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La luce laser è molto più
efficace rispetto alle fonti di luce convenzionali perché
il laser produce un fascio intenso, stretto e concentrato
di luce formata da una singola lunghezza d’onda; per
contro, le fonti tradizionali di luce impiegate in
odontoiatria, per esempio le lampade ad arco di plasma –
forniscono un continuum di luce che comprende tutto lo
spettro, comprese le lunghezze d’onda infrarosse
(calore) e ultraviolette. In altre parole, il laser è in
grado di produrre esattamente la lunghezza d’onda
richiesta per la specifica applicazione, consentendo di
ottenere i risultati voluti con minor potenza e in un
periodo più breve di tempo. E non solo: in confronto
all’elettrocoagulazione e alle luci ad alta velocità, i
laser garantiscono al paziente un ambiente molto più
sicuro.
Laser: è vero che non si prova dolore?
Sì, è vero. Nella maggior parte delle applicazioni il
dolore è completamente eliminato oppure, nel peggiore dei
casi, significativamente ridotto grazie alla possibilità
di un controllo preciso e selettivo. Il ricorso
all’anestesia è quindi molto, molto raro. In moltissime
procedure odontoiatriche, il laser minimizza la presenza
di batteri pericolosi nella cavità orale, elimina il
sanguinamento perché cauterizza mentre taglia, e riduce
il dolore - tanto che sono innumerevoli le procedure che
grazie al laser si effettuano senza la minima anestesia.
Questo è dovuto anche alla velocità di pulsazione
(frequenza), alla minima profondità di penetrazione, al
minimo trasferimento di calore (lunghezze d’onda
selezionate) ai tessuti circostanti. Oltre naturalmente a
tempi di guarigione molto più rapidi, a un minore
gonfiore e a una minore infiammazione postoperatori, tutti
fattori che contribuiscono a ridurre il fastidio associato
con il processo di guarigione.
Quali sono i vantaggi dell’odontoiatria con il
laser?
I vantaggi sono fondamentali e sono moltissimi. Sia per il
paziente, sia per il dentista.
| Vantaggi
per il dentista
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Vantaggi
per il paziente
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| Tessuti
Molli
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Tessuti
Molli
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| Emostasi
veloce e durevole |
Anestesie
ridotte al minimo |
| Campo
operatorio asciutto e pulito
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Terapie
meno invasive
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| Meno
stress
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Meno
suture
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| Meno
anestesie
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Meno
sensibilità postoperatoria
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| Risultati
estetici immediati
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Risultati
estetici immediati
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| Accesso
ad aree confinate
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Rimozione
selettiva dei tessuti malati
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| Incisoni
di grande precisione
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Guarigione
più rapida
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| Sterilizzazione
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Minore
gonfiore, minore rischio di infezione
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| Tessuti
Duri
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Tessuti
Duri
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| Procedure
effettuate in un singolo intervento
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Nessuna
anestesia per la cura della carie
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| Otturazioni
più resistenti
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Conservazione
della struttura sana del dente
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| Minimizzazione
dei rischi di infezione
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Niente
aghi, niente trapano
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| Nessuna
microfrattura
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Nessuna
vibrazione
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| Ablazione
precisa del tessuto-bersaglio
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Rimozione
selettiva dei tessuti malati
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| Nessuna
vibrazione |
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| Nessun
tempo morto |
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Vantaggi
generali |
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Procedure
minimamente invasive |
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Procedure
più rapide |
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Decontaminazione
batterica |
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Sedute
più brevi |
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Meno
stress, meno ansia |
Che
cosa è possibile fare con il laser?
Gli usi approvati del laser in odontoiatria sono ormai
moltissimi; ecco un elenco di alcuni trattamenti:
-
frenulectomia/frenulotomia
-
solco
pre-impronta
-
trattamento
delle ulcerazioni aftose
-
esposizione
del/degli impianto/i
-
terapia
delle lesioni orali
-
diagnostica:
trans-illuminazione per la rilevazione di
microfratture cariose
-
fusione
dei tessuti, sostituisce le suture
-
chirurgia
laser-assistita dei lembi
-
pulpotomia
(rimozione di una parte della polpa dentale)
-
esposizione
dei denti non erotti
-
escissioni
e incisioni
-
incisioni
e drenaggio di ascessi
-
riduzione
dell’ipertrofia gengivale
-
trattamento
del solco parodontale
-
vestibuloplastica
-
allungamento
del tessuto coronale
-
papillectomia
-
trattamento
delle afte ulcerose
-
trattamento
della leucoplachia
-
rimozione
dei fibromi
-
attivazione
degli agenti sbiancanti
-
allungamento
del tessuto molle della corona
-
incisioni
ed escissioni gengivali
-
desensibilizzazione
del moncone vivo
-
biforcazioni
compromesse
-
vetrificazione
dei canali radicolari
Dal
dentista senza trapano?
Il
laser all‘erbium ha una grande efficacia nella
eliminazione della carie. Senza che si avverta dolore, la
parte cariata del dente viene letteralmente vaporizzata,
lasciando solo la parte sana. Il meccanismo di azione
infatti è molto selettivo e agisce solo sui tessuti
ricchi di acqua. La parte di dente malata ha infatti una
maggiore quantità di liquidi nel suo interno; la parte
sana invece, non attaccata dalla carie, si presenta ben
mineralizzata e con poca acqua. La superficie trattata con
il laser presenta poi una speciale rugosità, a crateri
lunari, che è ideale per l’adesione di otturazioni
estetiche.
Il
laser e la cura delle gengive
Il laser ha costituito un interessante aiuto sia nei
casi meno gravi, sia in quelli più complessi. Nei casi
meno gravi è stato possibile senza ricorrere alla
chirurgia ed eliminare le cosiddette tasche parodontali,
fino ad una profondità di tre-quattro millimetri. La
sonda del laser al neodimio o al diodo penetra nella
tasca ed elimina vaporizzandoli i batteri presenti e la
parete malata interna della tasca stessa. La gengiva
smette di sanguinare e i denti sono più saldi. In
genere si eseguono quattro applicazioni a distanza di una
settimana una dall’altra. Nei casi più gravi il laser
all‘erbium può costituire un importante aiuto per il
chirurgo. E’ infatti possibile, una volta aperta la
gengiva nella zona gravemente malata, eliminare i batteri
presenti e trattare la superficie di radice contaminata,
attivando anche il processo
di guarigione del corpo. Quindi si può applicare un
materiale di innesto come per esempio osso sintetico o
osso del paziente stesso, ecc. Molto utile secondo alcuni
chirurghi è l‘utilizzo di concentrati di piastrine che
sono dei piccoli corpuscoli presenti nel sangue. Il sangue
viene prelevato al paziente prima dell‘intervento e
concentrato mediante una centrifuga. La porzione con le
piastrine viene così separata dalle altre. In questo modo
si riescono ad utilizzare in alta concentrazione le
proteine che controllano la guarigione delle ferite. La
dimensione ridotta delle fibre ottiche assicura un accesso
semplice e ottimale alle tasche, la procedura
laser-assistita è molto più veloce rispetto ai metodi
tradizionali e causa minor perdita di sangue, meno dolore
post-operatorio e meno trauma rispetto al tradizionale
trattamento meccanico. Gli studi indicano che alcuni laser
specifici iniziano un processo di decontaminazione
batterica che porta a una ritardata ripopolazione di
batteri patogeni. La maggior parte dei pazienti adulti
potrebbe trarre grande beneficio da questo tipo di
trattamento, efficacissimo ma davvero minimamente
invasivo.
Il
laser si usa anche in implantologia?
Sì. In implantologia il laser può aiutare per
decontaminare i siti di inserimento dai batteri presenti e
per attivare il meccanismo di guarigione. Particolarmente
adatto sembra essere nel caso di impianti post estrattivi
con immediato carico protesico, cioè quando si vuole
inserire un nuovo dente su una nuova radice in titanio,
subito dopo avere estratto la radice dentale malata. In
pratica si estrae il dente malato o fratturato e si
decontamina l’alveolo vuoto con il raggio laser. Quindi
si inserisce l’ impianto e immediatamente il nuovo
dente. Si permette così nello stesso giorno una immediata
estetica eduna immediata capacità di
masticare.
Il
laser è adatto anche ai bambini?
Il laser è molto adatto per i bambini, ma anche
quando non si fanno volentieri le anestesie, come con le signore
in gravidanza o i cardiopatici, o semplicemente
per chi è molto pauroso o ansioso. Infatti,
qualche volta la paura di subire una piccola puntura può
tenere i giovani pazienti lontano dallo studio dentistico
trascurando così i controlli di igiene e la cura delle
carie. Mediante il raggio laser all’erbium, si può eliminare il tessuto cariato senza bisogno di utilizzare il
trapano e senza neppure dovere eseguire punture
anestetiche. Il bambino è spesso tranquillizzato dalla
assenza del trapano e talvolta anche un po’ incuriosito
dal vedere utilizzato uno strumento così moderno. E poi
non sente praticamente nulla. Ricordiamoci infatti che
è molto importante curare anche i dentini di latte.
Questo non solo per evitare mal di denti e infezioni, ma
anche per mantenere un buon allineamento dei denti.
Infatti i dentini di latte hanno anche la funzione di
mantenere la giusta
distanza tra i denti - spazio che sarà prezioso per poter
accogliere i futuri denti permanenti nella giusta
posizione. Perdendo precocemente un dentino di latte si può
avere la chiusura dello spazio tra i denti vicini, e
quindi la impossibilità del futuro dente permanente di
uscire correttamente in arcata. Inoltre
si può utilizzare il laser al neodimio o il laser al
diodo quando sono necessari piccoli interventi sulla
gengiva o sulle mucose dei bambini. Nel caso per esempio
si debba tagliare il frenulo labiale, cioè quel legamento
che talvolta unisce in modo troppo rigido il labbro
all’arcata dentaria, oppure se deve essere
“scappucciato” un dente con difficoltà di eruzione,
cioè un dente permanente che non riesce spontaneamente ad
affiorare dalla gengiva, o che deve essere collegato a un
attacco ortodontico per essere dolcemente trascinato nella
giusta posizione. Anche in questo caso, senza bisogno di
eseguire punture, al massimo passando un gel sulla zona da
operare, un minuto prima di iniziare. E senza che poi ci
sia sanguinamento perché il laser utilizzato in questi
casi taglia eseguendo nello stesso tempo la cosiddetta
emostasi, insomma taglia “seccando” nello stesso tempo
la ferita. Il sanguinamento dopo un intervento
tradizionale infatti talvolta spaventa il bambino più
dell’ intervento stesso!
Che
cosa sono i laser a basso livello?
Relativamente nuovi nel mondo dell’odontoiatria, i laser
a basso livello vengono impiegati da anni in medicina
sportiva, in pediatria, fisioterapia e controllo del
dolore. Strumenti non chirurgici, questi laser si sono
dimostrati molto efficaci nel ridurre la sensibilità e
promuovere la guarigione in molte procedure
odontoiatriche, nel trattamento dei disturbi
temporo-mandibolari. L’uso comune in odontoiatria
comprende l’accelerazione della guarigione
post-estrazione, la sensibilizzazione dei nervi (pre-estrazione),
l’identificazione di condizioni infiammatorie della
polpa dei denti nei trattamenti endodontici. Può
consentire di evitare l’anestesia per chi non tollera
l’igiene dentale professionale. Sono adatti anche per
l’efficace trattamento delle ulcere aftose.
ultimo aggiornamento: 07/07/2009
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