Tutto sul laser (II parte)

By 29 Maggio 2017Luglio 3rd, 2017Laserterapia

Il laser, acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, emette delle vibrazioni luminose simultanee – aventi la stessa frequenza e in fase – concentrate in un fascio molto stretto in grado di liberare un forte calore in un punto molto preciso (tessuto-bersaglio) provocando, secondo il caso, una sezione (taglio), una coagulazione o una vaporizzazione; inoltre, può eliminare la carie e gli altri tessuti malati della bocca e distruggere i batteri e gli altri patogeni presenti nel cavo orale. Il suo versatile uso in odontoiatria è di grande beneficio per i pazienti sia per gli interventi sui tessuti molli (pelle, gengive, lesioni orali), sia per quelli sui tessuti duri (denti, radici).

Quanto è sperimentata la tecnologia laser?

I laser sono usati da anni in odontoiatria generale e da più di 25 anni nelle sale operatorie di tutto il mondo per compiere procedure chirurgiche complesse e critiche in oftalmologia, neurochirurgia, otorinolaringoiatria, dermatologia.

Laser: sono sicuri?

Sì, nelle mani di un dentista qualificato e addestrato. Anzi, in alcuni casi, confrontando il laser con gli strumenti odontoiatrici tradizionali, si osserva una riduzione o addirittura una minimizzazione del rischio di danno ai tessuti circostanti grazie alla precisione incomparabile, al controllo specifico delle potenze, alla durata dell’esposizione.
La luce laser è molto più efficace rispetto alle fonti di luce convenzionali perché il laser produce un fascio intenso, stretto e concentrato di luce formata da una singola lunghezza d’onda; per contro, le fonti tradizionali di luce impiegate in odontoiatria, per esempio le lampade ad arco di plasma – forniscono un continuum di luce che comprende tutto lo spettro, comprese le lunghezze d’onda infrarosse (calore) e ultraviolette. In altre parole, il laser è in grado di produrre esattamente la lunghezza d’onda richiesta per la specifica applicazione, consentendo di ottenere i risultati voluti con minor potenza e in un periodo più breve di tempo. E non solo: in confronto all’elettrocoagulazione e alle luci ad alta velocità, i laser garantiscono al paziente un ambiente molto più sicuro.

Laser: è vero che non si prova dolore?

Sì, è vero. Nella maggior parte delle applicazioni il dolore è completamente eliminato oppure, nel peggiore dei casi, significativamente ridotto grazie alla possibilità di un controllo preciso e selettivo. Il ricorso all’anestesia è quindi molto, molto raro. In moltissime procedure odontoiatriche, il laser minimizza la presenza di batteri pericolosi nella cavità orale, elimina il sanguinamento perché cauterizza mentre taglia, e riduce il dolore – tanto che sono innumerevoli le procedure che grazie al laser si effettuano senza la minima anestesia. Questo è dovuto anche alla velocità di pulsazione (frequenza), alla minima profondità di penetrazione, al minimo trasferimento di calore (lunghezze d’onda selezionate) ai tessuti circostanti. Oltre naturalmente a tempi di guarigione molto più rapidi, a un minore gonfiore e a una minore infiammazione postoperatori, tutti fattori che contribuiscono a ridurre il fastidio associato con il processo di guarigione.

Quali sono i vantaggi dell’odontoiatria con il laser?

I vantaggi sono fondamentali e sono moltissimi. Sia per il paziente, sia per il dentista.

Vantaggi per il dentista Vantaggi per il paziente
Tessuti Molli Tessuti Molli
Emostasi veloce e durevole Anestesie ridotte al minimo
Campo operatorio asciutto e pulito Terapie meno invasive
Meno stress Meno suture
Meno anestesie Meno sensibilità postoperatoria
Risultati estetici immediati Risultati estetici immediati
Accesso ad aree confinate Rimozione selettiva dei tessuti malati
Incisoni di grande precisione Guarigione più rapida
Sterilizzazione Minore gonfiore, minore rischio di infezione
Tessuti Duri Tessuti Duri
Procedure effettuate in un singolo intervento Nessuna anestesia per la cura della carie
Otturazioni più resistenti Conservazione della struttura sana del dente
Minimizzazione dei rischi di infezione Niente aghi, niente trapano
Ablazione precisa del tessuto-bersaglio Rimozione selettiva dei tessuti malati
Nessuna microfrattura Nessuna vibrazione
Nessuna vibrazione
Nessun tempo morto
Vantaggi generali
Procedure minimamente invasive
Procedure più rapide
Decontaminazione batterica
Sedute più brevi
Meno stress, meno ansia

 

Che cosa è possibile fare con il laser?

Gli usi approvati del laser in odontoiatria sono ormai moltissimi; ecco un elenco di alcuni trattamenti:

  • rimozione della carie/preparazione della cavità. Senza anestesia nel 96% dei casi
  • endodonzia (preparazione dei canali)
  • curettage laser-assistito dei tessuti molli/detartaraggio dei solchi molari
  • ripristino del contorno dell’osso
  • rimozione selettiva del tessuto granulare
  • decontaminazione batterica
  • gengivectomia
  • gengivoplastica

  • frenulectomia/frenulotomia
  • solco pre-impronta
  • trattamento delle ulcerazioni aftose
  • esposizione del/degli impianto/i
  • terapia delle lesioni orali
  • diagnostica: trans-illuminazione per la rilevazione di microfratture cariose
  • fusione dei tessuti, sostituisce le suture
  • chirurgia laser-assistita dei lembi
  • pulpotomia (rimozione di una parte della polpa dentale)
  • esposizione dei denti non erotti
  • escissioni e incisioni
  • incisioni e drenaggio di ascessi
  • riduzione dell’ipertrofia gengivale
  • trattamento del solco parodontale
  • vestibuloplastica
  • allungamento del tessuto coronale
  • papillectomia
  • trattamento delle afte ulcerose
  • trattamento della leucoplachia
  • rimozione dei fibromi
  • attivazione degli agenti sbiancanti
  • allungamento del tessuto molle della corona
  • incisioni ed escissioni gengivali
  • desensibilizzazione del moncone vivo
  • biforcazioni compromesse
  • vetrificazione dei canali radicolari

Dal dentista senza trapano?

Il laser all‘erbium ha una grande efficacia nella eliminazione della carie. Senza che si avverta dolore, la parte cariata del dente viene letteralmente vaporizzata, lasciando solo la parte sana. Il meccanismo di azione infatti è molto selettivo e agisce solo sui tessuti ricchi di acqua. La parte di dente malata ha infatti una maggiore quantità di liquidi nel suo interno; la parte sana invece, non attaccata dalla carie, si presenta ben mineralizzata e con poca acqua. La superficie trattata con il laser presenta poi una speciale rugosità, a crateri lunari, che è ideale per l’adesione di otturazioni estetiche.

Il laser e la cura delle gengive

Il laser ha costituito un interessante aiuto sia nei casi meno gravi, sia in quelli più complessi. Nei casi meno gravi è stato possibile senza ricorrere alla chirurgia ed eliminare le cosiddette tasche parodontali, fino ad una profondità di tre-quattro millimetri. La sonda del laser al neodimio o al diodo penetra nella tasca ed elimina vaporizzandoli i batteri presenti e la parete malata interna della tasca stessa. La gengiva smette di sanguinare e i denti sono più saldi. In genere si eseguono quattro applicazioni a distanza di una settimana una dall’altra. Nei casi più gravi il laser all‘erbium può costituire un importante aiuto per il chirurgo. E’ infatti possibile, una volta aperta la gengiva nella zona gravemente malata, eliminare i batteri presenti e trattare la superficie di radice contaminata, attivando anche il processo di guarigione del corpo. Quindi si può applicare un materiale di innesto come per esempio osso sintetico o osso del paziente stesso, ecc. Molto utile secondo alcuni chirurghi è l‘utilizzo di concentrati di piastrine che sono dei piccoli corpuscoli presenti nel sangue. Il sangue viene prelevato al paziente prima dell‘intervento e concentrato mediante una centrifuga. La porzione con le piastrine viene così separata dalle altre. In questo modo si riescono ad utilizzare in alta concentrazione le proteine che controllano la guarigione delle ferite. La dimensione ridotta delle fibre ottiche assicura un accesso semplice e ottimale alle tasche, la procedura laser-assistita è molto più veloce rispetto ai metodi tradizionali e causa minor perdita di sangue, meno dolore post-operatorio e meno trauma rispetto al tradizionale trattamento meccanico. Gli studi indicano che alcuni laser specifici iniziano un processo di decontaminazione batterica che porta a una ritardata ripopolazione di batteri patogeni. La maggior parte dei pazienti adulti potrebbe trarre grande beneficio da questo tipo di trattamento, efficacissimo ma davvero minimamente invasivo.

Il laser si usa anche in implantologia?

Sì. In implantologia il laser può aiutare per decontaminare i siti di inserimento dai batteri presenti e per attivare il meccanismo di guarigione. Particolarmente adatto sembra essere nel caso di impianti post estrattivi con immediato carico protesico, cioè quando si vuole inserire un nuovo dente su una nuova radice in titanio, subito dopo avere estratto la radice dentale malata. In pratica si estrae il dente malato o fratturato e si decontamina l’alveolo vuoto con il raggio laser. Quindi si inserisce l’ impianto e immediatamente il nuovo dente. Si permette così nello stesso giorno una immediata estetica eduna immediata capacità di masticare.

Il laser è adatto anche ai bambini?

Il laser è molto adatto per i bambini, ma anche quando non si fanno volentieri le anestesie, come con le signore in gravidanza o i cardiopatici, o semplicemente per chi è molto pauroso o ansioso. Infatti, qualche volta la paura di subire una piccola puntura può tenere i giovani pazienti lontano dallo studio dentistico trascurando così i controlli di igiene e la cura delle carie. Mediante il raggio laser all’erbium, si può eliminare il tessuto cariato senza bisogno di utilizzare il trapano e senza neppure dovere eseguire punture anestetiche. Il bambino è spesso tranquillizzato dalla assenza del trapano e talvolta anche un po’ incuriosito dal vedere utilizzato uno strumento così moderno. E poi non sente praticamente nulla. Ricordiamoci infatti che è molto importante curare anche i dentini di latte. Questo non solo per evitare mal di denti e infezioni, ma anche per mantenere un buon allineamento dei denti. Infatti i dentini di latte hanno anche la funzione di mantenere la giusta distanza tra i denti – spazio che sarà prezioso per poter accogliere i futuri denti permanenti nella giusta posizione. Perdendo precocemente un dentino di latte si può avere la chiusura dello spazio tra i denti vicini, e quindi la impossibilità del futuro dente permanente di uscire correttamente in arcata. Inoltre si può utilizzare il laser al neodimio o il laser al diodo quando sono necessari piccoli interventi sulla gengiva o sulle mucose dei bambini. Nel caso per esempio si debba tagliare il frenulo labiale, cioè quel legamento che talvolta unisce in modo troppo rigido il labbro all’arcata dentaria, oppure se deve essere “scappucciato” un dente con difficoltà di eruzione, cioè un dente permanente che non riesce spontaneamente ad affiorare dalla gengiva, o che deve essere collegato a un attacco ortodontico per essere dolcemente trascinato nella giusta posizione. Anche in questo caso, senza bisogno di eseguire punture, al massimo passando un gel sulla zona da operare, un minuto prima di iniziare. E senza che poi ci sia sanguinamento perché il laser utilizzato in questi casi taglia eseguendo nello stesso tempo la cosiddetta emostasi, insomma taglia “seccando” nello stesso tempo la ferita. Il sanguinamento dopo un intervento tradizionale infatti talvolta spaventa il bambino più dell’ intervento stesso!

Che cosa sono i laser a basso livello?

Relativamente nuovi nel mondo dell’odontoiatria, i laser a basso livello vengono impiegati da anni in medicina sportiva, in pediatria, fisioterapia e controllo del dolore. Strumenti non chirurgici, questi laser si sono dimostrati molto efficaci nel ridurre la sensibilità e promuovere la guarigione in molte procedure odontoiatriche, nel trattamento dei disturbi temporo-mandibolari. L’uso comune in odontoiatria comprende l’accelerazione della guarigione post-estrazione, la sensibilizzazione dei nervi (pre-estrazione), l’identificazione di condizioni infiammatorie della polpa dei denti nei trattamenti endodontici. Può consentire di evitare l’anestesia per chi non tollera l’igiene dentale professionale. Sono adatti anche per l’efficace trattamento delle ulcere aftose.

 

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