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Quando invece vi è una
differenza tra la posizione reciproca delle
arcate o una discrepanza tra il volume di una
di esse rispetto all’ altra, si ha una malocclusione
scheletrica.
Se
l’arcata superiore è troppo piccola e /o
arretrata rispetto a quella inferiore, questo
difetto prende il nome di malocclusione di
terza classe, un tipo di situazione che
normalmente hanno animali da presa come il
bulldog o il pesce pirańa. Se invece
l’arcata superioe è troppo sporgente e/o la
mandibola è troppo piccola si ha la seconda
classe, normalmente presente nei roditori.
E’
ormai dimostrato che queste patologie hanno
effetti anche su tutto il sistema posturale.
Infatti dobbiamo immaginare che il nostro
corpo sta in equilibrio quando tutto il
cosidetto sistema posturale è bilanciato.
L’ appoggio plantare, l’articolazione del
ginocchio, l’articolazione sacrale, la
colonna vertebrale, l’articolazione delle
spalle, w i muscoli del collo collegati alla
testa e alla mandibola partecipano tutti
assieme a questo equilibrio con continue
tensioni e rilassamenti di tutti i muscoli
interessati.
Nel
paziente in terza classe, con la mandibola
sporgente, la posizione della testa dovrà
essere leggermente spostata all‘ indietro
sbilanciando tutto i sistema e spostando il
suo baricentro indietro. Nel caso di paziente
con la mascella sporgente in avanti anche la
testa si inclinerà in avanti. La posizione
del corpo non equilibrata porta con facilità
a dolori causati dai muscoli che
dovranno lavorare moltissimo per ribilanciare
continuamente questo scompenso. Da una
parte si assiste alla comparsa di dolori
muscolari in zone ben lontane dai denti come
per esempio cefalee, dolori al collo o ai
muscoli delle gambe o sotto i piedi. Dall’
altra si potrà accertare con appositi
strumenti una instabilità della posizione
eretta (pedana stabilometrica) o un appoggio
del piede non bilanciato (podometro).
Le
cause che determinano queste anomalie
delle arcate dentarie possono essere
moltissime. Per esempio una respirazione orale
del bambino causata da adenoidi edematose con
una crescita ridotta delle vie aeree nasali e
quindi del mascellare. Oppure alcuni vizi come
un uso eccessivo e prolungato del ciuccio o il
succhiamento del dito che possono modificare
la crescita della volta palatina e facilitare
una deviazione del setto nasale e quindi di
nuovo una cattiva respirazione nasale.
Possiamo però intervenire con apparecchi
ortodontici funzionali, cioè dispositivi
che agendo proprio sulla forza dei muscoli
masticatori o della lingua possono compensare
le discrepanze di crescita delle arcate,
oppure con dispositivi che cercano di
guidare la crescita delle arcate nella
direzione corretta.
Per
gli stessi motivi di reciprocità, la causa
scatenante può viceversa essere una posizione
posturale sbagliata, derivata da cause
lontane dalla bocca, come per esempio una
anomalia dell’appoggio del piede e che di
nuovo può disturbare tutto il sistema
posturale, compreso il rapporto tra le arcate.
Appositi test ci possono aiutare a capire se
la causa principale è odontoiatrica
(patologie discendenti) o plantare
(patologie ascendenti). Possiamo verificare il
normale funzionamento dei muscoli del corpo
mediante l‘esecuzione di piccoli esercizi di
test osservando che variazioni avvengono, per
esempio eseguendoli
a bocca chiusa o impedendo il contatto
tra i denti, inserendo degli appositi spessori
tra i denti, oppure che differenze ci sono
eseguendoli in posizione sdraiata oppure in
piedi e quindi con l’ appoggio dei piedi sul
pavimento. La capacità di ruotare le gambe, i
riflessi posturali, la stessa forza dei
muscoli varieranno a seconda della condizione
esaminata.
Talvolta
dovremo agire sull’occlusione mediante l’ortodonzia
o con una terapia occlusale con l’ ausilio
di dispositivi temporanei da tenere in bocca (bite).
Altre volte, collaborando con l’osteopata o
l‘ortopedico per migliorare la postura o
l’appoggio plantare. Difficilmente un piano
di cura che agisca su una parte del sistema
posturale, occlusione dei denti o corretto
appoggio plantare, potrà avere successo senza
tener conto di tutti i fattori coinvolti.
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