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Carico immediato su impianti ruvidi trattati con
acido nelle selle posteriori della mandibola e mascella: controllo
a un anno in uno studio multicentrico di tre anni... continua |
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Impianto osteointegrato per
la sostituzione del singolo dente: uno studio multicentrico
retrospettivo sull'uso routinario nella pratica privata... continua
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Home / Mini-Impianti
Dentali / Una nuova vita
Dalla
dentiera al mini-impianto: una nuova vita…
L’immagine
a destra schematizza una dentiera
inferiore tenuta in posizione da 4
mini-impianti. A differenza dagli impianti
tradizionali, i mini-impianti possono venire
inseriti nell’osso in una procedura che dura meno
di un ora e che in genere non richiede
l’incisione delle gengive. I mini-impianti
sono molto piccoli e composti di una resistente
lega al titanio che si integra molto bene
nell’osso. Una volta inseriti i mini-
impianti, la dentiera (in genere la vecchia
dentiera del paziente) viene rimessa in
posizione grazie a microscopici spazi che
contengono un o-ring che scivola sopra i
mini-impianti. La dentiera viene fissata nella
posizione corretta al di sopra dei mini-impianti
e il paziente può immediatamente applicarla e
usarla senza problemi quando lascia lo studio
del dentista al termine della procedura. Il
costo di questa procedura è molto inferiore
rispetto a quello dell’ancoraggio della
dentiera sugli impianti convenzionali, questo
perché il processo chirurgico è più breve
e molto meno invasivo, e può essere in
linea di massima adatto a qualsiasi paziente in
qualsiasi condizione medica.
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I
mini-impianti dentali risalgono al 1970, ma solo
nell’aprile del 1999 la FDA (Food and Drug Administration)
americana li ha approvati come soluzione a lungo termine.
I mini-impianti sono disponibili in vari diametri, la cui
scelta da parte del dentista è determinata dalla quantità
di osso disponibile per trattenere l’impianto, e dalla
sua densità. La lunghezza (in genere 4 mm per un
mini-impianto del diametro di 1.8 mm) dipende invece dalla
densità dell’osso corticale: più è denso, più corta
sarà la vite. Il mini-impianto dentale per la
stabilizzazione della protesi mobile inferiore consiste
in genere in 4 mini-impianti posti nella parte anteriore
della mascella, ma esiste anche un altro tipo di
mini-impianto, dal diametro ancora più ridotto e
disponibile in lunghezze diverse, che si impiega di solito
quando la densità ossea è bassa. È usato soprattutto
per la stabilizzazione della protesi mobile superiore.
Basta
poco per inserire un mini-impianto dentale, e i risultati
possono essere davvero sorprendenti. Da subito, si parla
meglio, si mangia meglio, si ride e si sorride senza
stress. Di colpo scompaiono tutti i problemi
imbarazzanti: le particelle di cibo che finiscono
intrappolate nella dentiera, il cosiddetto “alito da
dentiera” , i rumori “sospetti”…
I
mini-impianti sono adatti al cosiddetto carico
immediato, questo significa che al termine della
procedura, in una sola seduta, il paziente può
lasciare lo studio del dentista con una protesi mobile
(dentiera) stabile. Spesso, ma non sempre, i mini-impianti
possono essere inseriti nell’osso senza tagli e
incisioni della gengiva, con una semplice puntura di
anestetico locale direttamente sulla posizione delle
gengive dove verrà inserito ciascun impianto. La vecchia
dentiera può essere adattata al nuovo mini-impianto e il
paziente può usarla subito, senza dover aspettare mesi
perché si completi la osteointegrazione. Inoltre, i
mini-impianti sono in moltissimi casi la soluzione ideale
per quei pazienti inadatti all’inserimento di impianti
convenzionali a causa, per esempio, di una insufficienza
dell’osso. L’intera procedura (inserimento
degli impianti e aggancio della dentiera) dura
normalmente circa 90 minuti, non è dolorosa e ha un
post-operatorio assolutamente tollerabile.
A
titolo di esempio, descriviamo la procedura
della più comune applicazione dei mini-impianti
dentali, cioè la stabilizzazione di una protesi
mobile inferiore. La cresta è sufficientemente
ampia e non c’è bisogno di incidere la
gengiva. Il dentista stabilisce la posizione
corretta per ciascuno dei mini-impianti e ne
segna la posizione sull’arcata con un
pennarello indelebile. Si pratica l’anestesia
locale nelle gengive direttamente sul punto
contraddistinto dal pennarello. Il dentista
inizia a trapanare la gengiva spingendosi
nell’osso, con una punta molto piccola montata
su un trapano a bassa velocità. Una volta
trapanato il foro pilota, ha inizio la procedura
di inserimento del mini-impianto attraverso la
gengiva nel foro appena creato dal trapano. Ogni
mini-impianto viene attentamente allineato
rispetto al foro pilota e viene avvitato
manualmente e poi per mezzo di una chiavetta che
agisce anche come cacciavite, fino a quando la
resistenza diventa troppo elevata e bisogna
passare a una chiave a cricco che viene
lentamente girata fino a quando l’impianto è
completamente in posizione. Sulla protesi del
paziente vengono segnate con un apposito
pennarello le posizioni relative a ciascun
mini-impianto, in corrispondenza delle quali
verrà creato con il trapano un pozzetto che
contiene un alloggiamento metallico al quale la
protesi mobile verrà fissata. La protesi, che
ora è molto salda, verrà rimossa dal paziente
ogni giorno per l’igiene orale, e poi, con un
semplice gesto, rimessa in posizione.
I
mini-impianti vengono “avvitati” saldamente all’osso
cosicché l’integrazione è immediata, anche se a
livello microscopico il processo di osteointegrazione
prosegue per mesi dopo l’inserimento iniziale del
mini-impianto. Inoltre, poiché come detto questa
procedura richiede poca chirurgia, le controindicazioni
sono molto scarse. La decisione riguardo alla necessità
di effettuare un’incisione prima dell’inserimento dei
mini-impianti, e il successivo ricorso ai punti dopo
l’inserimento, viene presa singolarmente, caso per caso,
in funzione della forma dell’osso e dalla forma della
cresta, critica soprattutto se il paziente è rimasto per
molti anni senza denti frontali. Per ovviare a questo
problema e per consentire la osteointegrazione per la
massima lunghezza ottenibile, il dentista pratica
un’incisione che gli consente di visualizzare l’osso e
la cresta, di correggerne leggermente la forma e infine di
praticare i fori pilota nella posizione precisa.
Naturalmente, il ricorso all’incisione non preclude
il carico immediato dell’impianto al termine della
procedura, e come in tutti gli altri casi, il paziente
lascia lo studio del dentista con il lavoro terminato.
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ultimo aggiornamento: 07/07/2009
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