Impianti in ossido di zirconio. Biocompatibili, resistenti e senza metalli.

By 29 Maggio 2017Luglio 3rd, 2017Implantologia osteointegrata

Impianti in ossido di zirconio, una valida alternativa di qualità al titanio.

L’implantologia osteointegrata è una disciplina in costante evoluzione, sia sotto il profilo delle tecniche chirurgiche sia sotto quello dei materiali. Su questo fronte, il titanio è certamente un materiale di alta qualità, biocompatibile, che non dà rigetto e che si integra totalmente con l’osso. Le stesse caratteristiche si ritrovano anche negli impianti in ossido di zirconio (o zirconia), un materiale non metallico, completamente biocompatibile, che si presenta nel colore naturale dei denti e che apre interessanti prospettive ai pazienti sensibili o allergici ai metalli, oppure particolarmente interessati a ottenere un risultato estetico di qualità. Con gli impianti in ossido di zirconio, infatti, si evita l’ombra scura dell’impianto in titanio che traspare dal tessuto molle e si ottengono protesi estetiche di livello superiore.

Ovviamente la scelta dell’impianto e del materiale più adatti al singolo caso è una valutazione da fare con lo specialista, perché è sconsigliato l’inserimento di impianti in zirconio su selle gengivali libere o su arcate completamente prive di denti. Al di là di queste considerazioni, grazie alle sue caratteristiche meccaniche l’ossido di zirconio è un materiale ideale per realizzare impianti. La resistenza alla flessione e alla rottura dell’ossido di zirconio è tre volte superiore a quella del titanio e due volte a quella dell’ossido di alluminio, ed è quindi più stabile del titanio. Inoltre, lo zirconio impedisce la propagazione di microfratture, fattore che favorisce un’elevata stabilità primaria e garantisce ottimi risultati. Molto buono anche il livello di osteointegrazione: le evidenze scientifiche dimostrano che lo zirconio si àncora stabilmente all’osso, con risultati di integrazione ossea paragonabili a quelli ottenuti con gli impianti in titanio. Inoltre, l’altezza gengivale rimane stabile per un lungo periodo di tempo.

È invece più “delicata” la fase di guarigione, durante la quale è necessario proteggere gli impianti in ossido di zirconio da un carico eccessivo, o con placche di protezione, oppure applicando i princìpi del carico immediato.
È importante che il paziente indossi le placche di protezione giorno e notte per il periodo necessario a proteggere l’impianto da un’eccessiva pressione da parte di lingua e guance (dalle 6 alle 8 settimane), in caso contrario si rischia di ottenere una guarigione solo a livello dei tessuti connettivi.

Subito dopo l’inserimento si può protesizzare l’impianto, facendo però in modo che le corone e i ponti provvisori abbiano un volume ridotto rispetto a quello dei denti naturali in modo che questi ultimi possano proteggere gli impianti e la protesi provvisoria.

Gli impianti in ossido di zirconio sono stati scientificamente testati da prestigiosi istituti italiani ed europei, tra cui l’Università di Dresda, l’Università di Colonia e di Belgrado, la Clinica Odontoiatrica e Stomatologica dell’Università degli Studi di Milano. Gli studi hanno dimostrato una sopravvivenza degli impianti del 97%, percentuale simile a quella degli impianti in titanio.

 

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