solo nei denti naturali,
ma anche sulle protesi dentarie. Una volta indurita, la
placca si trasforma in deposito calcareo, porta
d’ingresso ideale per i batteri. Irritazioni, malattie
delle gengive, problemi digestivi (stomatite batterica)
sono solo alcune delle conseguenze negative possibili
quando le condizioni igieniche della protesi sono
deficitarie. Per conservare la bocca in buona salute,
ottimizzare il confort e rispondere alle esigenze
estetiche, ecco qualche utile consiglio per la
manutenzione regolare della protesi parziale, completa,
o su impianti.
(1) Lo spazzolino
Lo spazzolino ideale per protesi è dotato di setole
morbide che consentono di raggiungere tutte le parti
della dentiera. Per facilitare la pulizia si può
ricorrere a un gel, a una pasta dentifricia non abrasiva
o semplicemente a un detergente dolce. Dopo ogni pasto,
spazzolare delicatamente tutta la superficie della
protesi, con particolare attenzione agli spazi
interdentali e alle parti che vengono a contatto con le
gengive. Uno spazzolamento troppo vigoroso o l’impiego
di una pasta abrasiva o di uno spazzolino a setole dure
compromettono la dentiera in quanto provocano perdita di
lucidità dei denti artificiali, usura prematura della
protesi, riduzione della parte acrilica con conseguente
peggior adattamento della dentiera alla bocca. Una
superficie acrilica graffiata da un prodotto abrasivo
trattiene più facilmente la saliva la quale, a sua
volta, trattiene gli alimenti formando delle macchie.
Conseguenza: la manutenzione della protesi diventa molto
più difficile. Spazzolate delicatamente anche la
lingua, le gengive e il palato con uno spazzolino
morbido e umido. Un massaggio di un minuto al giorno
attiva la circolazione sanguigna locale e contribuisce a
mantenere il tono gengivale, liberando inoltre la bocca
dai batteri.
(2)
Il risciacquo
Prima di rimetterla in bocca, sciacquate sempre la
protesi a fondo sotto un getto di acqua tiepida. Questa
buona abitudine vi impedirà tra l’altro di
“mangiare” le soluzioni detergenti. Sciacquate
frequentemente anche la bocca per sbarazzarla dei
batteri, l’alito sarà molto più fresco. |