Endodonzia

By 29 Maggio 2017Luglio 3rd, 2017Articoli Informativi

Il trattamento dei canali
In endodonzia, il trattamento del canale consiste nell’eliminare dal dente la polpa infetta, rovinata o senza vita. Ricordiamo che i denti sono composti da tre strati duri:

  • lo smaltola
  • dentina
  • il cemento

Lo spazio all’interno di questi strati si chiama canale. Il canale contiene la polpa, un tessuto molle che circonda i nervi e i vasi sanguigni e consente al dente di svilupparsi. Quando la crescita è terminata il dente può sopravvivere senza polpa, ma se la polpa è infetta deve essere eliminata. Questo trattamento di rimozione si chiama trattamento del canale, o endodontico. La polpa del dente può venire danneggiata dalla fessurazione dello smalto, da una carie profonda o da un trauma: in questi casi i batteri penetrano nel dente e infettano la polpa, provocando infiammazione e talvolta anche dolore. Tuttavia, la polpa si può infettare e può morire anche senza causare alcun male. Il dentista che esamina il paziente potrà osservare alcune variazioni nella tinta del dente, nell’aspetto delle gengive oppure nell’osso o alla radice del dente, grazie a una radiografia.

Talvolta, se il dente è molto danneggiato è possibile che la polpa non sopravviva, ma quasi sempre il trattamento del canale può ridurre o addirittura impedire ai sintomi di manifestarsi, permettendo di salvare il dente.

La procedura
1 attorno al dente da trattare viene posta una protezione, per impedire l’accesso ai batteri contenuti nella saliva
2 eventualmente si può praticare l’anestesia locale
3 viene praticata una piccola apertura nel dente per accedere al canale e alla polpa danneggiata
4 la polpa viene rimossa, il canale viene pulito e allargato con strumenti di precisione
5 il canale viene riempito e sigillato con materiale di aspetto simile alla gomma
6 il dente viene otturato con una chiusura temporanea o definitiva

Il trattamento del canale può richiedere una o più visite, in funzione della complessità anatomica e dell’estensione del danno presente nella polpa. Talvolta, se l’infezione si è estesa passando dal dente all’osso provocando un ascesso, l’infezione deve venire drenata prima dell’otturazione. Il dente può restare sensibile per 1-2 settimane, ma è molto raro provare dolore intenso o infiammazione. Per assomigliare a un dente naturale, il dente trattato deve venire restaurato con un’otturazione o con una corona. Un dente posteriore sarà più adatto a una corona, perché esercita una grande pressione durante la masticazione. Se quanto rimane del dente naturale non è sufficiente, si può ricorrere a un perno per mantenere in posizione la corona. Un dente decolorato può esser sbiancato o ricoperto da una corona o da una faccetta.

Anche se nella maggior parte dei casi il trattamento del canale non richiede ulteriori interventi, è possibile che si imponga la necessità di una seconda fase. In questo caso viene rimossa l’otturazione per pulire nuovamente il canale, che verrà preparato e otturato. Se invece il trattamento del canale non può essere praticato o non ha prodotto i risultati sperati bisognerà ricorrere alla chirurgia, che serve a verificare che all’estremità del canale non vi siano fessurazioni o fratture, a rimuovere le parti del canale che non è possibile pulire durante un trattamento convenzionale, e infine a eliminare i residui di un’infezione che non può essere convenzionalmente curata.

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