Basta trapano!

By 29 Maggio 2017Luglio 3rd, 2017Laserterapia

Basta trapano, contro le carie ora c’è un laser indolore

Il vecchio, terribile trapano va in pensione. E con lui la lunga e temibile siringa per le iniezioni di anestetico nelle gengive. Grazie alla tecnologia il dentista è ora un amico che non fa più paura.

Per curare le carie ormai c’è il laser all’herbium. Si tratta di uno strumento, nato in ambito militare per la guida dei missili intelligenti e la difesa missilistica satellitare, che ha trovato nella vita quotidiana una meravigliosa applicazione. Consente infatti di asportare dentina e smalto cariato senza intaccare la parte sana del dente.

Il laser elimina in effetti solo e soltanto la parte malata concentrandovi un sottile raggio di luce di intensità variabile a comando. La carie viene eliminata da una tempesta di micro esplosioni che rimodellano la superficie del dente. Il paziente? Sente un leggero crepitare, ma non avverte il minimo dolore. Al contrario, l’odiatissimo trapano di ormai antica memoria doveva come noto scavare solchi e cavità e preparare così lo spazio per l’otturazione. Oggi, questa procedura invasiva e penosa è sostituita dal laser. Il quale esegue automaticamente preparazioni che non agiscono sul tessuto sano.

Permette quindi otturazioni molto più piccole e molto più rispettose del dente. In questo modo si evitano tante devitalizzazioni prima necessarie.

Ma la magia, se così si può definire ciò che invece è scienza, è che il dente non percepisce il trattamento laser. Anche in caso di carie importanti è possibile asportare il tessuto malato e impiantare la nuova otturazione estetica senza iniezioni di anestetico e senza dolore. Tutto ciò consente peraltro di accordare i tempi e, dunque, di fare più otturazioni nella stessa seduta.

La superficie del dente trattata con il laser presenta inoltre una particolare struttura a cratere lunare che permette un’ottima adesione dei nuovi materiali estetici. Nelle numerose nicchie presenti sulla superficie del dente si può infatti applicare uno strato molto fluido di resina sulla quale incollare la nuova otturazione. La cui forza di adesione è tale da rendere difficilissimi distacchi o rotture.

 

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