Come si sceglie il dentista

By 29 Maggio 2017Luglio 3rd, 2017Articoli Informativi

Simbolo stesso dell’igiene e della seduzione, i denti sono la chiave del sorriso e rivestono un’importanza fondamentale nella vita di relazione. Il dentista svolge un ruolo analogo a quello del medico, e il suo compito consiste nel prevenire e curare i problemi dei denti e delle gengive. Ecco i criteri di base per la scelta e la valutazione del dentista di fiducia.

Cortesia e correttezza: per la natura stessa delle sue prestazioni, tanto temute da adulti e bambini, il dentista è in primo luogo una persona tranquilla e paziente, gentile e capace di mettere a proprio agio il paziente. Qualunque sia l’argomento trattato, il dentista è in grado di spiegare in termini semplici e chiari il piano terapeutico, le possibili alternative, i costi e le implicazioni di ciascun trattamento proposto. Per i trattamenti più complessi e innovativi, il dentista è in grado di dimostrare concretamente la sua esperienza e i risultati ottenuti con altri casi analoghi;

igiene: il dentista e i suoi assistenti rispettano tutti i requisiti igienici, dall’impiego di guanti monouso, mascherina e copricapo, fino alla sterilizzazione di ogni singolo strumento, che prevede tre fasi distinte: la detersione, la sterilizzazione a freddo in apposite soluzioni, e infine la sterilizzazione in autoclave. Se lo studio si presenta in disordine e poco curato nelle infrastrutture, ci sono buone probabilità che il resto non sia di qualità migliore;

Preventivi: il preventivo, soprattutto se riguarda interventi importanti, deve essere scritto e particolareggiato sia in termini di prestazioni, sia di materiali, e deve essere chiaro anche per quanto riguarda l’eventuale evoluzione di parti difficili da preventivare. Importante è anche la garanzia di durata, che in genere si riferisce a dati stabilmente condivisi dalla comunità scientifica e riferiti a soggetti sani: corone oro-porcellana 7-12 anni, otturazioni estetiche 7 anni, impianti 12-15 anni.

Diritti del paziente, doveri del curante: la Carta di Firenze

Il 31 marzo 2005 ha visto la luce nel nostro Paese un nuovo modo di intendere la relazione tra paziente e curante, promosso da numerosi enti scientifici e dall’Ordine dei Medici. Ecco i 15 punti essenziali:

i 15 punti della Carta di Firenze

  1. La relazione fra l’operatore sanitario e il paziente deve essere tale da garantire l’autonomia delle scelte della persona.
  2. Il rapporto è paritetico; non deve, perciò, essere influenzato dalla disparità di conoscenze (comanda chi detiene il sapere medico, obbedisce chi ne è sprovvisto), ma improntato alla condivisione delle responsabilità e alla libertà di  critica.
  3. L’alleanza diagnostico/terapeutica si fonda sul riconoscimento delle rispettive competenze e si basa sulla lealtà reciproca, su un’informazione onesta e sul rispetto dei valori della persona.
  4. La corretta informazione contribuisce a garantire la relazione, ad assicurarne la continuità ed è elemento indispensabile per l’autonomia delle scelte del paziente.
  5. Il tempo dedicato all’informazione, alla comunicazione e alla relazione è tempo di cura.
  6. Una corretta informazione esige un linguaggio chiaro e condiviso. Deve, inoltre, essere accessibile, comprensibile, attendibile, accurata, completa, basata sulle prove di efficacia, credibile ed utile (orientata alla decisione). Non deve essere discriminata in base all’età, al sesso, al gruppo etnico, alla religione, nel rispetto delle preferenze del paziente.
  7. La chiara comprensione dei benefici e dei rischi (effetti negativi) è essenziale per le scelte del paziente, sia per la prescrizione di farmaci o di altre terapie nella pratica clinica, sia per il suo ingresso in una sperimentazione.
  8. La dichiarazione su eventuali conflitti di interesse commerciali o organizzativi deve far parte dell’informazione.
  9. L’informazione sulle alternative terapeutiche, sulla disuguaglianza dell’offerta dei servizi e sulle migliori opportunità diagnostiche e terapeutiche è fondamentale e favorisce, nei limiti del possibile, l’esercizio della libera scelta del paziente.
  10. Il medico con umanità comunica la diagnosi e la prognosi in maniera completa, nel rispetto delle volontà, dei valori e delle preferenze del paziente.
  11. Ogni scelta diagnostica o terapeutica deve essere basata sul consenso consapevole. Solo per la persona incapace la scelta viene espressa anche da chi se ne prende cura.
  12. Il medico si impegna a rispettare la libera scelta dell’individuo anche quando questa sia in contrasto con la propria e anche quando ne derivi un obiettivo pregiudizio per la salute, o, perfino, per la vita del paziente. La continuità della relazione viene garantita anche in questa circostanza.
  13. Le direttive anticipate che l’individuo esprime sui trattamenti ai quali potrebbe essere sottoposto qualora non fosse più capace di scelte consapevoli, sono vincolanti per il medico.
  14. La comunicazione multidisciplinare tra tutti i professionisti della Sanità è efficace quando fornisce un’informazione coerente ed univoca. I dati clinici e l’informazione relativa alla diagnosi, alla prognosi e alla fase della malattia del paziente devono circolare tra i curanti. Gli stessi criteri si applicano alla sperimentazione clinica.
  15. La formazione alla comunicazione e all’informazione deve essere inserita nell’educazione di base e permanente dei professionisti della Sanità.

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