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Impianto dentale con poco osso | Dott. Cesare Paoleschi

Impianto dentale con poco osso: le alternative possibili all’innesto osseo

Gli impianti dentali rappresentano una delle soluzioni più innovative ed efficaci per risolvere il problema della perdita di denti. Tuttavia, la realizzazione di un impianto dentale richiede una quantità adeguata di osso gengivale per garantire il successo dell’intervento. Ma cosa succede quando il paziente non dispone di sufficiente osso? E come si può ovviare a questa situazione?

Quanto Osso Serve per Fare un Impianto Dentale?

Per realizzare un impianto dentale, è fondamentale avere una base ossea sufficiente che possa supportare l’impianto stesso.

Generalmente, si parla di almeno 1 mm di osso intorno all’impianto, ma questa può variare a seconda della posizione nell’arcata dentale e delle specifiche tecniche adottate dal dentista.

Una buona densità ossea non solo garantisce il supporto fisico all’impianto ma favorisce anche l’integrazione dell’impianto nell’osso, un processo noto come osteointegrazione.

Come Fare un Impianto Dentale Senza Osso?

Quando il paziente presenta una mancanza di osso gengivale, esistono diverse tecniche per ovviare a questo problema.

Tra queste, la più comune è la rigenerazione ossea guidata (GBR), che prevede l’utilizzo di materiali biocompatibili per stimolare la crescita dell’osso nel sito dell’impianto.

Un’altra tecnica è l’utilizzo di impianti zigomatici, più lunghi dei tradizionali e ancorati all’osso zigomatico, per i casi di grave perdita ossea nella mascella superiore.

Come Aumentare l’Osso Gengivale?

Aumentare l’osso gengivale è possibile attraverso diverse procedure.

Oltre alla rigenerazione ossea guidata, esistono la sinus lift, indicata per aumentare l’osso nella mascella superiore, e l’innesto osseo autologo, che prevede il prelievo di osso da un’altra parte del corpo del paziente per essere inserito nella zona che necessita di maggiore supporto osseo.

Queste tecniche richiedono un’alta specializzazione e vengono scelte in base alla specifica situazione del paziente.

Cosa è la Recessione Ossea

La recessione ossea è un processo patologico che comporta la perdita di osso attorno ai denti o nell’area dove i denti sono stati persi.

Questa condizione può essere causata da diversi fattori, come la malattia parodontale, traumi, o come effetto collaterale della perdita dei denti.

La recessione ossea può compromettere la stabilità dei denti rimanenti e rendere più complessa la realizzazione di impianti dentali.

Perdita Ossea Dentale: Sintomi

La perdita ossea dentale può manifestarsi con diversi sintomi, tra cui il movimento dei denti, un cambiamento nell’occlusione (modo in cui i denti superiori e inferiori si incontrano quando la bocca è chiusa), recessione gengivale, e in casi avanzati, la perdita di denti.

Spesso, però, la perdita ossea può procedere senza sintomi evidenti, rendendo essenziale il controllo regolare dal dentista per la sua precoce identificazione.

Cosa Sono gli Impianti Dentali con Poco Osso?

Gli impianti dentali con poco osso sono soluzioni odontoiatriche avanzate progettate per pazienti che non hanno sufficiente osso gengivale per supportare impianti tradizionali.

Questa condizione può derivare da vari fattori, come la perdita ossea dovuta a malattie parodontali, traumi, o l’uso a lungo termine di protesi dentarie mobili.

Per questi pazienti, le tecniche tradizionali di impianto dentale potrebbero non essere fattibili senza interventi aggiuntivi per aumentare l’osso.

Gli impianti per poco osso sono stati sviluppati per superare queste limitazioni, offrendo nuove opportunità per il recupero funzionale ed estetico del sorriso.

Come Funzionano gli Impianti Dentali con Poco Osso?

La tecnologia e le tecniche dietro gli impianti dentali con poco osso sono progettate per massimizzare l’uso dell’osso disponibile e, in alcuni casi, stimolare la crescita ossea. Esistono diverse strategie utilizzate per affrontare la sfida della limitata disponibilità ossea:

  1. Impianti Posteriori Inclinati: Questa tecnica prevede l’inserimento di impianti in angolazioni strategiche nell’osso esistente, evitando aree con scarsa densità ossea e sfruttando al meglio le zone con maggiore sostegno.

  2. Impianti Zigomatici: Specificamente progettati per i casi di grave perdita ossea nella mascella superiore, gli impianti zigomatici sono più lunghi degli impianti tradizionali e vengono ancorati nell’osso zigomatico, piuttosto che nella mascella.

  3. Tecniche di Rigenerazione Ossea: Incluso l’uso di sostituti ossei o fattori di crescita per stimolare la formazione di nuovo osso nel sito dell’impianto. Queste procedure possono essere realizzate prima o contemporaneamente all’inserimento degli impianti.

  4. Impianti a Carico Immediato con Poco Osso: In alcuni casi, è possibile inserire gli impianti e applicare una protesi temporanea nello stesso giorno, stimolando l’osso circostante e riducendo i tempi di attesa per il paziente.

Queste tecniche richiedono un’alta specializzazione e una pianificazione accurata. L’uso di tecnologie avanzate come la scansione 3D e la pianificazione digitale dell’intervento giocano un ruolo chiave nel successo di questi impianti, consentendo ai professionisti di valutare con precisione la quantità e la qualità dell’osso disponibile e di pianificare l’intervento con un livello di precisione senza precedenti.

Benefici e Considerazioni

Gli impianti dentali con poco osso offrono numerosi benefici, tra cui la possibilità di recuperare la funzionalità e l’estetica del sorriso senza le limitazioni imposte dalla scarsa quantità di osso. Inoltre, possono ridurre la necessità di interventi chirurgici più invasivi per l’aumento osseo, con un conseguente minor disagio per il paziente e tempi di recupero più rapidi.

 

Implantologia nei casi di grave atrofia: le alternative all’innesto d’osso.

Perdita di osso e sulle possibili cause

La perdita di osso nella zona orale, nota anche come atrofia ossea, può essere dovuta a vari motivi come l’età, la parodontite, l’estrazione dentale o traumi. Questo fenomeno può creare difficoltà quando si vuole inserire un impianto dentale, poiché la mancanza di osso compromette la stabilità e l’affidabilità dell’impianto.

Implantologia Mancanza di osso | Dott. Cesare Paoleschi

Quanto osso serve per impianto dentale

Quando si valuta l’osso per gli impianti dentali, i dentisti considerano vari parametri. Tra questi, la quantità e la qualità dell’osso rimanente sono i più importanti. L’osso deve avere un volume sufficiente per sostenere l’impianto e deve essere di buona qualità, ossia non troppo duro né troppo morbido. Inoltre, la posizione dell’osso rispetto alla linea mediana del viso e alla posizione degli altri denti è anche molto importante.

L’innesto osseo e i suoi aspetti negativi

L’innesto osseo è una procedura che prevede l’aggiunta di nuovo osso, preso da un’altra parte del corpo o da una fonte donatrice, nell’area in cui si desidera inserire l’impianto dentale. Nonostante sia una soluzione efficace, presenta alcuni svantaggi. Richiede un intervento chirurgico invasivo, che può portare a un periodo di recupero prolungato e a possibili complicanze. Inoltre, non sempre è garantito che l’osso innestato si integri perfettamente con l’osso esistente.

Come fare un impianto dentale se manca l’osso

Esistono varie soluzioni per chi ha poco osso disponibile, consentendo loro di beneficiare ancora di impianti dentali. Ecco una panoramica delle principali tecniche di implantologia con poco osso:

Impianti Corti

Gli impianti corti rappresentano un’opzione di trattamento particolarmente vantaggiosa nei casi in cui il paziente presenti una quantità limitata di osso alveolare. Questi impianti, di diametro standard ma di lunghezza ridotta, sono concepiti per sfruttare al massimo il tessuto osseo residuo disponibile. In passato, si riteneva che gli impianti più lunghi fossero necessari per garantire una maggiore stabilità. Tuttavia, con i progressi della tecnologia e delle tecniche chirurgiche, gli impianti corti si sono dimostrati altrettanto efficaci e sicuri come quelli tradizionali.

Impianti Pterigoidei

Gli impianti pterigoidei sono una soluzione innovativa per coloro che hanno subito una significativa perdita ossea nella zona posteriore della mascella. Prendono il nome dall’osso pterigoideo, una struttura ossea situata nella parte posteriore della cavità orale, dove questi impianti vengono posizionati. Contrariamente a molte tecniche di impianto, gli impianti pterigoidei non richiedono procedure di innesto osseo. Invece, utilizzano l’osso che normalmente rimane disponibile anche in presenza di atrofia avanzata. Di conseguenza, offrono una soluzione meno invasiva e con meno complicanze per i pazienti con una perdita ossea significativa. In termini di lunghezza, gli impianti pterigoidei sono tra i più lunghi, spesso misurando tra 15 e 20 mm. Questo permette una stabilità maggiore e una migliore distribuzione del carico masticatorio. Inoltre, l’uso di impianti pterigoidei può ridurre il tempo di trattamento, dato che generalmente consentono la connessione di una protesi immediata.

Impianto dentale con poco osso | Dott. Cesare Paoleschi

Impianti Inclinati e protocollo All on Four

Gli impianti inclinati sono una strategia utilizzata quando la quantità di osso disponibile per la collocazione degli impianti è limitata, specialmente nella zona posteriore della bocca. Questa tecnica si basa sull’inserimento degli impianti in un angolo piuttosto che in maniera perpendicolare rispetto alla mascella o alla mandibola. Il principale vantaggio degli impianti inclinati è che essi permettono di sfruttare al massimo l’osso rimanente, aumentando la stabilità dell’impianto e evitando la necessità di ricorrere a procedure di innesto osseo. Questo è particolarmente utile nelle zone dove la presenza di strutture anatomiche, come il seno mascellare o il nervo mandibolare, può limitare la disponibilità di osso per l’installazione di impianti dentali.

Gli impianti inclinati sono una componente fondamentale del protocollo All-on-Four, un approccio che consente di supportare una protesi fissa con soli quattro impianti per arcata. In questo protocollo, due degli impianti sono posizionati in maniera inclinata per sfruttare al meglio l’osso disponibile e fornire un supporto stabile per la protesi.

All on four impianto dentale con poco osso | Dott. Cesare Paoleschi

Impianti Zigomatici

Gli impianti zigomatici rappresentano una soluzione straordinaria per i pazienti che hanno subito una grave perdita di osso nella mascella superiore e non possono ricevere impianti dentali tradizionali o non sono candidati ideali per l’innesto osseo.

Questi impianti prendono il nome dall’osso zigomatico, noto anche come osso della guancia. A differenza degli impianti dentali tradizionali, che vengono inseriti nell’osso mascellare, gli impianti zigomatici sono fissati nell’osso zigomatico. Questa posizione fornisce un ancoraggio stabile per l’impianto, nonostante la perdita di osso nell’area della mascella.

Gli impianti zigomatici sono più lunghi rispetto agli impianti dentali convenzionali e richiedono un’abilità chirurgica particolare per il loro inserimento. Nonostante ciò, essi possono offrire numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di evitare l’innesto osseo, un periodo di recupero più breve e la capacità di applicare una protesi fissa immediatamente dopo l’inserimento dell’impianto.

È importante sottolineare che gli impianti zigomatici non sono adatti a tutti i pazienti. La decisione di utilizzare impianti zigomatici dovrebbe essere presa dopo un’accurata valutazione da parte di un chirurgo orale o di un dentista esperto, che considererà la quantità e la qualità dell’osso rimanente, la salute generale del paziente e altre variabili. Nonostante le sfide, per molti pazienti con grave atrofia ossea, gli impianti zigomatici possono rappresentare l’unica speranza per recuperare la funzionalità orale e un sorriso naturale.

(Guarda i casi di implantologia zigomatica del dottor Cesare Paoleschi)

Impianto dentale poco osso | Dott. Cesare Paoleschi

Impianti Nasali

Gli impianti nasali sono una nuova soluzione per i pazienti che presentano una grave atrofia dell’osso mascellare, rendendo problematico l’inserimento di impianti dentali tradizionali. Questa tecnica, relativamente nuova nel campo dell’implantologia, offre un’opzione aggiuntiva per quei pazienti che non possono sottoporsi a un innesto osseo o non sono candidati adatti per gli impianti zigomatici.

L’innovazione degli impianti nasali risiede nel luogo di inserimento: piuttosto che essere collocati nell’osso mascellare o zigomatico, gli impianti nasali sono inseriti nell’osso del pavimento nasale. Questo osso tende a rimanere preservato, nonostante una significativa atrofia dell’osso mascellare, rendendolo un sito adatto per l’installazione di impianti.

Tuttavia, come con qualsiasi procedura chirurgica, l’inserimento di impianti nasali richiede una pianificazione accurata e un’adeguata competenza chirurgica. Dovrebbero essere considerati solo quando altre opzioni non sono possibili o non hanno successo.

Costo di una riabilitazione di impianto dentale con poco osso

Determinare il costo esatto di una riabilitazione dentale in caso di grave atrofia ossea può essere complesso, poiché varia in base a numerosi fattori, tra cui:

     

      1. ll tipo di impianto utilizzato: Differenti tipi di impianti (zigomatici, pterigoidei, nasali, inclinati, corti, etc.) possono avere costi diversi. Inoltre, il numero di impianti necessari influenzerà il costo complessivo del trattamento.

      1. La necessità di procedure aggiuntive: In alcuni casi, potrebbe essere necessario eseguire procedure aggiuntive, come l’innesto osseo, l’elevazione del seno mascellare, la sedazione o l’anestesia generale, ciascuna delle quali comporterà costi aggiuntivi.

      1. Il costo della protesi dentale: Le protesi dentali variano notevolmente nel prezzo in base al materiale utilizzato, alla complessità della protesi e al numero di denti che devono essere sostituiti.

      1. Le spese post-trattamento: Queste potrebbero includere le visite di follow-up, le radiografie, le spese per la manutenzione della protesi e l’igiene orale.

      1. Copertura assicurativa: Alcune assicurazioni sanitarie possono coprire una parte del costo delle procedure di impianto dentale, riducendo così la spesa a carico del paziente.

    Data la vasta gamma di fattori che influenzano il costo di una riabilitazione dentale per grave atrofia ossea, è difficile fornire una stima precisa senza un esame dettagliato e una consulenza con un professionista dentale. Tuttavia, è importante ricordare che, sebbene tali interventi possano rappresentare un investimento significativo, il beneficio a lungo termine di migliorare la funzione orale e la qualità della vita può essere inestimabile.

    In conclusione, esistono diverse alternative per chi ha poco osso e desidera un impianto dentale. La scelta migliore dipenderà da diversi fattori, tra cui la quantità e la qualità dell’osso rimanente, la posizione dell’osso e le preferenze del paziente. Per fare la scelta più informata possibile, è importante consultare un dentista o un chirurgo orale esperto in implantologia dentale.

    Gli impianti dentali rappresentano una delle soluzioni più innovative ed efficaci per risolvere il problema della perdita di denti. Tuttavia, la realizzazione di un impianto dentale richiede una quantità adeguata di osso gengivale per garantire il successo dell'intervento. Ma cosa succede quando il paziente non dispone di sufficiente osso? E come si può ovviare a questa situazione? Quanto Osso Serve per Fare un Impianto Dentale? Per realizzare un impianto dentale, è fondamentale avere una base ossea sufficiente che possa supportare l'impianto stesso. Generalmente, si parla di almeno 1 mm di osso intorno all'impianto, ma questa può variare a seconda della posizione nell'arcata dentale e delle specifiche tecniche adottate dal dentista. Una buona densità ossea non solo garantisce il supporto fisico all'impianto ma favorisce anche l'integrazione dell'impianto nell'osso, un processo noto come osteointegrazione. Come Fare un Impianto Dentale Senza Osso? Quando il paziente presenta una mancanza di osso gengivale, esistono diverse tecniche per ovviare a questo problema. Tra queste, la più comune è la rigenerazione ossea guidata (GBR), che prevede l'utilizzo di materiali biocompatibili per stimolare la crescita dell'osso nel sito dell'impianto. Un'altra tecnica è l'utilizzo di impianti zigomatici, più lunghi dei tradizionali e ancorati all'osso zigomatico, per i casi di grave perdita ossea nella mascella superiore. Come Aumentare l'Osso Gengivale? Aumentare l'osso gengivale è possibile attraverso diverse procedure. Oltre alla rigenerazione ossea guidata, esistono la sinus lift, indicata per aumentare l'osso nella mascella superiore, e l'innesto osseo autologo, che prevede il prelievo di osso da un'altra parte del corpo del …

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