Le placche in gola sono tra i disturbi più comuni che spingono adulti e bambini a consultare un medico. Si tratta di depositi biancastri o giallastri che compaiono sulla superficie delle tonsille o sulla parete posteriore della faringe, e che segnalano la presenza di un’infezione in corso. Non sono una malattia in sé, ma un sintomo visibile che può avere origini molto diverse: batterica, virale o — più raramente — fungina. Capire da dove vengono è il primo passo per curarle nel modo giusto.
Cosa sono le placche in gola e perché compaiono
Le placche alle tonsille si formano quando agenti patogeni — batteri, virus o funghi — colonizzano la mucosa della gola, scatenando una risposta infiammatoria. Il materiale biancastro visibile è una miscela di globuli bianchi, cellule morte, muco e microrganismi. L’aspetto può variare: a volte si presentano come macchie isolate, altre volte ricoprono interamente le tonsille.
Le cause delle placche in gola si dividono principalmente in tre categorie:
- Cause batteriche: il principale responsabile è lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A (GABHS), che provoca la classica faringite streptococcica con febbre alta, gola molto dolorante e tonsille coperte di pus. Altre specie batteriche come lo stafilococco o il Mycoplasma pneumoniae possono essere coinvolte in misura minore.
- Cause virali: adenovirus, virus di Epstein-Barr (responsabile della mononucleosi infettiva), rhinovirus e coronavirus sono tra i più frequenti. Le placche da virus tendono a essere meno abbondanti e si accompagnano spesso a tosse, raffreddore e sintomi generali.
- Cause fungine: la Candida albicans causa il cosiddetto mughetto orofaringeo, più frequente in persone con le difese immunitarie ridotte, diabetici o chi ha assunto antibiotici a lungo.
Esiste poi una causa non infettiva molto comune: le tonsille criptiche. Si tratta di accumuli di detriti alimentari e cellulari che si formano nelle cavità delle tonsille, dando origine ai cosiddetti tonsilloliti — piccoli depositi bianchi che non indicano un’infezione attiva ma causano alitosi e fastidio.
Sintomi: come riconoscere le placche in gola
I sintomi delle placche in gola cambiano a seconda della causa, ma alcuni segnali ricorrono in quasi tutti i casi:
- Mal di gola di intensità variabile, da lieve fastidio a dolore acuto
- Difficoltà a deglutire (disfagia), talvolta così intensa da rendere complicato anche bere
- Tonsille gonfie, rosse e con depositi visibili
- Linfonodi del collo ingrossati e dolenti alla palpazione
- Febbre: moderata nelle forme virali, alta (oltre 38,5°C) nelle forme batteriche
- Alitosi persistente
- Dolore irradiato all’orecchio, causato dalla condivisione di rami nervosi tra gola e canale uditivo
- Stanchezza e malessere generale
Un elemento molto utile per la diagnosi differenziale è proprio la febbre: la sua presenza intensa e improvvisa orienta verso un’infezione batterica; l’assenza o una febbre lieve, associata a tosse e raffreddore, suggerisce invece un’origine virale.
Placche in gola senza febbre: quando succede
Molte persone si sorprendono nel trovare placche alla gola senza febbre. È una situazione tutt’altro che rara. Può verificarsi nelle infezioni virali lievi, nelle fasi iniziali o finali di un episodio batterico, nel caso dei tonsilloliti o in presenza di mughetto da candida. L’assenza di febbre, tuttavia, non significa assenza di infezione: è sempre opportuno consultare un medico per escludere cause batteriche in corso.
Placche virali o batteriche: come distinguerle
Distinguere le placche virali da quelle batteriche è fondamentale, perché solo le seconde rispondono agli antibiotici. I criteri clinici più usati dai medici si basano su un insieme di segni:
- Indici a favore di infezione batterica: febbre alta, assenza di tosse, linfonodi cervicali molto ingrossati, tonsille con abbondante pus
- Indici a favore di infezione virale: tosse presente, raffreddore, sintomi diffusi, febbre moderata o assente
Il tampone faringeo — rapido o colturale — è l’unico esame in grado di confermare con certezza la presenza dello streptococco. Le linee guida internazionali lo raccomandano prima di prescrivere qualsiasi antibiotico, per evitare terapie inutili e contenere la resistenza antimicrobica.
Placche in gola nei bambini: attenzione allo streptococco
Le placche in gola nei bambini sono particolarmente frequenti tra i 5 e i 15 anni, fascia d’età in cui le infezioni da streptococco raggiungono la massima incidenza. Le tonsille in questa fase sono attivamente impegnate nella maturazione immunitaria, rendendosi così più vulnerabili alle infezioni.
Nei bambini è essenziale:
- Effettuare sempre il tampone faringeo prima di somministrare antibiotici
- Monitorare la comparsa di un’eruzione cutanea diffusa (possibile scarlattina da streptococco)
- Non sottovalutare la comparsa di difficoltà respiratorie o gonfiore asimmetrico della gola
- Valutare la tonsillectomia nei casi di episodi molto frequenti (più di 5-7 all’anno)
Come si curano le placche in gola
Il trattamento dipende interamente dalla causa identificata.
Placche batteriche: il medico prescrive un antibiotico, generalmente amoxicillina o amoxicillina con acido clavulanico, da assumere per 7-10 giorni completi, anche dopo la scomparsa dei sintomi. Interrompere la terapia anticipatamente è uno degli errori più comuni e può favorire recidive. Per il dolore e la febbre si utilizzano antinfiammatori come ibuprofene o paracetamolo.
Placche virali: non esistono antivirali specifici per la maggior parte delle forme comuni. La terapia è sintomatica: riposo, adeguata idratazione, antidolorifici e collutori antisettici. I gargarismi con acqua e sale hanno una lieve azione antinfiammatoria locale e possono dare sollievo.
Placche fungine da candida: si trattano con antimicotici locali o sistemici su prescrizione, come nistatina o fluconazolo.
Rimedi naturali per le placche in gola
Quando le placche in gola sono di origine virale e i sintomi sono lievi, alcuni rimedi naturali possono aiutare ad alleviare il disagio:
- Miele: studi clinici hanno dimostrato che riduce la durata e l’intensità del mal di gola nelle infezioni delle vie aeree superiori, grazie alle sue proprietà antibatteriche e lenitive
- Gargarismi con acqua tiepida e sale: uno dei rimedi più antichi, ancora sostenuto dall’evidenza scientifica per la sua azione antisettica e decongestionante locale
- Zenzero e limone in acqua calda: proprietà antinfiammatorie naturali
- Propoli: attività antivirale e antibatterica di supporto, utile nelle fasi iniziali
- Riposo e idratazione: fondamentali per sostenere la risposta immunitaria
I rimedi naturali non sostituiscono la valutazione medica. In presenza di febbre alta, dolore intenso o sintomi che non migliorano dopo 3-4 giorni, è necessario rivolgersi a un professionista.
Quanto durano le placche in gola
La durata delle placche in gola varia secondo la causa:
- Forme virali: si risolvono spontaneamente in 5-7 giorni
- Forme batteriche trattate: miglioramento in 48-72 ore; risoluzione completa delle placche in 7-10 giorni
- Mononucleosi: sintomi e placche possono persistere anche 2-4 settimane
- Tonsilloliti: tendono a recidivare nel tempo senza una tendenza alla risoluzione spontanea definitiva
Placche in gola ricorrenti: quando valutare la tonsillectomia
Chi soffre di placche in gola ricorrenti dovrebbe sottoporsi a una valutazione specialistica otorinolaringoiatrica. La tonsillectomia viene raccomandata nelle linee guida internazionali quando si verificano almeno 7 episodi in un anno, almeno 5 episodi per 2 anni consecutivi, o almeno 3 episodi per 3 anni di fila, oppure in presenza di complicanze come ascessi peritonsillari ricorrenti.
Sono contagiose?
Sì: le placche in gola di origine batterica e virale sono contagiose. La trasmissione avviene per via aerea — tosse, starnuti, voce — e per contatto diretto con le secrezioni. È opportuno evitare contatti ravvicinati, non condividere stoviglie e lavarsi frequentemente le mani fino alla risoluzione dei sintomi.
Linkografia e Approfondimenti Utili
- Tonsillitis — StatPearls — NCBI Bookshelf/NIH, aggiornato 2025 (definizione, eziologia virale vs batterica, criteri Centor e FeverPAIN, complicanze, gestione)
→ https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK544342/ - Pharyngitis: Approach to diagnosis and treatment — PMC/NIH, 2020 (utilizzo dei test rapidi, stewardship antibiotica, criteri per la terapia empirica)
→ https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7145142/ - Tonsillitis and Tonsilloliths: Diagnosis and Management — American Family Physician/PubMed, 2023 (criteri Centor, tampone rapido, tonsilloliti: gestione conservativa; penicillina come antibiotico di prima scelta)
→ https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/36689967/ - Clinical practice guideline: tonsillitis I. Diagnostics and nonsurgical management — PMC/NIH, 2016 (linee guida europee sulla diagnosi clinica, diagnosi differenziale virale/batterica, indicazioni al tampone)
→ https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7087627/ - A scoring system for management of acute pharyngo-tonsillitis in primary care — PMC/NIH, 2008 (sistema di scoring clinico: leucocitosi e PCR elevata correlano con infezione batterica da S. pyogenes)
→ https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7126418/
Tabella Riassuntiva Articolo
| Aspetto | Placche virali | Placche batteriche | Placche fungine (candida) | Tonsilloliti |
|---|---|---|---|---|
| Causa | Adenovirus, EBV, rhinovirus | Streptococco gruppo A, stafilococco | Candida albicans | Detriti nelle cripte tonsillari |
| Febbre | Lieve o assente | Alta (>38,5°C) | Assente | Assente |
| Tosse | Frequente | Rara | Assente | Assente |
| Contagiosità | Sì | Sì | No (in soggetti sani) | No |
| Antibiotico | Non indicato | Sì (amoxicillina) | No (antimicotico) | No |
| Durata | 5–7 giorni | 7–10 giorni con terapia | Variabile con antimicotico | Recidivante |
| Diagnosi | Clinica + tampone negativo | Tampone faringeo positivo | Visita medica | Visita medica |
| Rimedi naturali utili | Miele, sale, zenzero | Solo di supporto | Nessuno specifico | Igiene orale accurata |




